LOLA LAFON.
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LA PICCOLA COMUNISTA CHE NON SORRIDEVA MAI.
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Titolo originale: La petite communiste qui ne souriait jamais. 2014.
Traduzione di: Sergio Arecco.
2015 Bompiani RCS Libri, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Una miracolosa, minuta ginnasta rumena di quattordici anni, Nadia Comaneci, compare ai giochi di Montral e diventa mito planetario: sbaraglia le concorrenti sovietiche, favoritissime, fa saltare i sistemi elettronici che computavano i punteggi ricevendo tutti 10; sospende, col suo volto, il suo volteggio, il suo corpo elastico, la guerra fredda.
Lola Lafon, sedotta da questa donna bambina che non sorrideva mai, racconta la storia della sua vita, entrando nei suoi sentimenti e nelle sue emozioni, come fosse il personaggio di un romanzo in cui, tuttavia, tutto  vero. E, nello specchio di questo romanzo, racconta unEuropa spaccata in due, inondata di propaganda, ideologia, menzogne, cinismo, ma anche di grandi passioni, sogni, desideri.
Imitando laudacia magica delle figure tracciate nel cielo della competizione da quella semplice bambina, il romanzo-acrobazia di Lola Lafon, pi vicino alla leggenda di Icaro che alla mitologia degli di da stadio, rende omaggio con la sua invenzione alla fantasia di colei che, con un calcio alla luna, ha stravolto il cammino angusto che si riserva alle ragazzine, quelle ragazzine dellestate del 76 che, grazie a lei, hanno sognato di lanciarsi nel vuoto, gli addominali tesi e la pelle nuda.
Bestseller in Francia, in corso di traduzione in 8 lingue, La piccola comunista che non sorrideva mai ha ottenuto i seguenti premi letterari:
Prix de la Closerie des Lilas 2014
Le prix Ouest France / Etonnants Voyageurs 2014
Grand Prix de lhrone, Madame Figaro 2014
Prix Littraire dArcachon 2014
Prix des lecteurs de Levallois 2014
Le Prix Jules Rimet sport et littrature 2014
Prix Version Femina 2015
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L'Autrice.
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Lola Lafon (1972)  una donna di lettere, cantante e compositrice di origine franco-russo-polacca. Politicamente impegnata in collettivi anarchici, antifascisti e femministi, scrive su Liberation ed  autrice di quattro romanzi: Une Fivre impossible  ngocier (2003), De a je me console (2007), Nous sommesles oiseaux de la tempte qui sannonce (2011).
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Le bambine hanno posato i loro fucili.
Entrano e si tuffano in mare,
mentre il sudore cola loro sul collo,
sotto le ascelle, lungo la schiena.
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Monique Wittig, Les Gurillres
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 un consiglio che ho imparato allora e che non ho mai dimenticato: non potevi raccontare la stessa storia allo stesso modo a pi di due persone, altrimenti, quando facevano rapporto alla Securitate, tu finivi nei guai.
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Anonimo, Romania, 1980
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Avvertenza.
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La piccola comunista che non sorrideva mai non intende essere una ricostruzione storica della vita di Nadia Comaneci. Le date, i nomi dei luoghi e gli avvenimenti sono stati riportati con la massima fedelt ma, per il resto, mi sono proposta di riempire i silenzi della storia e quelli della protagonista serbando traccia delle molte ipotesi e versioni di un mondo svanito. Il rimpallo tra la narratrice del romanzo e la ginnasta  una finzione, un ripensamento, un modo per dare un sonoro al film pressoch muto che  stato il percorso di Nadia C. tra il 1969 e il 1990.
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Lola Lafon.
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Parte Prima.
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Quanti anni ha? chiede il primo giudice, incredulo, allallenatore. Quattordici  la risposta: una cifra che gli fa correre un brivido lungo la schiena. Quello che la piccola ha fatto in quel momento scompiglia il diorama delle cifre, delle parole e delle immagini. Non si tratta daltro che dellinimmaginabile. Impossibile afferrare quanto accadr da l a un momento. La piccola si libera di ogni peso, se lo getta alle spalle, e il suo corpo lieve si fa largo nellaria per acciambellarsi nel vuoto.
Ma perch nessuno li ha avvertiti che bisognava guardare da quella parte?, si chiedono, arrabbiati, coloro che hanno perso lattimo in cui, sui dieci centimetri di larghezza della trave, Nadia C. si  lanciata allindietro e, a braccia incrociate, ha dato un calcio alla luna, saltando alla cieca. Ora si girano gli uni verso gli altri, come per chiedere se qualcuno ha visto qualcosa.
Il pannello elettronico riporta le parole COMANECI, NADIA, ROMANIA, seguite dal numero 73, la sua pettorina. Dove dovrebbe essere indicato il voto non appare niente.
Si aspetta. Con il volto corrucciato, le ginnaste sovietiche vanno e vengono lungo il settore riservato agli allenatori e alle atlete che hanno gi concluso lesercizio. Ormai lo sanno. Le ragazze della Romania appaiono a loro volta in preda allangoscia: Dorina tiene le mani giunte; Mariana ripete incessantemente la stessa frase; unaltra  come afflosciata, con gli occhi chiusi; Nadia, un po defilata, con la coda di cavallo che le ricade su una spalla, non guarda neanche lo schermo con i voti.  Bla, lallenatore, il primo a vederlo  in piedi, le braccia al cielo, il capo riverso. Dopodich Nadia si volta e vede il risultato, quel terribile 1 su 10 che compare sul pannello luminoso, inquadrato dalle telecamere di tutto il mondo. 1,00. Nadia ripassa mentalmente tutti i possibili errori: latterraggio dopo il salto mortale allindietro, magari non del tutto stabile a giudizio della giuria. Ma che cosa ha mai fatto per meritare quel voto? Bla labbraccia. Non prendertela, cara: presenteremo un reclamo. Finch uno dei giudici, uno svedese, attira la sua attenzione. Luomo si  alzato. Ha le lacrime agli occhi e la sta fissando. E tutti racconteranno quellistante tante di quelle volte che, oggi, lei non sa dire con certezza se lo ha vissuto davvero: forse lha visto in televisione, forse si  trattato della scena di un film
Il pubblico si  alzato in piedi, e da quei diciottomila corpi esultanti  partito un uragano di applausi: tutti battono ritmicamente i piedi, e il giudice apre e chiude la bocca in mezzo al frastuono assordante, pronunciando parole inudibili. Mentre migliaia di flash scatenano una pioggia di lampi scomposti, lei vede lo svedese gesticolare  che cosa sta facendo?  e le telecamere di tutto il mondo riprendere le mani di lui protese verso di lei. Al che, la piccola tende a sua volta le mani verso di lui, chiede conferma:  un 10 e non un 1? E lui, pian piano, annuisce, tenendo le dieci dita aperte davanti al viso. Adesso centinaia di telecamere inquadrano la piccola atleta, mentre le altre ragazzine della squadra rumena le danzano attorno: s, s, l1,00  un 10.
Il pannello ruota lentamente da sinistra a destra, dalla giuria verso il pubblico, passando per le ginnaste, riportando il voto di cui tutti devono prendere atto: 10. Una virgola spostata. O piuttosto una virgola che rifiuta ostinatamente di spostarsi. Un uomo fa la spola tra la stampa e i giudici, con la T-shirt ufficiale JEUX DE MONTRAL 1976 chiazzata sotto le ascelle, e si deterge la fronte dal sudore. Il primo giudice gli fa segno di avvicinarsi. Troppo casino, qualcosa ha inceppato la macchina, gli dice. I fischi li costringono a chinarsi luno verso laltro. Sta scherzando o cosa? Il mondo intero  in collegamento televisivo;  il primo giorno della competizione! Dov il responsabile della Longines? Lingegnere addetto ai tabelloni elettronici tenta di scavalcare il muro dei giornalisti inginocchiati attorno alla piccola ginnasta per raggiungere il tavolo dei giudici, che stanno gesticolando tra loro: Il suo sistema non funziona! E lui, al rappresentante del CIO che tende un orecchio per sentirlo: Nelle altre competizioni ha sempre funzionato! FUNZIONA. Il computer  infallibile, siete voi che lavete manomesso, e punta il dito verso i giudici. Ma ormai lo scenario  cambiato, nessuno gli presta pi attenzione: i giudici sono diventati spettatori, piangono e inneggiano alla ragazzina seduta accanto al suo allenatore, con le spalle rivolte alla macchina obsoleta che d letteralmente i numeri: 1,00.
Abboccamento durante la pausa. OK. Non  che qualcuno della nazionale rumena ha potuto accedere ai computer? Non  che ha introdotto qualche diavoleria che potrebbe aver fatto saltare il sistema? Ma avete perso la testa, ragazzi: una cosa del genere, inventata solo per cercare una copertura,  una cosa che non esiste! Finch si viene a capo dellerrore. Il Comitato Olimpico ci aveva assicurato, durante le riunioni preparatorie, che il 10 non esiste in ginnastica, protestano gli ingegneri della Longines, marchio che ora la stampa chiama beffardamente 1,00. E alle 13.40 arriva finalmente il verdetto: il computer si  bloccato perch ha provato a registrare quel voto insolitamente elevato. La bambina ha mandato in tilt la macchina.
C tempo fino a domani per adattare il sistema agli standard della ragazzina. Si pigiano tasti, si eseguono programmi. Bisogna correggere la cifra. Spostare la virgola. Ci sono probabilit che la bambina rinnovi lexploit? Pensa che la cosa si possa ripetere domani? Non so, risponde il giudice inglese. Non so, risponde il giudice cecoslovacco. Provano a immaginare figure che meriterebbero un 10 alla trave. Non ci riescono. Nessuno ha mai ottenuto 10 ai Giochi Olimpici in ginnastica. Li interpellano di nuovo. Siete sicuri di non esservi lasciati trascinare dallentusiasmo degli spettatori? No, dicono. Hanno davvero vagliato la bambina, provato a coglierla in fallo: niente. Zero errori. Di pi: alcuni giudici avrebbero voluto andare oltre il 10, darle 11 su 10! 12, rincara senza indugio il giudice canadese. Si dovranno inventare nuovi numeri! Anzi, si rinunci ai numeri.
Se la Comaneci gareggiasse contro unastrazione, invece che contro rivali appartenenti al genere umano, si potrebbe ancora darle dieci? chiedono a Cathy Rigby, ex ginnasta divenuta commentatrice dei Giochi Olimpici per la ABC. Se Nadia facesse quello che fa in completa solitudine, in una stanza vuota, penso che continuerebbe a meritare 10, risponde Rigby, dopo aver riflettuto sulla possibilit di inventare astrazioni pi astratte della perfezione.
Si tenta di tenere levento sotto controllo. Lindomani mattina, il Comitato Olimpico esige che Nadia si sottoponga a tre esami antidoping supplementari. Si discute. Si sta assistendo allaffermazione di una nuova generazione di ginnaste bambine o  solamente un fenomeno passeggero?  anche un sisma geopolitico. Gli allenatori sovietici finiscono sul banco degli imputati: Compagni, non possiamo permettere che la Romania ci umili! Ci penser Ljudmila* a salvarci! Ma il pomeriggio stesso, Ljudmila termina lesercizio a corpo libero con unuscita tragica  una performance seguita da applausi stiracchiati  e scoppia in singhiozzi tra le braccia dellallenatore, sotto gli occhi della ragazzina rumena, completamente impassibile.
Per definire Nadia si fa appello agli elementi naturali: nuota in un oceano daria e di silenzio. Non si parla pi di sport  un fenomeno troppo brutale, quasi volgare, a confronto di ci che sta accadendo.  tutto da rifare, tutto da ricominciare da capo: lei non scolpisce lo spazio, lei  lo spazio; non trasmette lemozione, lei  lemozione. La sua apparizione  come quella di un angelo: fate caso a quellalone tuttattorno, simile a un vapore di flash isterici; lei sinnalza al di sopra delle leggi di natura, delle regole e delle certezze.  una sublime macchina poetica che sconvolge ogni cosa.
Si commenta la sua esecuzione: s,  vero, si erano letti certi segnali premonitori di Nadia negli esercizi di Olga Korbut ai Giochi Olimpici di Monaco, nel 1972, ma ora, con Nadia, il piatto  completo! La grazia, la precisione, la ritualit dei gesti; il rischio e la potenza perfettamente dissimulati! Si dice che sia in grado di ripetere alla perfezione lesercizio anche quindici volte di seguito. E poi, la sua ossatura: il suo scheletro sembra fatto di fili di seta.  morfologicamente superiore. Pi elastico.
Si cercano le parole adatte, si mette insieme un frasario del genere, poi sinventa un nuovo ordine del discorso e ci si sforza di tracciarne i contorni. La piccola fata comunista. La piccola fata comunista che non sorride mai. Si evita la parola adorabile perch gi impiegata troppe volte negli ultimi giorni, eppure  quella giusta: dolorosamente adorabile, insopportabilmente adorabile. E a noi, obbligati a guardarla dalla nostra posizione di adulti, viene voglia di insinuarci nella sua infanzia laboriosa, di accostarci a lei, che indossa un body immacolato sul quale non si distingue alcuna traccia di sudore. Una Lolita olimpica di appena quaranta chili; una studentessa di quattordici anni con la silhouette di un ragazzino che acconsente a ogni richiesta, scrivono. Vorremmo farci accendere dalle sue scintille di giocattolo magico e in continuo movimento. Vorremmo farci strappare ai nostri organismi zeppi di ormoni lenti. La bambina instilla il desiderio, si ha voglia di lei  che desiderio di toccarla, di avvicinarla Una voglia-spirale sempre pi pressante e, ahim, gi consumata: lesercizio alla trave  durato solo novanta secondi.  epidemica. I bagarini riescono a vendere a cento dollari i biglietti per la finale  che ne costerebbero sedici , poich tutti vogliono vedere le sue evoluzioni acrobatiche, durante le quali  facile temere che la sua leggerezza non le consenta di atterrare a piedi uniti. E quando corre a eseguire i suoi salti mortali, con le braccia che imprimono al movimento una velocit ancora maggiore, e lassoluta potenza della sua carne fasciata dal body, lei diventa tuttuno con quella meccanica filante genialmente sfuggita al suo sesso, in fuga verso uninfanzia meravigliosamente liscia e superiore.
Non si vedono pi le cose allo stesso modo. Nadia  una nuova partenza. Le altre ginnaste non sono che errori, deformazioni dellideale. Lei accentua il peso degli anni che la separano da quelle che si comincia a chiamare le altre, le quali, nellistante in cui la bambina rientra nel suo settore, tendono nervosamente il tessuto dei loro body per coprirsi le natiche. Tenere a freno quelle carni, nascondere tutto quello che allimprovviso pare di troppo, incongruo, persino ridicolo Di colpo, quei body appaiono troppo sciancrati, forse troppo stretti per contenere i petti compressi che, quando le atlete si lanciano verso il cavallo, si muovono impercettibilmente. Tutto  seni, anche , spiega uno specialista durante il replay, rallenta le giravolte, frena i salti, contribuisce a rendere meno pulito lesercizio. Ljudmila  terribilmente donna. Nella foto apparsa su un quotidiano che la ritrae accanto alla ninfetta rumena sembra sproporzionata. Per non parlare di Olga, il cui confronto con Nadia risulta francamente imbarazzante. La telecamera indugia su di lei, livida in volto, dopo la consacrazione della rivale rumena. No, non  stanca,  semplicemente logora: ha ventun anni,  quasi una  e si sente il ridacchiare delle giornaliste presenti in studio   una vecchia, un po troppo sfruttata, no?
Altre esprimono disappunto, chiedono di mantenere un minimo di fair play, per favore. In fondo  una signora, e non  niente male: proprio una gran signora, quella Ljudmila. Quanto a Olga, be,  solo una fata invecchiata: un giorno Nadia vivr ci che sta vivendo lei. Ed ecco che limmagine si fissa sul viso minuscolo della rumena, poi indugia sul pollice che si sta mordicchiando nervosamente, mentre un giornalista non pu fare a meno di mormorare: Ha un pollice piccolissimo.

Replay.

Il suono della ripresa video sembra modificato. Come se i cigolii delle parallele, che lei forza con precisione millimetrica, fossero stati amplificati. Come se li avessero caricati di un effetto eco, in maniera da contrappuntare in modo angoscioso, ripetitivo, gli avvolgimenti del suo corpo attorno alle parallele asimmetriche. La piccola, sotto sforzo, serra le labbra; le spalle trasalgono appena sotto limpatto, quando, dopo aver effettuato un giro su se stessa tra le parallele, riafferra lattrezzo. Resta immobile un istante, in equilibrio sulle mani, sulla parallela pi alta. Un triangolo rettangolo destinato a trasformarsi in isoscele, poi una I, una linea di silenzio  respirazione interrotta , finch lesercizio di geometria volge al termine. Nadia prepara luscita, inarca la schiena, preme le ginocchia sotto il mento per effettuare un doppio salto mortale che solo i ragazzi sono capaci di fare: sembra di assistere allevoluzione di una silfide, pronta a infliggere ai maschi e alla loro supponenza la batosta della vita. Prima un grido di donna, poi delle urla di puro piacere sfuggono alla massa compatta dei diciottomila spettatori e accompagnano latterraggio a piedi uniti, in ballerine bianche, senza la minima oscillazione. La sua schiena arcuata disegna una virgola fino alle dita delle mani, dita che solleticano il cielo; dopodich la ragazzina saluta il pubblico. Il computer riporta ancora quell1,00 mentre lei corre verso Bla Krolyi che le tende le braccia.
Ora Nadia volteggia sulle parallele, illuminata dai flash che con le loro luci balzellanti paiono lucciole impazzite. La bambina sembra trattenere i respiri di tutti. Si lancia in un doppio salto e in una giravolta e, con uno schiocco di dita  un atterraggio assolutamente stabile , li libera, come se fino a quel momento qualcuno avesse tenuto il volume basso, mentre adesso il pubblico ruggisce di adorazione e di sollievo per il fatto che non  caduta. E tutti i giornalisti corrono verso gli uffici delle redazioni e le sale dei telefoni: 10 10 scrivetelo  Shes perfect titola Newsweek , una cosa mai vista, la perfezione  di questo mondo. Se cercate una parola per dire di aver assistito a qualcosa di talmente bello da risultare indicibile, allora dite che era nadiesco scrive un editorialista del Qubec. I giudici sono costretti a chiedere a Bla quale esercizio Nadia abbia effettivamente eseguito, perch loro non hanno fatto in tempo a vederlo.
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A Onesti, una citt della Moldavia rumena a nord-est di Bucarest,  mezzanotte. La bambina sta correndo ai margini dello schermo  una figurina aggressiva, meccanica, lanciata in volo per novanta secondi dagli incoraggiamenti di chi la vuole vedere cancellare la bella ballerina sovietica, i cui movimenti, al confronto, appaiono molli e lascivi.
Stefania  scivolata sotto il tavolo da pranzo: si nasconde gli occhi con le mani, li tiene chiusi a mo di scongiuro; la nonna e Gheorghe le chiedono di smetterla con quella sceneggiata. Finch una mareggiata incontenibile sommerge la televisione, il suono saturo delle voci invade il salotto, e Stefania, tutta rossa in volto, perde la testa: Cos successo? Gheorghe, dimmi,  caduta? Lo so,  caduta! Dimmi Il marito le singinocchia accanto, lentamente; poi le scosta le dita dagli occhi, la prende per mano e la fa rialzare, mormorando: Guarda, guarda. Al ralenti, il corpicino della loro bambina misura il vuoto circostante, come se si fosse trasferito nello spazio, e la follia del salto finale appare ricomposta piano piano, come disumanizzata, mentre Stefania singhiozza tendendo le mani verso la minuscola silhouette che, di schiena, saluta una folla di migliaia di adulti in lacrime.

Missione compiuta.

La stanno aspettando. Per la prima conferenza-stampa c il tutto esaurito: cinquecento sedie gi occupate, pi tanti seduti a terra, non un centimetro libero. I muri sono elegantemente coperti da una carta da parati a fiori. Quando finalmente arriva, indossando una tuta della squadra rumena con le bande giallorosse e la falce e il martello sul petto, lallenatore la solleva e la porta in braccio fino al posto assegnatole. Lei stringe a s una bambola che indossa la sua stessa tuta, e i loro capelli sono annodati allo stesso modo, due piccole code di cavallo ornate di nastri rossi. Alle spalle, dietro di lei, un ritratto del presidente Ceausescu.
I giornalisti sono liberi di porre a Nadia tutte le domande che vogliono, annuncia amabilmente una giovane donna dal forte accento rumeno. Ora stanno seduti tutti ai suoi piedi  non ci sono pi sedie libere  e quegli adulti sembrano farsi piccini come lei. Ti piace il cioccolato?, Nadia, di qualche parola in francese, in francese! Forza!, Giochi a Monopoli?, Hai un fidanzato, Nadia? Non ci sarebbe niente di strano se, da un momento allaltro, i giornalisti iniziassero a succhiarsi il pollice, mentre fanno caso ai suoi canini aguzzi cos minuscoli (Denti da latte? No, ha quattordici anni). Ora lei sta imitando il giudice che, vedendola smarrita davanti all1,00, le fa segno 10 con le dita aperte. Il 10! Great! E ora che ha raggiunto la perfezione, che cosa intende fare? Posso fare ancora meglio, risponde seria, la bambola di pezza contro il busto, coccolata dallo sguardo del suo allenatore, un uomo baffuto e affabile. Allora dovr inventarsi un altro sport, concludono. Sei rimasta sorpresa di aver ottenuto 10, Nadia? Lei alza le spalle, strette, rettilinee, e mormora in rumeno: So che era perfetto. Ho gi preso altri 10, non  una novit. Possibile che abbia capito male? Le ripetono la domanda: Sei rimasta sorpresa di aver vinto tutto? Lei scuote la testa. Ti dispiace per Olga e Ljudmila? Lei ripete con fermezza che, no, non ha provato alcun dispiacere. Tentano con un altro tipo di approccio: Come hai festeggiato la vittoria, ieri sera? Lei, quasi infastidita, arriccia il naso: Non ho festeggiato un bel niente. Ero contenta di aver conquistato almeno un titolo. Sono andata a dormire.
Quale esercizio preferisci?
Le parallele asimmetriche, perch posso comporre delle figure che le altre non riuscirebbero mai a fare!
E Non potrebbe almeno sorridere un pochino? Lei sospira. Spiacente, ma se il mio piede sfiora lattaccatura dopo una diagonale di salti, anche di tre centimetri (alza la mano e spiega il pollice, lindice e il medio), vengo penalizzata. S, s, sa sorridere, ma solo a missione compiuta. Applausi in sala, seguiti da qualche risolino: missione  riduttivo, signorina colonnello! Un inglese dichiara che lei interpreta una linea di piena continuit tecnica rispetto a Olga Korbut, ma viene interrotto dallallenatore: Noi rappresentiamo la scuola rumena, non copiamo nessuno. Alcuni, in sala, cercano di capire quanto sia rimasto in lei della bambina. Quel volto spento durante le evoluzioni, quel sangue freddo: una che, appena letto il voto, torna subito a indossare la tuta, come una minifunzionaria dellacrobazia! E laltra mattina lho incrociata nel villaggio olimpico, prima di sottoporsi alla visita medica: nessun battito di palpebre, nessuna espressione. Che cosha da dirci? Mi piace lo yogurt e non mangio pane. Fantastico.  un robot comunista di quaranta chili. Ha una certa grazia, bisogna convenirne, ma  una grazia metallica, di assoluto efficientismo: siamo ben lontani dal lirismo delle sovietiche. Ah, qui niente cigni, niente Caikovskij! Le rumene sono dei cuccioli sottomessi a prove continue, rispettano e servono lo stato. Siamo nel campo della geometria, del calcolo.
Si cominciano a rimpiangere i modelli precedenti, Olga per esempio, che ai Giochi Olimpici di Monaco faceva la leziosa in modo davvero eccitante e, quando cadeva, scoppiava in lacrime; oppure Ljudmila, che dominava ogni emozione, una fredda lady sovietica. Ed ecco ora la tradizione della danza classica della smisurata URSS polverizzata da un oscuro paese satellite, specializzatosi in ragazzine tostissime (il tragico episodio in cui la bella Ljudmila  quasi di un altro secolo in confronto alla piccola Nadia  cerca di nascondere le lacrime ai reporter, protetta dallallenatore, a pochi passi dalle mocciose rumene, spaventosamente magre).
La ragazzina, dopo le ultime prove, deve riposare. I giornalisti lasciano la sala coperti di regali: acquavite di prugne, meravigliose stoffe della Transilvania  i rumeni sanno fare le cose come si deve. Uscendo, incontrano i colleghi che non sono riusciti a entrare, raccontano loro di quello smorto fantasma di bambina, dal body bianco fino ai palmi delle mani, ricoperti di polvere di magnesio, passando per il volto pallido di fatica. Ciascun giornalista rientra allhotel per mettere il punto finale allarticolo che dovr inviare nella notte, senza in realt aver ricavato molto dalla conferenza-stampa. Nella hall, alla televisione, si assiste al montaggio frettoloso degli avvenimenti della giornata, ma levento  uno solo: lei. Una giovane donna alza precipitosamente il volume, Nadia si lancia nel suo esercizio a corpo libero.
E si capisce che ci che la riguarda  diverso da tutto il resto. A quel charleston saltellante sul quale si disegnano le sue evoluzioni, quel Yes, Sir, Thats My Baby, quellaria carica di uneuforia ante-1929  Yes, yes, yes , la nostra piccola manipolatrice cambia la data, confonde ogni elemento possibile  Yes, Sir , ed eccola persino rinunciare a utilizzare le mani per far presa sul suolo al momento dello slancio in avanti, durante il quale laria la tiene come sospesa  My baby , e ci si convince tutti che, s, Thats my baby, baby,  la frase che rimodella e riaccomoda perfettamente linfanzia, e ci offre una piccola vagabonda da film muto di cui si vorrebbe tenere il volto tra le mani.  tutto cos allegro. Che leggerezza. Qualcosa che dissolve tutta la gravit delle misure di massima sicurezza predisposte per i Giochi, memori del massacro di Monaco, la presa in ostaggio e la decimazione degli atleti israeliani. La bambina, qui, viene a prenderci per mano e ad avvolgerci, ci fa volteggiare insieme a lei in una spirale dincoscienza. Nadia saluta in piedi la folla, le avversarie sovietiche lasciano la palestra imbronciate, in fila dietro lallenatore, mentre Bla Krolyi tende i polsi, combatte con laria, ilare, circondato dalle sue ragazzine che gli saltellano attorno, con gli occhi segnati per la mancanza di sonno e la bocca secca per la fame. Portano la bambina-prodigio in trionfo, se sar il caso faranno persino una genuflessione davanti a quellelfo di un metro e cinquantaquattro centimetri che sbaraglia tutte le reginette presenti nel villaggio olimpico.  lei che ha salvato i loro Giochi zeppi di numeri  9250 atleti seguiti da 3235 accompagnatori, presi di mira da pi di 8000 giornalisti, scortati da 16.000 soldati incaricati di evitare qualsiasi intervento della banda di Baader* o di Carlos** o dei kamikaze giapponesi o dellIRA o dei palestinesi o persino, chiss, degli autonomisti del Qubec.
Dopodich, in quella calma vuota che subentra ai festeggiamenti, gi orfane della fata dei Carpazi, milioni di madri spengono il televisore rimasto acceso tutto il giorno dal 17 luglio. E iniziano a sognare di avere una figlia cos, minuta, una bambina palliduccia e ansiosa di far bene, assennata, seria, laboriosa, sobria, che non fa smorfie, che sale sul podio con grosse medaglie che luccicano sul petto piatto e fermo, che resta in attesa del voto che le spetta davanti alle telecamere di tutto il mondo, dopo aver incantato milioni e milioni di telespettatori, terminando il proprio numero in quella posizione divenuta ormai unicona: una che viene da un paese bizzarro, quellassurda Romania, una che si  sottoposta a unesistenza disciplinata, unesistenza per cui si comprano dei nastri da annodare attorno ai capelli, qualcosa che sia adorabile e senza odore. Ovunque serpeggia il desiderio di possedere una bambina chiusa al mondo, inconsapevole di ci che si pu o non si pu fare, ma che presto  oh, molto presto  diverr preda del suo banale futuro biologico.
Dopodich, in quella calma vuota che subentra ai festeggiamenti, gi orfane della fata dei Carpazi, anche milioni di bambinette spengono il televisore rimasto acceso dallinizio delle Olimpiadi, come stordite dopo una lunga assenza. Davanti allo specchio, in corridoio, si producono nel saluto del trionfo: le braccia tese, il busto convesso per lo stiramento della colonna vertebrale, la T-shirt che lascia trasparire la pelle compressa dagli slip in tessuto elastico. Iniziano a sognare di avere un corpo come quello, un corpo rapido. La sera stessa, le ragazzine del mondo occidentale non prendono il secondo piatto di pasta gratinata e rifiutano il dessert, sentendosi investite di una missione segreta: diffondere il bianco, quel meraviglioso bianco del body, della polvere di magnesio e della sacra esistenza di Nadia laggi, in mezzo alla neve, dove non c niente.

A seguito della mia richiesta di testimonianze per la stesura del libro, ricevo decine di lettere e ancora pi e-mail di fan di Nadia C. Le donne hanno perlopi una quarantina danni; alcune, giovanissime, non hanno let per averla vista in diretta a Montral. Ma tutti ricordano lo shock. Il loro sbalordimento quando Nadia C. manda in tilt il computer. Il loro improvviso disgusto per i cereali troppo zuccherati, quei pacchetti pieni di piccoli gadget usa-e-getta, unabbondanza sacrificata al regno delleroica privazione. La loro rinuncia alle gonne, cos poco pratiche, per abbigliarsi alla Nadia C., il cui body bianco diventa il riflesso accusatore della loro vita troppo blanda e senza disciplina. Perch Nadia C.  leggera. E insieme potente e implacabile. Nadia C. non sorride mai, non dice mai Grazie: sono gli adulti che la supplicano di gratificarli di un suo sguardo. Lei tace, distante e concentrata, circondata da adulti in tuta sportiva, strani professori di ginnastica che si congratulano rispettosamente. Lei che viene da un paese che nessuno, nemmeno i genitori di allora, conoscevano prima che la televisione lo menzionasse. Il poster di Nadia C.  il bene pi prezioso delle ragazzine nellestate 1976, mentre i ragazzi preferiscono quello di Farrah Fawcett: sotto la calzamaglia ambrata, le sue cosce bronzee si divaricano piano, tiepide e ostentate.

Durante il nostro primo contatto telefonico, preciso a Nadia C. che questo racconto non sar necessariamente esatto: mi riservo il diritto di riempire i suoi silenzi. Ci accordiamo sul fatto che le invier i capitoli man mano che li scrivo, per avere un suo parere.
Cara Nadia,
per rispondere alle sue domande: entro nei particolari del suo rapporto con Bla un po pi avanti nel racconto. La cronologia? Mi sembra che si debba iniziare con Montral, in modo  starei quasi per dire  da rimuovere lepisodio, poich tutti lo conoscono o, quantomeno, ne hanno memoria. Ma riparleremo di tutto in settimana: la chiamo io. Ecco il seguito o, meglio, i suoi esordi!
Cordiali saluti,
L.L.

Un campo di Vere.

Tre anni di dossier da riempire per far nascere una scuola sperimentale di ginnastica in cui il grado di apprendimento dellesercizio alle parallele asimmetriche sar quantificato da un calcolo. Tre anni di appuntamenti a Bucarest con i responsabili che, per fare andare avanti le cose, bisogna riempire di regali  tipo whisky americano, un bene che un amico di Bla, doganiere, confiscava ai diplomatici, oppure altri prodotti come prosciutto artigianale. E ora che si  trovata la sede giusta, nella cittadina di Onesti, sono solo trenta le bambine che rispondono ai requisiti che Mrta e Bla hanno stabilito. La Federazione di Ginnastica manifesta sorpresa, irritazione: non sono certo le ragazzine desiderose di integrare linsegnamento della scuola a mancare, perch allora quel tempo perduto, quelle selezioni troppo dure? E poi perch sempre loro? Sempre le ragazzine? Perch non prendersi la briga di scegliere quel ragazzo che sa reggersi a testa in gi e salta pi in alto della sorella? La faccenda fa discutere fino ai massimi livelli. Che cos questa storia di uno sport riservato esclusivamente alle ragazze, compagno?
 una teoria? Unintuizione? Una constatazione?  unidea che prende forma lanno precedente, quando Bla e Mrta setacciano le competizioni dei paesi vicini, notando i punti forti e i punti deboli di ciascuna ginnasta  il tipo di accompagnamento musicale, le evoluzioni che piacciono al pubblico. In URSS si fa leva sul linguaggio della danza classica, mentre in Ungheria e Bulgaria si d spazio alla gestualit delle atlete, potente e agonistica, da autentiche ragazze di montagna abituate allo sforzo fisico. Se iniziassero giovanissime, potrebbero partecipare almeno a tre olimpiadi, dice Mrta, impressionata. Le ginnaste rumene pi in vista hanno una ventina danni e, solitamente, quando si sposano cominciano a disertare le competizioni. Tutto quellinvestimento, quel tempo passato a formare delle atlete che poi penseranno solo ad aprire le cosce e a far da mangiare ai mariti, tuona Bla, congedandosi da unennesima competizione. La stessa noia che si prova assistendo a un fottuto balletto: temono forse di spettinarsi? Anche mia nonna sa fare le capriole meglio di loro! Esasperato dal fiacco impegno delle atlete, Bla si siede con Mrta su una panchina del parco vicino. Al limite, preferisco veder giocare questi ragazzi!
Questi ragazzi ansimanti che si appendono goffamente al ramo di un albero e che non temono di cadere, piccoli equilibristi che solo noi adulti temiamo di veder precipitare da un momento allaltro. E che, malgrado la paura, non possiamo impedirci di guardare. O che magari guardiamo proprio perch abbiamo paura  paura che si facciano male. In ogni caso,  vero: i ragazzini sanno saltare, sanno correre pi in fretta delle coetanee, amano mettere in mostra le loro prodezze, mentre le ragazze, spesso, abbozzano con estrema timidezza i passi che sono stati loro insegnati. Eppure un ragazzo coraggioso e smanioso di saltare non  altro che un ragazzo. Mentre una ragazzina  vuoi mettere?   pi leggera e flessuosa, basta solo insegnarle a usare il cervello.
*
Hai gi visto Vera in gara, compagno? Vera Cslavskᅔ domanda Bla al burocrate che  incaricato dellesame del suo dossier e che lo sta interrogando sulla fondatezza dellidea di una scuola riservata alle sole ragazze. Certo! Tutti conoscono la grande campionessa cecoslovacca, anche se, in quellestate 1969, si dubita che il nuovo governo le dar mai lautorizzazione a gareggiare allestero, dopo i Giochi Olimpici in Messico dellanno precedente, quando lei ha deliberatamente voltato le spalle alla bandiera sovietica davanti ai media di tutto il mondo  uno scandalo. Mentre lUngherese  il quale, ricorda il funzionario, pare avere accesso a uno stock inesauribile di alcol di provenienza estera  si mette a urlare allaltro capo del filo: Io di Vere te ne farei delle intere coltivazioni nella mia scuola: baster solo raccoglierle! Francamente, compagno, te li vedi dei ragazzi, con il loro coso stretto dentro il body, in mezzo ai miei floridi campi di Vere? Lascia perdere i tuoi maschi, per favore: quando verr a Bucarest, brinderemo solo alle Vere!

Lapparizione
Per la ripresa dellanno scolastico, c una gran folla davanti alla scuola. I genitori delle bambine selezionate, e anche gli scettici, vogliono vedere questo Bla che sta per installarsi a Onesti con la moglie. Bla: un nome di origine ungherese, sicuramente della Transilvania. Si racconta che  stato campione di lancio del peso e pugile, che gioca anche a rugby, che fa parte della squadra nazionale di pallamano. Ma e la ginnastica?, si chiedono i genitori preoccupati. Oh, sua moglie conosce la danza, lanatomia e la dietetica. Bla, a sua volta, ha cercato per due anni di padroneggiare gli esperimenti di equilibrio, rovinando il tutto con una caduta che ha posto fine alle sue schizofreniche illusioni di leggerezza. Ciononostante  obiettivamente simpatico:  un gigante con i baffi che solleva in braccio le bambine e coltiva la pretesa di far rinascere la ginnastica rumena, in coma da alcuni anni, d pacche sulle spalle a chi si mostra dubbioso e sputa in terra se gli parlano delle campionesse sovietiche.
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Hanno promesso risultati a un tirapiedi a corto di whisky, il quale, con una sola parola troppo zelante, ha il potere di chiudere la scuola. Non c tempo da perdere. Per ventun giorni, Bla e Mrta testano le bambine. Quando organizzano gare di corsa tra le piccole per valutarne la velocit, le allieve pensano che si tratti di un gioco. In capo a una settimana, alcune iniziano a camminare sulle mani; nella seconda settimana, Bla e Mrta le educano a inarcare la schiena e a slanciare in alto i piedi. Quando, per la prima volta, percorrono con la massima cautela la trave larga solo dieci centimetri, Bla e Mrta le tengono per mano. Alla fine della terza settimana, Bla si  segnato appena cinque nomi. Uno dei quali seguito da un punto interrogativo. E le altre? Le altre, dopo essere cadute, hanno pianto. E si sono aggrappate a lui, rifiutandosi di mollarlo. Altre ancora sono crollate al suolo ridendo, nel bel mezzo di una serie di flessioni sulle braccia; quando  stata valutata la loro elasticit, facendo sollevare una gamba, pian piano, hanno fatto delle brutte smorfie. Non sono state eliminate per la loro refrattariet, ma perch si comportano senza farsi troppi problemi. Quello che Bla cerca  qualcosa di sempre pi preciso e di sempre pi introvabile.
Almeno sino alla fine di quella mattinata nel cortile della scuola elementare di Onesti. Alcuni anni dopo Bla perfezioner il racconto del loro incontro, che inizier sempre con queste parole: Lho saputo appena lho vista. Potrebbe aggiungere che, appena lha vista, lei gli  scappata,  scomparsa. Lei, quella brunetta che, un gioved mattina, nel cortile, effettua una ruota di grande eleganza sopra un muretto. Porta delle treccine, si ripete Bla, cercando di ricordare un dettaglio per identificarla, mentre i bambini corrono a rimettersi in fila per due, perch la campanella ha suonato. Ma tutte portano delle treccine: sono le 10.15, i grembiuli azzurro cielo prendono in gran fretta la strada delle aule buie, e tra loro c anche lei, quella l.
Bla apre tutte le porte, classe dopo classe, scusandosi con la maestra per il tempo che le fa perdere, tentando con un Chi ama la ginnastica, qui? e trovando a volte un ragazzo che alza la mano nella sua direzione. Chi sa fare la ruota, qui? chiede instancabilmente, sentendo mescolarsi alla stanchezza lesasperazione per non riuscire a rintracciare la bambina. Felici dellinterruzione della routine scolastica, sono in molti a voler compiacere il signore con la loro esibizione, e la mediocrit evidente delle dimostrazioni commuove la maestra, mentre lui sente montare la rabbia, e abbandona il campo mentre unalunna grassottella ritenta una ruota impossibile  inutile perder tempo. Ecco lultima classe del piano (oppure si decide che fosse lultima, per convenzione, sette anni dopo, quando si ripete il racconto ai giornalisti: una piccola bugia per far culminare il tutto in quel momento topico).
Bla chiede, per lultima volta, chi sa fare la ruota e, in fondo allaula, quattro mani si tendono verso di lui. Le treccine della brunetta sono ora leggermente di traverso: si sono sicuramente allentate nel corso di un gioco. Voi due, volete farmi vedere? Le due bambine si bisbigliano qualcosa allorecchio e, lanciando uno sguardo alla maestra per accertarsi di poter davvero disporsi a testa in gi di fronte alla classe, si alzano. Una a destra, laltra a sinistra. La brunetta non indirizza a Bla il minimo sguardo:  tutta concentrata sullesercizio, che inizia incoraggiata dagli applausi dei compagni. Comaneci Nadia e Dumitriu Viorica. Autorizzazione dei genitori concessa nel settembre 1969. Esterne.
Il commento di Bla a proposito delle ginnaste dellepoca  Avevano paura di spettinarsi  non  quello che ha laria di essere un motto misogino, mi conferma Nadia quando discutiamo questo capitolo al telefono.
Le ragazze avevano effettivamente paura di non essere abbastanza femminili, perch le qualit che i giudici privilegiavano in loro erano la grazia e la bellezza. Il sudore era riservato ai maschi, le femmine non dovevano mostrare troppo agonismo Quanto a Bla, se ne fregava che fossimo graziose: ogni settimana designava tra noi la pi spericolata e la pi rapida. E tutte aspiravamo a quella designazione Lui valorizzava la nostra forza, il nostro coraggio o la nostra resistenza, non certo le nostre acconciature! Credo che preferisse lavorare con ragazzine giovanissime proprio per questo: perch non avevamo avuto il tempo di imparare le regole delleleganza.

1969.

In vista dellammissione al corso, un medico visita le due bambine: hanno indosso solo gli slip bianchi, e il freddo del pavimento sotto i loro piedi nudi le induce a muoversi, cos si mettono a sgambettare sul posto e si fanno riprendere. Ordinano loro di aprire le braccia, per valutarne lestensione. Poi spiegano loro come toccare il pavimento con le mani. Le misurano. Le anche sono pi strette delle spalle. Per giudicare la capacit di orientamento nello spazio le fanno girare su se stesse il pi rapidamente possibile e le invitano a dirigersi verso un punto indicato nella sala. Le tastano. Mentre sono aggrappate alle spalliere, spingono loro le gambe in avanti finch non fanno una smorfia.
Non assomigliano a quelle atlete che tengono gli occhi fissi su una linea invisibile, con il viso contratto per lo sforzo. Alcune piegano il ginocchio per evitare il disagio del muscolo troppo teso, oppure si mettono a saltellare. E lei? Lei ha cervello, s, scrive Bla nel diario, ma non ha nulla di eccezionale. Non si lamenta quando lui le si appoggia sulla schiena  stando attento a non schiacciarla con tutto il suo peso (lei ha solo sette anni, e fa una smorfia)  e le preme il ventre al suolo. Corre attorno alla palestra stringendosi i polsi, diventa immobile quando glielo ordinano: le piace ubbidire ai comandi, le piace salutare, con il busto inarcato come una parentesi. Pressa Mrta per settimane: Signora professoressa, a Natale saremo pronte per camminare sulla grande trave?, e resta delusa quando scopre che per il momento deve imparare a muoversi solo lungo quella linea tracciata a terra con il gesso, poi su una trave molto bassa e circondata da materassi.
Dopo i primi tre mesi, le bambine vengono convocate insieme ai genitori. La madre di Nadia ha messo in borsa un fazzoletto per la piccola; spera che la cerimonia (una formalit? Un verdetto?) non vada troppo per le lunghe perch ha un appuntamento con due clienti: sta arrivando linverno e le ordinazioni si ammucchiano  deve prendere loro le misure per cappotti in stile Paris, molto richiesti dalle donne di Onesti, che non esitano a estrarre dalla tasca la pagina ripiegata di una rivista di moda iugoslava.
Nella palestra, su una base musicale registrata, le bambine camminano al passo, con il mento sollevato, tutte in body azzurro  quello di Nadia  troppo largo per lei. Dopo il discorso del sindaco che si congratula per listituzione della scuola sperimentale che former llite delle ginnaste socialiste, Mrta chiama per cognome quindici ragazzine. Stringe la mano delle escluse prima che vadano a gettarsi, singhiozzando, tra le braccia delle madri. Le cinque prescelte si complimentano tra loro, mentre il sole, dalla finestra in fondo alla sala, traccia una linea fuggevole sulle loro cosce di un pallore terreo.
Dopo la cerimonia, hanno fatto festa: Nadia, in salotto, ha mostrato come sa camminare sulle mani, appena prima di rovesciare un lume. In serata si addormenta premendosi contro la guancia il body appallottolato sopra il cuscino.

1970.

Ci piacerebbe poter dire che tutto fila liscio, ci piacerebbe seguire, con la giusta meraviglia, la traiettoria ineluttabile di una bambina assolutamente magica. Ma c di mezzo quel 23 giugno 1970, il giorno della sua prima partecipazione a una competizione nazionale.
Nadia si fa avanti  una figurina con aria marziale di otto anni e mezzo , saluta i giudici per significare che  pronta.
 sulla trave. Coniuga lequilibrio con la gravit. Le ultime raccomandazioni di Mrta (Fa vedere a tutti chi sei!) si sono inchiodate nella sua testa e la rallentano nei movimenti. Ha tanto atteso quel momento. La sala si  fatta silenziosa: a ogni volteggio si sente lattrito delle suole delle sue scarpette, lo sfregare della polvere di magnesio contro il legno. E sono le piccole atlete sedute sulla panca, quelle che hanno gi gareggiato, le prime a gridare  un coro che sembra unantica maledizione  e a provocare lOoooh del pubblico, nel momento in cui Nadia cade a destra della trave.
Seria in volto, si aiuta con le mani come ha imparato a fare in allenamento, e risale sullattrezzo. Tenta di nuovo il salto sciagurato e cade di nuovo, questa volta dalla parte sinistra. Bla si precipita  Vieni da pap, cara, vieni  per aiutare la pi piccola della scuola, quella che non si stanca mai e che continua gli esercizi anche molto dopo la frase rituale: Per stasera basta!.
 lepisodio che per ventanni Bla racconter centinaia di volte: lei ha ritentato il salto come se dovesse cancellare limmagine della propria caduta, con le guance arrossate come sotto leffetto di una scarica dinsulti. E cade di nuovo. Al che, lesile bambina si issa per la quarta volta sulla trave troppo alta per lei. Tutti sorridono, impietositi da quel viso aggrottato. Le sue mani schiaffeggiano laria, il suo busto non riesce a riempire lazzurro cielo della maglietta. Ma il silenzio che cala in quella palestra di provincia Il suo accanimento nel recupero di quei decimi di punto che le varranno la continuazione dellesercizio Lorgoglio, il senso di sfida racchiuso nel suo sguardo, uno sguardo pi intenso ora che allinizio della prova. Adesso volteggia a passi sicuri, precisi. Gli scoppi di risa si sono spenti. Vuole rimuovere, cancellare dalla loro memoria quella cosa di cui neppure lei sembra serbare il ricordo. E lunico gesto che trascura di fare, dopo latterraggio perfettamente eseguito,  il saluto ai giudici.
Sulla panca, Viorica e Dorina piangono, convinte che la contro-performance di Nadia finir per costare loro il primo posto nella classifica a squadre. Nadia, con le sopracciglia aggrottate, non parla con nessuno. E quando una delle compagne allunga la mano come per rimetterle a posto una treccia, lei si alza bruscamente e si allontana, in attesa della votazione.  un misero 6,20, ma Bla leva in alto le braccia come un pugile alla fine del combattimento. Se Nadia avesse preso 6, le loro dirette rivali della citt di Oradea avrebbero vinto, invece quello 0,20  bastato a fare la differenza.
A volte, in un angolo della palestra, Nadia, in punta di piedi, il busto inarcato, si lancia in una figura che sa eseguire abbastanza bene; tenersi sulle mani   un esercizio in cui sa destreggiarsi dallet di sei anni. Ma bisognerebbe starle vicino per vedere i suoi polsi che tremano e sentirla contare, a testa in gi, gli addominali tesi, il respiro bloccato, per resistere in quella posizione il pi a lungo possibile. In quei primi anni, Nadia scolpisce meticolosamente il proprio fisico, assicurandosi, prima di metterlo alla prova, dellefficienza delle giunture e di tutti i dettagli. Se le fanno delle osservazioni, lei resta ad ascoltarle compunta, come una neolaureata in ingegneria ansiosa di correggere un difetto dinstallazione, con una seriet che sconfina nella cupezza.
Dopo le cadute alla trave, Mrta lha sgridata; dopo lumiliazione di quellesibizione cos grottesca, dopo quello schifo rivoltante, la paura di Nadia ha invaso la palestra, fin quasi a lambire i gradini delle tribune. E le parole di Mrta in preda alla collera lhanno sfiancata del tutto. Quella Mrta che adesso, sul treno del ritorno, contrita, si  chinata sulla piccola addormentata, liberandole la fronte dai capelli che le cadevano sugli occhi  faceva talmente caldo, quellestate. Al che, nel sonno, la bambina ha avuto un sussulto e si  voltata, raggomitolandosi, come se fosse stata toccata da un animale.

Coppa dellAmicizia juniores
Maggio 1972
Le piccole di Onesti salgono sul podio tutte e sei, occupando il secondo gradino, la medaglia dargento attorno al collo. Nella foto, le cecoslovacche, le tedesche dellEst e le sovietiche pesano in media venti chili pi delle rumene, soldatesse-orchidee ai cui capelli Bla ha intrecciato grossi nastri rossi, mentre sotto il body azzurro cielo si disegna il profilo della loro colonna vertebrale. Ljudmila Turiceva, la campionessa dellURSS, ha diciotto anni. La stampa russa evoca una polemica sullet delle concorrenti; sotto una foto di Bla c scritto che il preparatore rumeno non sapeva che le altre atlete sarebbero state delle giovani adulte.
*
Alcuni giorni dopo il ritorno in Romania, Bla e Mrta convocano Nadia nel loro ufficio situato sopra la palestra. A volte, Bla teme che la piccola sia malata, a causa di quel pallore silente, di quello sguardo fisso, in netto contrasto con laccanimento di quel corpo minuscolo, impegnato a spolpare fino allosso la difficolt dellesercizio, fino alla sua totale digestione. Anaconda di un rischio di cui Nadia non si sente mai abbastanza sazia.
Mrta e Bla ne conoscono tante di bambine che assorbono quasi senza respirare, a tutta velocit, quello che le insegnano loro, e lasciano poi che le loro membra ripetano sulla scena quanto hanno appreso. Sono le stesse che, dopo qualche settimana, si aspettano che si accarezzi loro i capelli, che si facciano loro i complimenti o che alla fine dellallenamento si informino i genitori del loro futuro perlomeno di livello nazionale. Mrta sa bene che da quel confuso sentimentalismo non si caver mai nulla. Dovrebbero gratificarle di troppa attenzione, di troppe cure, di troppe coccole per ottenere ci che vogliono: un tempo tutto speciale da dedicare a quelle sensibili  una parola che Mrta segna a matita sul suo taccuino accanto a un nome sottolineato in rosso (sensibile, una diagnosi definitiva). Nadia, invece, non batte ciglio, nemmeno quando Bla e Mrta alzano la voce. Non si fa mai sentire. Non si fa mai notare. Sembra assente, il suo  un orologio senza lancette.
Facciamo progressi, Nadia. Non sei pi caduta, due medaglie doro Ottimo, mia cara. Ma  fragile, su di lei bisogner lavorare pi che sulle altre.
La sera, a cena, Nadia rifiuta il cibo e chiede alla madre il permesso per andare a coricarsi. Una volta a letto, allungata sulla schiena, le lacrime sgorgano fino a bagnare il cuscino, un contrappunto silenzioso a quanto sta sussurrando a se stessa  Salta con il paracadute. Pa-ra-ca-du-te , prima di addormentarsi sullimmagine che le ha suggerito Bla per aiutarla a fronteggiare la paura dei salti sulla trave.
Una sera, durante il mio primo anno da interna, Mrta mi ha detto: Chiudi gli occhi, immagina che le tue gambe siano come pennelli: tu disegna senza staccarli dal foglio, e soprattutto non fare cancellature! Lindomani, mi avvicino a lei in preda allangoscia: Signora professoressa, ieri, nel sogno, sono caduta. Al che Mrta si  complimentata: Cadi, mia cara, cadi: cos non ne parleremo pi. La prego, pu trovare un posto per questo sogno, nel capitolo?

Ottobre 1974
La piccola chiama i genitori da Varna, dove si stanno svolgendo i Campionati del Mondo ai quali non pu partecipare perch  troppo giovane. Al telefono si lamenta di ogni cosa: del viaggio, del tempo, di Bla, della palestra e anche del fratello minore, che le manca molto, quando invece, a casa, non gli presta la minima attenzione. Riattacca, promettendo di andare a letto per non perdere il treno lindomani.
A novembre compir tredici anni.  unadolescente alla quale, a volte, Gheorghe e Stefania non sanno come rivolgersi. Che cosa rispondere a una figlia che riversa sui genitori la rabbia per essere fuori programma, come se si trattasse di una malattia vergognosa. I due assistono raramente a un suo allenamento. Hanno visto ununica gara. Non sanno che un giornalista francese, quella stessa mattina, a Varna, stupefatto dallesibizione fuori programma della squadra rumena, ha chiesto dincontrare Bla ma, non essendo disponibile alcun interprete, non ha potuto invitare lallenatore al programma televisivo, che il giornalista ha aperto con le seguenti parole: Ho visto una piccola atleta rumena, che, se tutto va bene, diventer sicuramente una delle pi grandi ginnaste del mondo.
Allepoca, sapeva di essere una delle migliori?
No Sentivo che ne parlavano, dicevano che nella squadra cera una ragazzina molto dotata. Ma non sapevo di essere io.
Quando rintraccio un articolo darchivio sul torneo parigino, faccio fatica a credere a tutto quello che leggo: mi sembra un aneddoto gi riscritto per la leggenda, una sceneggiatura per i posteri. Lerrore aberrante della Federazione francese che invita una parte della squadra rumena a un torneo prestigioso, ma che, dopo aver scoperto in un secondo momento la giovane et delle ginnaste di Onesti, alla fine decide di dirottarle a unesibizione di dilettanti.
Nadia, al telefono, mi conferma ogni dettaglio di quellepopea. E capisco che  ancora divertita da quellavventura e che si aspetta che lo sia anchio. Alcuni giorni dopo la nostra conversazione, non riuscendo a raccontare lepisodio con la verve che lei si augurerebbe di trovarvi, la ricontatto e le confesso che lingiunzione di Krolyi di lanciarsi in una sequenza di figure ad altissimo rischio per impressionare il pubblico parigino, senza che lei abbia avuto il tempo di prepararle, mi mette a disagio.
Adoravo quel salto proprio perch era a rischio, volevo eseguirlo di continuo. Non avevano certo bisogno dincoraggiarmi.
Senza riscaldamento? Poteva essere estremamente pericoloso!
Per me, quellepisodio dimostra soprattutto in quale scarsissima considerazione la Francia tenesse la Romania. Pu mandarmi quelle pagine? La richiamer domani. Grazie infinite.

Ma quanti anni ha?

Bisogna arrendersi allevidenza: i francesi non hanno mandato nessuno ad accoglierle allaeroporto. Bla e le piccole sono piantati l, nella hall di Orly, da quasi unora; lui non parla n francese n inglese e non capisce nessuno degli annunci trasmessi dagli altoparlanti. Ha solo un indirizzo scritto su un foglietto, e ormai manca poco allinizio del torneo.
Secondo Dorina, il tassista percorre strade che non danno limpressione di essere strade di Parigi, e la palestra di periferia davanti alla quale si fermano  situata in una via completamente deserta. Vengono accolte con gentilezza: una donna in tailleur azzurro cielo offre alle ragazze un succo darancia e un piatto di biscotti, che Bla, esterrefatto, respinge. Biscotti a delle atlete! Le conducono in uno spogliatoio che puzza di fumo di sigaretta. Quando vede le piccole ginnaste pronte allesibizione, in maglietta bianca, i capelli a coda di cavallo annodati con nastri rossi, lospite si china verso Nadia e prende a farle delle moine come se stesse giocando con un gattino. In sala, su una base musicale, un gruppetto di adolescenti grassottelle tenta giravolte maldestre, al cospetto di genitori emozionati, che battono le mani in controtempo.
Bla deve aver sbagliato palestra e data, e cerca qualcuno che gli confermi lerrore, il terribile malinteso. Chiama un tizio in tuta, osservando quelle francesine le cui cosce troppo rotonde sfregano luna contro laltra quando corrono come anatre cieche alla volta del cavallo; gli indica Nadia e Dorina, poi dice: Queste s, sono vere campionesse. Lo ripete un paio di volte. Il francese batte con le dita sulla testa di Nadia: S, s, pi tardi saranno campionesse Certo, sono buffe con le loro treccine.
Le rumene stanno per fare il loro ingresso quando Bla, che ha finalmente trovato uninterprete, si rende conto che la Federazione di Ginnastica francese li ha dirottati verso unesibizione di dilettanti. Bla sente torcersi le viscere: quella citt trasuda ignoranza, con le sue strade sporche e le sue ragazzine grasse che a dodici anni non sanno fare niente. Oh, la Francia! Un paese che offre su un piattino di cartone dei biscotti industriali rammolliti ai suoi scoiattoli prodigiosi: che mancanza di rispetto!
Bla si sente sopraffatto. Corre per fermare un taxi, e finalmente riesce a ottenere lindirizzo dellesibizione ufficiale e a convincere linterprete ad accompagnarli. Le piccole sono entusiaste,  una grande giornata  meno male che sotto la tuta continuano a indossare il body.
No, no, le bambine non possono entrare qui: solo ginnaste di altissimo livello. I due addetti al servizio dordine sbarrano lingresso del Palais des Sports. Linterprete insiste, indica loro Nadia:  una campionessa!, ma quelli sogghignano. Bla sorride educatamente e ordina alle piccole di tenersi pronte. Fa qualche passo, si mette a saltellare pesantemente davanti agli addetti alla sicurezza, come un pugile ubriaco, agita le braccia in tutte le direzioni, e le ragazze si abbassano per passare e correre verso la sala. Inseguito dalle guardie, Bla si precipita anche lui attraverso bui corridoi senza smettere dincoraggiare Nadia che gli corre davanti  Forza, forza, sempre dritto! , e lei si fionda in avanti, scavalcando uno schieramento di pompieri sbigottiti, seguita da Dorina.
Dietro la porta a due battenti  che finalmente Nadia riesce a spalancare , limmensa sala umida rimbomba di flash, di ovazioni, di musica: Ljudmila ha appena terminato il suo esercizio a corpo libero. Nadia si sfila i pantaloni della tuta il pi rapidamente possibile: potrebbe toccare a lei, e deve ancora riscaldarsi. Ha appena iniziato il riscaldamento quando Bla, rosso in volto, trattenuto a stento da un addetto alla vigilanza, le grida di lanciarsi. Lei protesta, ma lui continua a gesticolare aggrottando le sopracciglia: Ora!
Nadia non  stata annunciata. Non ha neanche la pettorina con il numero. Non ha avuto il tempo di riscaldarsi. E poi, verso cosa deve lanciarsi? Le parallele? La trave? No, impossibile, c gi una ginnasta che sta eseguendo il suo esercizio. Lunico attrezzo libero  il cavallo.
La bambina posa timidamente il piede sulla pedana; giudici e fotografi le stanno voltando le spalle, sono tutti concentrati su unatleta tedesca che ha appena fatto il suo ingresso. Davanti a lei, vicinissimo, il cavallo. Il trampolino dappoggio si  leggermente spostato a destra sotto il peso dellultima ginnasta, e Nadia non ha nessuno che laiuti a rimetterlo a posto. La tedesca saluta i giudici. Nadia lancia unocchiata a Bla, guardato a vista dai poliziotti. Lui la incoraggia, urla: Di, piccola, falle fuori tutte! Fa il salto Tsukahara!
Nella sala si levano mormorii perplessi, risatine: la tedesca ha fatto qualche passo indietro, sbilanciata dalla piccola rumena che le si  piazzata davanti e ha appena salutato i giudici. Nadia inspira profondamente, ma ecco che interviene un arbitro e le fa segno di allontanarsi. Non c tempo. Correre. Correre il pi rapidamente possibile, accumulare la potenza della velocit  24 chilometri orari. Nadia balza a piedi giunti sul trampolino e le sue mani entrano in contatto con il cuoio dellattrezzo  una forza da 180 a 270 chilogrammi al cm2. Poi si rovescia allindietro (la presa del polso sinistro, mal preparata, si allenta un poco) e si tende in un avvitamento carpiato. Deve, deve, deve, deve farcela! Quasi sotto shock, chiude gli occhi: latterraggio  perfetto. Gli spettatori scattano in piedi, distinto, e inondano il palazzetto con il loro entusiasmo. Stupefatto, il primo giudice, una donna, rimane immobile per un attimo. Quel corpo esile, affilato Un salto che solo i maschi sanno fare. Ha appena il tempo di consultarsi con gli altri giudici, quando un tizio enorme compare al suo fianco, trattenuto da due addetti della vigilanza e seguito dallallenatore sovietico che urla allo scandalo.
Signor giudice, ansima luomo. Sa di lavanda e di sudore, tiene le mani giunte, sbuffando per lo sforzo, il viso congestionato. Madame, la supplico, che Dio la protegga: faccia lannuncio, dica il suo nome. La prego.
Linterprete tenta di calmare uno degli organizzatori, in completo blu scuro, il quale, furibondo, sta mormorando Questo non  un asilo, mentre cerca con gli occhi la bambina, che si  volatilizzata. Sulle gradinate, gli spettatori battono le mani, acclamano lassente, che ricompare allimprovviso, spuntando non si sa da dove: un folletto bianco che salta sulla trave, bruciando sul tempo una sovietica sbalordita.
E quello chi , suo padre? Uno zio? Quellindividuo che continua a dibattersi e che il servizio dordine sta trattenendo a fatica perch continua ad agitarsi. Bla non molla per un momento la mano della giudice, se la porta persino al cuore, senza smettere di supplicarla. Dica il suo nome, Madame. Il suo nome. Ma quanti anni ha? gli chiede lei. E quel numero, quel 12, la fa rabbrividire. Possibile che abbiano appena ammirato una ragazzina di appena dodici anni?
Quello che Nadia riesce ancora a fare, quel giorno, nessuno sar mai in grado di raccontarlo: le parole hanno dei limiti, non possono dire tutto, non esistono parole adatte per descrivere linimmaginabile.
Si pu dire che prende il tempo al volo. O che simpadronisce dellaria. O che intima al movimento di sottomettersi al suo volere. Quel tardo pomeriggio gli organizzatori dellevento, con i nervi a pezzi, si rassegnano e permettono ufficialmente a Dorina e a Nadia di eseguire gli esercizi a corpo libero. E a quel punto sembra di vedere scattare in avanti la lancetta di un orologio gigante che annuncia lobsolescenza delle curve malamente compresse dai body chiusi sul petto a venire delle altre giovani atlete presenti.

Contratto dinsubordinazione.

Allaeroporto di Orly, mentre aspettano di imbarcarsi sul volo di ritorno, Bla osserva le sue ragazze. Si guardano attorno, estasiate, sbalordite da quel bombardamento di novit: unadolescente con una T-shirt Donald, la bocca color carminio scintillante e semiaperta di un manichino su un manifesto, dolcetti traslucidi color verde chiaro al gusto Granny Smith, un ragazzo con le gambe fasciate da un paio di jeans ricamati a fiori.
A Montrouge, dove si trovava il loro hotel, hanno trascinato Bla in un grande magazzino, un Prisunic, e hanno percorso metodicamente ogni corsia. Le decine di marchi di detersivi  le ragazze si fermano davanti alle confezioni con un giocattolo-sorpresa  le spugne bicolori (Professore, guardi quella com carina!), i quaderni dalle copertine vivaci e lucide, i pacchetti di biscotti Annuiscono alle spiegazioni di Bla ed evocano il sapore del loro pane secco razionato. E quelle strane confezioni quadrate, con una pellicola trasparente sopra, guardi, guardi! Si vedono i pasticcini attraverso la pellicola! Professore, possiamo avere almeno le scatole, sono talmente belle? Finch Bla decide di regalare a ciascuna di loro una monetina da far scivolare nella scanalatura del distributore rosso con la maniglia argentata alluscita del negozio. Quelle palline arancioni, verdi, gialle sono biglie colorate? Loro vorrebbero la pallina rosa, quella l. A gesti, la negoziante le avverte che non potranno scegliere il chewing-gum che vogliono: dovranno accontentarsi di quello che salter fuori dal distributore. Dopodich restano incantate davanti alla tendina rossa della cabina del Photomaton:  tutto automatico, qui, si dicono, entusiaste.  tutto cos moderno!
Bla stenta a rimetterle in carreggiata, a reintrodurle in quella vita che ha inventato per loro da quando hanno sei anni. Quella ferrea organizzazione di orari, di cibi immutabili, di gesti e odori sempre uguali. E la loro tranquilla sottomissione a tutte le restrizioni, perch sanno che ogni pur minima traccia di desiderio individuale, ogni possibile deviazione  un sabato a passeggio, a giocare in camera; una merenda troppo abbondante , ogni uscita dal seminato  il preludio a una vita diversa, senza scopo e senza avvenire.
Nadia C. non fa alcun commento ma lindomani, quando le chiedo di spiegare laccettazione assoluta della disciplina da parte delle ginnaste, pare imbarazzata dalla parola ubbidienza:  un contratto che si stipula con se stessi, non una sottomissione a un allenatore. Io, in realt, consideravo ubbidienti le altre ragazze, quelle che non erano ginnaste. Loro diventavano come la madre, come tutte le altre. Noi no. Dopodich mi racconta il passo seguente. Io lo trovo un po troppo aneddotico, ma lei insiste perch lo incorpori nel racconto:  un modo per rispondere alla sua domanda.
Da tre mesi sono interne allistituto  anche Nadia, che abita a Onesti  per guadagnare il tempo che perderebbero andando e tornando, un tempo tuttaltro che trascurabile. Dormitorio. Sono le undici di sera, e le ragazze stanno ancora giocando. Appena sentono arrivare Bla, spengono la luce in tutta fretta e fanno finta di dormire. Lui entra, la riaccende. Deve essersi sbagliato, signor professore, la nostra luce  spenta  ma non possono fare a meno di ridere sotto le coperte, eccitate dalla repentina complicit.
Non avete sonno? Allora bisogna che vi stanchiate un po, cos poi dormirete bene! replica Bla. E non lascia loro nemmeno il tempo di rivestirsi: In piedi, in piedi! Ed eccole l, in pigiama, i piedi nudi nelle scarpe da ginnastica slacciate, nel cortile della scuola, esaltate allidea di quel fuori programma. Lui batte il ritmo come se fosse mattina, loro corrono in cerchio per riscaldarsi. Ridono indicando i pantaloni del pigiama che cadono, e se li tirano su alla buona. Bla le sprona: I salti! Forza! Le riporta nel dormitorio a mezzanotte passata, ridendo tra s.
Lindomani mattina la sveglia suona alle cinque. Con la testa pesante e i muscoli ancora rigidi dopo lallenamento notturno, senza stretching, senza avere potuto bere a sufficienza, si alternano alle parallele, alla trave. Il cuore in gola per la fatica. Quella sensazione che pensavano sepolta una volta per tutte e che invece riaffiora allimprovviso al momento dimpugnare le parallele; quelle immagini rimosse, il ginocchio torto, i legamenti strapazzati, il rumore delle ossa contro la trave, cranio, vertebre, il terrore che secca la bocca Al calare della notte, spengono la luce senza parlare, dolorosamente avviluppate dentro i corpi maltrattati e indocili.

Chiarirsi i dubbi.

A volte Stefania la guarda giocare, correre con il fratello, istanti di pura normalit che non piacciono a Nadia  un travestimento infantile su un macchinario di rara qualit. Nadia  sempre puntuale e disponibile. Sparecchia la tavola. Quando torna a casa, si lava da sola le mutandine. Non ha pronunciato una sola parola da bambina, di quelle che le madri riferiscono poi estasiate al marito. Anche il fatto che Nadia abbia deciso da sola di essere uninterna (per compiere meno passi possibili, meno gesti possibili, oltre a quelli che compie in sogno, ma solo in sogno) rispecchia una scelta ragionevole.
La domenica Nadia esige che le tirino i muscoli: si afferra al com del salotto, e Stefania spinge in alto la gamba della figlia, premendo a fondo. Non ti faccio male? le domanda, mentre Nadia, spazientita, le ordina di spingere quella fottuta gamba ancora pi su, fin sotto il naso. Ha tredici anni, ma ne dimostra dieci, e presto tutto questo non la interesser pi: ma almeno, dice il padre, gli esercizi le rinforzano la schiena e il carattere.
Laltro giorno, un reporter di Scnteia, il quotidiano nazionale,  venuto a fotografare le sue medaglie per un servizio giornalistico. Ha cercato a lungo langolazione migliore, prima che Stefania gli suggerisse di tirarle fuori tutte e metterle in bella mostra su un panno di velluto rosso. Quando gli ha chiesto che cosa avrebbe scritto nellarticolo, lui ha risposto che sarebbero state appena poche righe, solo una didascalia sotto la foto delle medaglie: C ben poco da dire su delle smorfiosette che non sanno ancora niente della vita! E lei si  sentita sollevata.
*
Una ragazzina assennata. Che prende il treno per Bucarest in compagnia di Mrta per partecipare, su invito del Partito, a una cerimonia dove vedr, per la prima volta, un uomo che somiglia pi a un divo del cinema che a un compagno. Nadia  la rappresentante della squadra e indossa un paio di pantaloni e una giacca blu cobalto con un bordino rosso allaltezza dei polsi, confezionati dalla madre.
La sala, pi grande della palestra di Onesti,  piena di adulti che applaudono con maggior calore rispetto al pubblico delle competizioni. Perfettamente in sincrono, nessuna mano sbaglia il tempo dellapplauso. Il Compagno sembra pi vecchio che nei ritratti appesi ovunque in citt, e sua moglie, Elena, con quello chignon brizzolato in cima alla testa e il profilo tozzo le ricorda la sua professoressa di matematica. Sul palco si succedono i discorsi di rito. Poi si avvicina al microfono una ragazzina bionda in costume tradizionale  camicetta ricamata e gonna biancorossa.
Fino a quel momento, per Nadia le parole sono state esclusivamente un mezzo pratico per chiedere, ottenere o ringraziare. Ed ecco che ora, invece, le parole si mettono a volteggiare leggere, dalla bocca della ragazzina bionda escono suoni vaporosi, lembi di nuvole, cieli trionfanti, astri scintillanti, campi rigogliosi  tutto il discorso di quella ragazzina dagli occhi meravigliosamente azzurri  finalizzato allencomio del suo paese, la Romania. Alla luce di quellessere uniformemente chiaro, con pelle, capelli e voce flautata, tutti i dubbi sembrano svanire. Davanti a tanto splendore, Nadia si sente sprofondare: i suoi capelli sono castano scuro e ha la pelle grigiastra, le strade della sua citt sono ammorbate dai vapori della fabbrica e in nessun parco cittadino si trovano fiori come quelli che leletta offre alla Compagna Elena.
Tocca a lei. Mrta la spinge avanti. Confusa, Nadia si alza e avanza verso la tribuna. Deve salutarli? Sono come i giudici che le danno il voto? O sono spettatori da conquistare? Nadia inciampa su uno scalino, un militare verifica il microfono per lei. E tutto prende forma. Le serie di addominali al risveglio, quando nessuno, nemmeno i genitori, ha ancora aperto gli occhi, le cadute, le storte, lacre polvere di magnesio che sente ancora in gola quando si corica, tutto limpianto di quel sogno che oggi stanno celebrando insieme e al quale vorrebbe partecipare con maggior fervore Oh s, come vorrebbe esserne la protagonista, anche se non sa recitare il copione come quella ragazzina splendente. Questo pensiero che le toglie il fiato, le trabocca dalla pancia:  la stessa sensazione di quei millesimi di secondo in cui, dopo avere eseguito un salto di particolare difficolt, il suo corpo la stupisce e ritrova da solo il contatto con il suolo. La sala  in piedi, tutti lapplaudono, anziani serissimi scandiscono, a pieni polmoni RO-MA-NI-A; Nadia avanza verso di Lui (come chiamarlo?  Lui,  tutto), che si  alzato dal suo trono regale e si muove verso di lei, con occhi ancora pi infossati che nei ritratti (si direbbe sul punto di piangere: Nadia non ha mai visto un uomo piangere). Le mormora di fare un passo avanti o, almeno, cos capisce lei; poi la bacia sulla fronte, e Nadia simpegna a conquistare per la squadra di Onesti i migliori risultati possibili. E in quellinizio del 1975, ogni sorriso della sala si trasforma in un canto, un canto fortissimo, che scandisce lavvenire.
*
Bla ascolta Nadia che gli racconta di Bucarest. Brava cara, un bel mucchio di cazzate, le tue promesse al Vecchio e quelle poesie. Bla ha appena ricevuto la lettera di rifiuto della Federazione rumena: Nadia non potr vincere nulla. Nessuna ginnasta di Onesti  stata selezionata per partecipare ai Campionati Europei in Norvegia. Quelle che rappresenteranno la Romania provengono tutte dalla Dinamo di Bucarest. Loro hanno una palestra nuova di zecca, dove giovani allenatori zelanti stilano ogni sera rapporti dettagliati su tutto ci che potrebbe interessare la Securitate: le ragazze che allenano, i genitori delle ragazze, le battute che scambiano negli spogliatoi. Tutto ci contribuisce alla Grande Costruzione del Compagno. Ma lui, Bla? Qual  il suo contributo alla Grande Costruzione? Whisky, caff, prosciutti, cioccolato austriaco fatti passare clandestinamente attraverso la frontiera ungherese: regali da campagnolo. E cosa ottiene in cambio? Niente. Mentre da un anno a questa parte i suoi scoiattoli vincono quasi tutte le gare e presto schiacceranno le sovietiche, lui lo sa: Olga sapr anche stare in piedi sulla parallela asimmetrica e riuscir a combinare due difficolt per un coefficiente altissimo sulla trave, ma  troppo emotiva. Piagnucola, trema. Mentre Nadia non  cos. La Nadia del luned assomiglia alla Nadia del gioved, che assomiglia alla Nadia del mattino, che assomiglia alla Nadia della sera. E allora, cosa vogliono di pi? Quali miglioramenti pretendono ancora? Anche i genitori di Nadia sono esemplari. Discreti. Non fanno politica. Cittadini modello: solidi, come i suoi nonni, una perpetua, piena affidabilit.
Bla  partito per Bucarest senza aver fissato un appuntamento per incontrare il funzionario del ministero dello Sport. Ma non ci  riuscito.  tornato a Onesti  nessuno lo pu sostituire negli allenamenti , e poi  ripartito per la capitale per fare un nuovo tentativo: nulla di fatto, non lhanno ricevuto. Al telefono ha implorato un burocrate di trovare una soluzione. Non si  permesso di contestare quellottima decisione nazionale: ha solo supplicato che, per piet, aggiungessero alla squadra una ginnasta, una sola delle sue! Non pu vantarsi del trionfo parigino perch quando lhanno appreso dallinterprete, una giovane recluta della Securitate, i responsabili della Federazione non lhanno gradito. I francesi si sono lamentati. A modo loro, certo, educatamente, manifestando sconcerto per la prestazione a sorpresa di quelle meravigliose bimbette rumene, la cui esibizione non era inclusa nel programma.
Compagno professore, gli dice chi, a Bucarest, accetta finalmente di riceverlo, le sue ragazze hanno tempo, hanno solo tredici anni! Chi vuol prendere per il culo? chiede poi al collega, scoppiando a ridere dopo che Bla ha lasciato lufficio. LUngherese crede che il nostro paese, moderno e progredito, in piena espansione, potrebbe essere rappresentato dalla sue contadinotte nane, originarie di una citt di ritardati rintanata nel buco del culo dellEst del paese?
C stato un altro appuntamento che Bla ha mantenuto segreto? Oppure lallenatore ha pi amici influenti di quanto voglia ammettere? Ha offerto regali pi interessanti? Ha promesso sullunghia una medaglia doro, un titolo? Fatto sta che, una settimana dopo, gli concedono finalmente il permesso di aggiungere una ragazza della sua scuola alla squadra nazionale rumena, che sar dunque composta da tre atlete della Dinamo e una di Onesti.

Troppo vecchia per essere giovane.

A venticinque secondi dalla sua esibizione sulla trave a Skien, in Norvegia, i polsi le ondeggiano, quasi in attrito con unatmosfera che si direbbe troppo densa, i piedi giunti sui dieci centimetri di legno, un incongruo movimento di anche a destra e a sinistra, una ragazzina che mima un rock preregistrato. Nadia tende le mani dinanzi a s e, senza posarle sulla trave, disegna rapidamente con le gambe un grande compasso, con il nastro bianco che trattiene la coda di cavallo e fa da punto di riferimento: Voi siete qui. Alle parallele asimmetriche sale talmente in alto, imprimendo al suo corpo un movimento a bilanciere: alcuni spettatori non riescono ad ammirare fino in fondo lesercizio, terrorizzati dallidea che le sue braccia sottili finiscano per cedere e per farla cadere. Si rende conto,  cosciente del rischio di rompersi il collo? chiedono, preoccupati, i giornalisti ai giudici sbalorditi. In tuta rossa, sul secondo gradino del podio, Ljudmila Turiceva guarda la bambina che  stata appena dichiarata la pi giovane campionessa dEuropa. Sta salutando il pubblico. I tratti del suo viso sembrano tirati, una dolce amarezza nel suo sorriso. Sfiorita.
Scrivo a Nadia C. il seguente testo: Il suo avvento  uno spettacolo la cui perfetta messa in scena si fonda su accessori bicolori, il bianco e il rosso. Il bianco del body virginale. Il bianco della polvere di magnesio, dai palmi delle mani fino alle cosce. Il pallore androgino. Ginnaste bambine prima che, allinizio degli anni Novanta, si decida di ricolorarle di fard e di eyeliner brillante  unallure pi intrigante. E il rosso. Quello del comunismo e delle sue bandiere, naturalmente. Ma soprattutto il rosso satin dei nastri smisurati con cui gli allenatori vi agghindavano i capelli, quellaccessorio che legittimava il vostro essere bambine in un mondo in cui eravate sempre troppo vecchie per essere giovani.

Fin quasi a sanguinare.

Campionessa dEuropa! La notizia coglie i giornalisti talmente di sorpresa che non trovano nemmeno una foto per illustrare larticolo pubblicato il mattino del suo ritorno a Bucarest. La aspettano tutti allaeroporto, le braccia cariche di garofani rossi: aspettano la ginnasta che ha appena detronizzato le sovietiche. Dal portello dellaereo sbuca per ultima una ragazzina che indossa una tuta azzurro mare.  Na-di-a!  bellissima. Ma che strano! Un tipo gigantesco con i baffi le d da portare dei sacchetti di plastica, reggendo sulle spalle una bambina, sicuramente sua figlia. Dov la nostra grande atleta? si chiede un ufficiale, cercando con gli occhi una sportiva ben in carne. Nadia avanza verso di loro, le sue medaglie formano uno strano collier tribale, unarmatura doro distesa sul suo petto scarno. Quasi al rallentatore, i fotografi si inginocchiano per disporsi allaltezza del suo volto pallido.
Nadia stringe molte mani. Un rappresentante del Partito la ringrazia a nome del paese intero per aver mantenuto la parola, per aver ottenuto i buoni risultati che aveva promesso al compagno Ceausescu.
Tutto quanto accade nel corso del 1975  viene quasi voglia di manipolare la storia, una storia che non si riuscirebbe comunque a modificare , quellascesa meticolosa, esemplare, Bla la vive come una semplice conferma. Aveva ragione lui. Nadia placa i suoi dubbi, previene i suoi timori, ubbidisce, ambasciatrice del suo sogno, soggetto ideale della sperimentazione di cui lei  per cos dire la principessa. Per cos dire. Perch adesso bisogna convincere i responsabili di una necessit impellente: far posto alle ragazze di Onesti nella futura squadra olimpica.
*
Bla lo giura: le sue atlete distruggeranno le russe; di pi: lo scrive con linchiostro e lo firma sulla tovaglia di carta del ristorante dove ha invitato tre membri della Federazione. Compagni, se prendete le mie piccole, dopo Montral, nessuno si ricorder pi delle sovietiche!
Quella palla di lardo li fa sbellicare dalle risate,  persino commovente quando intona linno rumeno, in piedi, battendo il tempo con la mano, come se guidasse delle truppe: Oggi il Partito ci unisce e sul territorio rumeno il socialismo  il frutto dello slancio dei lavoratori per onorare la patria, e noi schiacciamo i nostri nemici per vivere con dignit sotto la luce del sole tra gli altri popoli, in pace, in paaaace.
I responsabili, divertiti dallo spettacolo offerto da quello che continuano a chiamare lUngherese, decidono di organizzare una precompetizione tra le due squadre: si valuter poi sul posto.
*
Lestate nella capitale, il profumo dei tigli incollato allasfalto. Il calore si appiccica addosso, laria pare solidificarsi, stagnante e umida. Qui, nella grande palestra vetrata, nessun vecchio materasso per terra, ma tappeti di schiuma blu elettrico. Quando la temperatura supera i 38 gradi, gli allenatori della Dinamo, che le loro ragazze chiamano compagno Coach, le portano ad allenarsi a Constanta, sulle rive del Mar Nero. Mentre le ragazzine di Onesti, tra un esercizio e laltro, si trascinano fino al lavabo per detergersi il viso con lacqua fredda.
Quel giorno Bla ha proposto alla Federazione di mandare qualcuno. Chi sar? Quel generale che entra nella palestra e fa segno a Bla di continuare lallenamento mentre lui si siede a guardare? Com contento Bla! Non potrebbe esserci momento migliore. Non importa che Luminita si lamenti per unemicrania (Risali sulla trave. Quando salti ti sentono fino in Transilvania. Sei leggera come una vacca! Va che magari perdi qualche grammo di sudore!), o che Dorina caschi quattro volte di seguito in un tentativo di doppio salto allindietro. Il generale si stancher presto della puzza di sudore mescolata alla polvere di magnesio che fa seccare laria. Il resto verr da s. Bla aspetta soltanto che il militare si alzi, si spolveri luniforme e gli venga a chiedere: Dove sono le ginnaste della Dinamo, compagno professore? A lui baster rispondere con la massima innocenza che sono in spiaggia, come tutti i giorni di bel tempo. Al che il generale uscir infuriato dalla palestra e convocher le due squadre. Lindomani, lallenatore della Dinamo si difender invocando il necessario riposo per le ragazze, in ragione del caldo eccessivo, al che Bla, aggrottando le sopracciglia: Riposo? Il riposo fa forse parte del programma olimpico? Cos il generale lo nominer seduta stante direttore della squadra nazionale: sar lui a scegliere le ginnaste.
Ora ci siamo. Ora tutto deve filare liscio. Bla incarica Mrta di cercare un nuovo medico di fiducia: quello di Bucarest non capisce niente di ginnastica,  insopportabile con i suoi saccenti inviti alla prudenza e i suoi consigli paternalistici. Gli scoiattoli non smettono di saltare, fino a stordirsi, la loro schiena si piega senza opporre la minima resistenza, fin quasi a sanguinare: Non preoccupatevi, dice Bla alle bambine, con ogni probabilit non  niente di serio.

Biomeccanica di una fata comunista
15 novembre 1975
Nel 1975 la Commissione nazionale preposta ai visti e ai passaporti era una sezione della Securitate, e il suo nome era solo fittizio, dal momento che non concedeva praticamente alcun passaporto, salvo che agli alti responsabili del Partito. In realt, quella Commissione serviva soprattutto a individuare chi, richiedendo un visto, aveva intenzione di lasciare il paese, per licenziarlo immediatamente e metterlo sotto stretta sorveglianza.
Per la tourne preolimpica, la squadra di ginnastica si reca in Germania e negli Stati Uniti, poi in Canada e persino in Giappone. Nel 1975, Nadia  una semplice cittadina rumena o  gi diventata una bandiera, una storia vivente in corso di stesura, un simbolo nazionale? Lei non ne serba memoria, non ricorda di aver imparato le regole delle competizioni alle quali partecipava, come se i sistemi di classificazione fossero nati con lei e fossero stati ideati per rilevarne i progressi. Piccole croci invisibili tracciate sulla sua strada in modo che potesse posarvi sopra i piedi.
Riaggancia. Si siede sul letto, stranamente stanco, quasi sbigottito. Bla vorrebbe riascoltare le parole pronunciate da quel tizio della Federazione che gli ha appena comunicato il contenuto del telegramma ricevuto da Londra. Nel caso avesse capito male. Rif il numero di Bucarest.
Mi scusi, compagno Blcescu  atleta dellanno o ginnasta dellanno? Perch gli  sembrato di sentire Ginnasta dellanno. E ginnasta dellanno sarebbe come se la premiassero sottovoce, con un titolo-surrogato attribuito a una smorfiosa dai movimenti mielosi. Qualcosa che prescinderebbe dalla sua corsa lanciata a ventisette chilometri orari verso il cavallo  misurazione effettuata la settimana precedente. Invece il titolo di atleta dellanno, anzich spronarlo, lo preoccupa. Come una scommessa su un futuro che non  sicuro possa avverarsi. In realt, Mrta e lui hanno creato la campionessa europea senza una pianificazione precisa. Ora bisogna migliorare i risultati. Se riuscissero a ridurre quanto vi  di imponderabile, di improvvisato in Nadia, porrebbero le basi per successi ancora pi clamorosi.
Ricalcolano la sua dieta. Cento grammi di carne a mezzogiorno e cinquanta grammi la sera equivalgono a circa quattrocento calorie; legumi in entrambi i pasti, duecento grammi ciascuno: centoventi calorie. Tre yogurt al giorno: centottanta. E frutta, tre porzioni: centocinquanta. N pane n farinacei n zucchero, ovviamente. Decidono di fare un segno sulla bottiglia dolio che usa Silvina, la cuoca; se il limite supera i cinquanta millilitri previsti ogni giorno, tutti i calcoli risulteranno falsati. Lui ha gi avuto parecchie discussioni con la donna, ma discutere non  decidere. Si occuper lui stesso dei men.
Riorganizza le giornate. Dalle 6 alle 8: allenamento. Dalle 8 alle 12: scuola. Dalle 12 alle 13: pranzo. Dalle 13 alle 14: riposo. Dalle 14 alle 16: compiti. Dalle 16 alle 21: allenamento. Dalle 21 alle 22: cena, compiti, poi a letto. Cambia ancora medico fino a trovarne uno che non contesta nessuna delle sue scelte. Il sangue della bambina viene analizzato in ogni sua componente, il respiro sottoposto a misurazioni continue, lurina trasformata in una formula biologica. Ogni mattina, prima dellallenamento, lei si sottomette a test di sforzo, accumulando flessioni su flessioni. Lui le forgia degli addominali dacciaio per evitare che si scomponga in volto ogni volta che le anche urtano  le ossa sono protette solo dal poliestere azzurro  contro la parallela asimmetrica. Bisogna consolidarne la potenza, in modo che la sua meccanica possa fronteggiare gli imprevisti, unimprovvisa stanchezza, un raffreddore. Bla legge trattati di biologia, ne sottolinea i passi salienti, incontra allenatori di atletica leggera: Come fai, tu, per farli correre pi veloce? Li faccio correre pi spesso, risponde linterpellato. Per cui Bla aumenta il numero degli allenamenti. Finora le ragazze ne effettuavano una decina al giorno, dopodich si concentravano sui dettagli. Il numero del nuovo corso viene deciso in modo arbitrario: venticinque al mattino e venticinque al pomeriggio.
Durante i primi mesi nessuna di loro possiede la forza muscolare per riprendere pi di quindici volte di seguito la sequenza di trenta salti con vari quozienti di difficolt, equilibrismi e salti mortali. Soffrono di crampi ai fianchi; i muscoli, insensibili, le fanno esitare tra unacrobazia e laltra, come in preda a unebbrezza soffocante. E lui ordina, per tutto il giorno: rifallo, ricomincia. I polsi delle piccole sospese in equilibrio cedono sotto il loro peso. La notte sono svegliate dai crampi, dai morsi della fame, sempre pi ravvicinati; alle quattro del mattino Bla le sente bisbigliare nel dormitorio. A cena si nutrono in silenzio, portano la forchetta alla bocca con gesti secchi. Anche le loro lacrime cambiano di significato: ci che le fa piangere, a ogni allenamento,  la consapevolezza di non riuscire ad andare oltre, la rabbia di avere a che fare con una struttura di tendini e di muscoli che cede prima della loro volont.
Bla lavora sullo stato di frenesia, di stordimento. Attorno alle parallele e alla trave fa scavare una buca ricolma di grossi materassi di schiuma, poi le fa correre a buttarsi in quella buca. Ogni giorno integra la corsa con unacrobazia supplementare, finch non perdono lapprensione per la caduta e la loro schiena inarcata non teme il contatto con il suolo. Tutto subisce unaccelerazione: le voci si fanno pi acute, i salti pi rapidi, svanisce ogni paura Tutte le sere fanno la fila davanti al medico per essere visitate. Uno stiramento, una distorsione che le bambine supplicano di far sparire per lindomani mattina. Il medico esegue. Somministra antinfiammatori, antidolorifici e corticoidi. A Natale tornano a casa per tre giorni di vacanza.

Esercitarsi fino alla follia.

Il 27 dicembre Stefania riaccompagna Nadia allinternato e assiste allallenamento. Vorrebbe coprirsi gli occhi quando le ginnaste, con un balzo, esplorano lorizzonte, scambiando il suolo con il soffitto nellaria che sembra elastica. Sua figlia riprende. Risale sulla trave. Cade. Con il cuore in gola, afferra una borraccia e beve una sorsata prima di ritentare un doppio salto mortale allindietro. Alle 16, su richiesta di Bla, la palestra si svuota: si congedano le donne delle pulizie, gli altri allenatori e anche il pianista. Restano soltanto Nadia, Bla e Stefania, alla quale lallenatore fa promettere di non riferire nulla di quanto sta per vedere. Si tirano le tende e si accendono le luci.
 come se Nadia si estraniasse da se stessa. La ragazzina si sente come investita di una missione di cui ignora lei stessa il nome. Non uno sguardo verso la madre n verso Bla. Il volto pallido e teso, le labbra serrate, le occhiaie incavate, inspira profondamente e fa un cenno con la testa a Bla; lui la solleva, la issa direttamente sulla parallela pi alta. Lei inizia il movimento a bilanciere, prende lo slancio. Poi, al segnale di Bla, molla la presa ed effettua un giro completo su se stessa tra le parallele, divarica le cosce, la nuca sfiora il legno e lo riafferra al volo con precisione millimetrica.
Questa sorprendente performance  un segreto di cui nessuno conosce ancora lesistenza. Un salto inimmaginabile: per eseguirlo si devono dimenticare per sempre ossa fratturate, tendini recisi e vertebre incrinate, esercitandosi fino alla follia. Un salto incredibile, frutto di un errore compiuto alcuni mesi prima.
Quel giorno Nadia si prepara a effettuare un salto classico alle parallele. Il suo corpo cerca una scappatoia nel momento in cui le mani le scivolano e manca la presa, mentre il bacino urta violentemente il legno. Bla balza verso di lei troppo in ritardo: in ogni caso, Nadia non potr mai recuperare quellattimo. Riesce comunque ad aggrapparsi alla parallela che le  sfuggita durante lesercizio. Lui le offre un bicchiere di gassosa, una pausa; lei rifiuta, pallidissima, come se stesse per vomitare, ma poi cambia idea, disorientata, stordita e in qualche modo sovreccitata: dopotutto, non  caduta. Lallieva e lallenatore restano in silenzio.
Chi dei due riesce a decifrare quanto  accaduto per ripercorrerne mentalmente la sequenza? Forse non  lui a proporre di replicare il movimento con cui ha evitato la caduta, ma lei. Lindomani Bla e lallieva si mettono al lavoro per cercare di elaborare quellerrore meraviglioso.
Le figure vengono classificate a seconda della difficolt: una figura A  considerata semplice, B  pi complessa. Le E sono alla portata di pochissime ragazze al mondo. La definiremo una Super E! Bla, quando invia al CIO i programmi delle sue ginnaste per Montral, non menziona nessuna E, men che meno una Super E. A Monaco, le sovietiche avevano preso in contropiede tutte le altre dimenticando di descrivere le figure del programma di Olga Korbut.
Nel 1972 la Federazione Internazionale di Ginnastica espresse la propria preoccupazione per le figure a rischio eseguite da Olga Korbut, che avrebbero potuto comportare fratture pelviche e decise di non ammetterle. Nel 1976 chiesero a Krolyi se le esecuzioni non implicassero una forte dose di rischio.  possibile, rispose Bla, ma Nadia non cade mai!
Lei sospira. Tace. Nel capitolo, ci sono brani che non le piacciono? le chiedo con un leggero imbarazzo.
No Ma lavverto. Lo sport dellEuropa dellEst, con i suoi metodi spaventosi ecc. Io inizio a protestare, ma lei minterrompe: Mi dia il suo indirizzo postale, per favore.
Alcuni giorni dopo, ricevo un pacco con la copia di un articolo pubblicato nel 1979 nel bollettino della Federazione di Ginnastica francese. I responsabili si mostrano preoccupati, dopo la trasmissione televisiva dei Campionati Europei di Strasburgo, per le molte gravi cadute delle ginnaste che offrono una pessima immagine del nostro sport. Daccordo con la rete televisiva, si  convenuto, in vista delle prossime competizioni, di insistere di meno sulle immagini degli incidenti.

Giovanna dArco al magnesio.

29 marzo 1976, New York, Madison Square Garden
Come si pu descrivere una bambina che affronta i rischi come se fossero filastrocche infantili di cui si stancher presto? Il primo giudice ricalcola i punti, incredulo. Cerca qualche errore per sottrarre almeno un paio di centesimi. Niente da fare.  10. In Giappone, la settimana dopo, alla Chunichi Cup, sar ancora due volte 10, alle parallele e al salto.
Bla esamina le sue occhiaie, lannusa: beve a sufficienza tra un allenamento e laltro? Ora deve occuparsi anche delle altre ragazze della squadra, quelle che formano il dcor, le figuranti. Noiose, prevedibili, tentano di dissimulare la paura e la fatica, mentre Nadia  una pianta carnivora da ingozzare di difficolt. Lei fa quanto il suo corpo le detta di fare, quel corpo capace di inscrivere il fuoco nellaria, una Giovanna dArco al magnesio. Ogni volta Nadia rosicchia qualcosa allimpossibile, poi lo mette da parte per lasciar posto a quello che viene dopo, perch c sempre un dopo.
S. A leggere quello che scrive, dopo linizio, Bla sembra una sorta di specialista, invece non se ne intendeva granch!
Le insegnava delle figure, doveva pur capirci qualcosa, no?
Ha imparato la ginnastica mentre la imparavo io. (Ride e, dato che non la vedo, non so se sia un sorriso divertito o acido.)
Secondo lei, Bla  stato solo una specie di manager di genio, un visionario, pi che un tecnico, che, come al torneo di Parigi, voleva farla sembrare unatleta dellEuropa occidentale.
Ma Gza, il coreografo del vostro meraviglioso esercizio a corpo libero a Montral, era geniale! Quel misto di gesti infantili e di acrobazie, quello humour
Gza sapeva osservarmi nella vita di tutti i giorni, s, e intuiva ci che poteva piacere ai giudici: era una sorta di manager.
Aveva un sacco di manager! In un certo senso anche Ceausescu curava la sua immagine
S. Tutti manager. Davvero un sacco di manager, un bel po

Yes, Sir, Thats My Baby.

Per Nadia, Gza ha disegnato in un primo tempo una coreografia nella quale, sullo sfondo di una musica marziale, risaltassero la sua leggerezza e la sua velocit, ma Bla e Mrta lhanno rifiutata. In un secondo tempo, sullaria di Shhrazade, Gza le insegna a imprimere languore al movimento dei polsi, ad ammorbidire il bacino e a orientare il portamento del capo. Per rendersi conto dellerrore, Gza non deve neanche aspettare che Nadia abbia finito. Per apparire sensuale, la ragazzina ondeggia con un certo disagio, accentua gli ancheggiamenti, lancia occhiate imbarazzate, come se il suo unico pensiero fosse quello di andare a rivestirsi. Cos la ringraziano, la spediscono sotto la doccia e poi a letto.
Rimasti soli in palestra, Bla resta un momento in silenzio; poi, come fuori di s, prende a inveire contro Gza per aver tentato di sabotare la piccola con le sue porcherie  Mi fai vomitare! , e siccome il coreografo minaccia di troncare ogni tipo di collaborazione, Bla lo implora di trovare qualcosaltro: Tutto, ma non quelle schifezze. Scusa, Gza, ma ho bisogno di te: un bisogno che non ti dico, per cui ti prego, per Nadia a Montral voglio qualcosa di mai visto, qualcosa di assolutamente innovativo! E senza abbandonare la sigaretta, inizia ad accennare qualche passo canticchiando Co-s-ve-di-con-que-sto-sti-le-for-se, come un vecchio travestito che satteggia a bambino, qual-co-sa-di-leg-gero, din-can-te-vo-le, ta-la-la-la.
Una volta riconciliati, Gza e Bla vanno a cercare del salame e dei pomodori in cucina e, seduti al grande tavolo di formica, passano in rassegna le concorrenti. Le sovietiche della generazione di Ljudmila, istruite da coreografi del Boloj, disegnano con le braccia languide movenze su unaria di Caikovskij.  a Olga Korbut che bisogna fare attenzione: Olga che a Monaco ha annodato dei nastri ai capelli. E che arriccia il naso vezzosa come un criceto buffo, prima di lanciarsi in una figura E che, in caso di errore, le spezzerebbe il collo; con Olga, lintensit e il dramma sembrano invecchiati di colpo. Olga mima un residuo dinfanzia al quale non pu che afferrarsi in extremis, poich, come fa notare Bla, viaggia ormai verso i ventun anni.
E Nadia? Che dire di Nadia? Lei incanta con la tecnica, eccelle in ogni caso. Ma quanto tempo ci vorr perch i russi ne sfornino una dello stesso tipo, una Super E? Qualche mese? Se avessi a disposizione solo tre aggettivi per descriverla, che cosa diresti di Nadia? Seria-perfetta-imperturbabile? Impeccabile-precisa-impressionante?  chiaro come il sole, ci vuole un colpo di genio, un cazzo di colpo di genio, come un marchio, qualcosa di semplice, si vanno ripetendo i due, ormai completamente ubriachi. Non quelle trovate volgari Non puoi insudiciare il mio scoiattolo senza peli, aggiunge Bla ridendo, quando finalmente si lasciano. Gza va a dormire senza avere in mente una sola idea nuova, ma con una certezza: vedere Nadia ancheggiare non  bello. Non  bello, ed  anche ridicolo, vedere Nadia disegnare movenze voluttuose nellaria: Nadia  una che vorremmo vedere arrampicarsi sugli alberi o correre su una spiaggia, aprire i regali di Natale e battere le mani; Nadia ha let giusta per il ruolo che tutte le altre possono solo fingere, fugacemente travestite da bambine, quando tentano di far dimenticare il desiderio troppo poco sportivo che suscitano con il seno messo in risalto dal tessuto elastico del body.
Gza cerca. Per settimane. Fa dei tentativi. Nadia ruba tempo alla scuola e alle pause di riposo. Provano dei brani musicali congeniali alla sua figura, poi se ne sbarazzano come di abiti che non le stanno bene  no, abbiamo sentito troppe volte quelle arie popolari e quei valzer. Il pianista, Dan, fruga nella borsa a tracolla, trova uno spartito che un amico gli ha portato dallestero: Young Americans di David Bowie. E se i giudici non gradissero quellaudacia? No. Quel pomeriggio stanno girando a vuoto da ore; Dan regge la sigaretta con la sinistra mentre con laltra mano, quasi in sordina, per distendersi, accenna il tema di Yes, Sir, Thats My Baby, un charleston del 1925. Nadia sta sorseggiando una gassosa;  seduta a gambe incrociate sul grande materasso steso sul pavimento, cos logoro che non si riesce pi a distinguere la linea bianca che lo delimita. Annuisce assecondando il ritmo, poi si alza in piedi davanti al pianista e, per divertirlo, accenna una gesticolazione molto carica, una parodia da film muto. Infine avanza verso Bla, tenendo i talloni premuti al suolo e le braccia ciondoloni, con movenze da clown.  piuttosto divertente, anche se  un atteggiamento che di solito non si concede: lo fa per alleggerire latmosfera. Gza, guardandola, pensa che sia adorabile. Insopportabilmente graziosa. Verrebbe voglia di pizzicarle una guancia, di darle una sculacciata e di rilanciarla di nuovo sulla pista. Di nuovo. Cos, dora in avanti, Gza si lascia ispirare direttamente da lei. Correggendola appena, poich c ben poco da ritoccare:  gi tutta l. Quando vanno in scena le smancerie   cos che lallenatore chiama i passi di danza , Bla dissemina la coreografia di acrobazie senza ancora un nome, e Nadia si reinventa nel momento stesso in cui lui le ordina di tradurle in atto, eseguendo ci che non osavano sperare avrebbe accettato di fare.
Cade. Di petto, di pancia, quasi di testa, e un mattino Bla si precipita verso di lei, temendo una commozione cerebrale. Ma lei si scioglie prontamente dalla sua stretta e gli tende le mani perch la issi di nuovo. Le fasciano le caviglie. Il suo tallone dAchille si  gonfiato e forma unescrescenza protetta da un elastico fermato con un cerotto, stimmate delle tante volte in cui ha urtato la parallela pi bassa con il piede. Le ginocchia sono invase di liquido, una reazione ai colpi ripetuti, le rotule si coprono di ematomi. Deve stare attenta a che le vesciche aperte sui palmi non sinfettino a contatto con la polvere del pavimento e quella di magnesio. Il suo rapporto muscoli/grasso  talmente perfetto che, quando corre per lanciarsi in giravolte rovesciate, non si sa se appoggi il piede al suolo. Dan si lamenta: nella prima diagonale, Nadia continua ad andare pi veloce della musica. Incollati alla musica, le dicono. Come un adesivo. Con lavvicinarsi della data dei Giochi, nessun esterno  pi autorizzato a entrare in palestra; chiudono le porte a chiave. Inventano nomi in codice per le figure inedite, la Super E viene battezzata salto Comaneci, nome di battesimo ufficializzato una sera, in occasione di una festa improvvisata a casa di Bla, durante la quale lui le regala una bambola da aggiungere alla sua collezione.
Non la sto chiamando troppo tardi, Nadia?
No, va bene. Mi dispiace, ma non ho avuto il tempo di leggere le sue ultime pagine.
Non si preoccupi. C una novit: ieri ho visto un documentario. Il commentatore dice testualmente: In occasione dei Giochi di Citt del Messico, nel 1968, Vera Cslavsk era una bellissima ragazza, e non dava mai limpressione che, cadendo, potesse farsi male. Mentre Olga Korbut, a Monaco, nel 1972, faceva venire i brividi agli spettatori, perch era cos adorabile e cos giovane: era la prima volta che in una palestra si provava timore. Per lei, per la sua vita. Sentire dei vecchi giornalisti eccitarsi pensando al rischio che stavano correndo le piccole  una cosa che mi Ad attrarli era la possibilit che le bambine si facessero del male?!  una cosa che secondo me ha un risvolto pornografico. E Pronto,  ancora l? Trova che sto esagerando?
 No. Riparleremo in seguito dei rischi Quando avr terminato il racconto della mia infanzia. Le auguro la buonanotte.

I manager dellEst.

(Lavvento dei nastri rossi)
Pensano sempre in questi termini, i manager? Che  bene abbellire la storia che stanno scrivendo, tipo lacconciatura di Vera Cslavsk? Capelli da diva rock, posticci e raccolti in un alto chignon vaporoso trattenuto da una bandana nera in tinta con leyeliner: unacconciatura americana e notturna. Irresistibilmente superiore, Vera esegue figure che soltanto i maschi sanno padroneggiare. Un immacolato collo alla Claudine sottolinea il nero del costume, i seni a punta non le sono di alcun imbarazzo quando effettua le flessioni in avanti  potrebbe quasi reggere in una mano una coppa di champagne , e intanto accumula medaglie su medaglie.
Vera, con il suo collo alla Claudine,  una strega procace. Vera  deliziosamente pericolosa. Si  fatta sentire, con voce forte e chiara, durante la Primavera di Praga, quando ha preso posizione contro linvasione sovietica e ha firmato il Manifesto delle duemila parole. Vera  una fata con i muscoli. Nel suo nascondiglio, una foresta in Moravia dove si rintana, incalzata dal nuovo potere, si  allenata da sola usando come trave un tronco dalbero abbattuto. Ma i Giochi Olimpici si avvicinano e i cecoslovacchi non possono fare a meno di lei, per cui la invitano a uscire dalla sua foresta e le perdonano ogni cosa
Alla cerimonia dapertura dei Giochi Olimpici di Citt del Messico, quando la delegazione cecoslovacca entra nello stadio, la folla in delirio scandisce: Li-ber-t, Ce-co-slo-vac-chia, Ve-ra. Vera si avventa sulle prove con il suo appetito dardori solari: le sue acrobazie sono state ideate e ripetute sullerba, e ora volteggia con lo chignon elegantemente disfatto, salutando i giudici. Il pubblico, in piedi, esulta dopo aver assistito alla sua prestazione impressionante. I giornalisti gi commentano la medaglia doro che dovrebbe conquistare tra pochi istanti. E intanto, inosservati, tre individui in abito grigio, seduti non lontano dal tavolo dei giudici, si dirigono verso la sovietica Larissa Petrick e si congratulano con lei. Ma non passano inosservati ai cechi, il cui allenatore, a quel punto, prende Vera tra le braccia e la consola per quellappoggio dellultimo minuto assicurato ai sovietici dagli apparatcik cecoslovacchi. Dovr condividere il titolo e la medaglia con la ginnasta sovietica.
Vera si rialza e calpesta ancora una volta lordine dato. Anche se pochissimi, tra i milioni di telespettatori, sapranno decifrare il messaggio implacabile inviato da Vera alle autorit del suo paese, quando, alle prime note dellinno sovietico, lei abbassa ostentatamente gli occhi. La margherita appuntata tra i suoi capelli biondi freme leggermente al ritmo del respiro. Davanti alle telecamere di tutto il mondo, Vera volta le spalle alla bandiera rossa che sinnalza lentamente. Addio Vera.
In Occidente sono tutti molto scioccati dal fatto che le sia sfuggita la medaglia doro, e giudicano vergognose quelle pastette olimpiche. E la classe di Vera Cslavsk, il suo coraggio di fronte alloppressore? No, non lo dimenticheranno mai. Escludere lURSS? Lo hanno proposto al Comitato Olimpico, ma la risposta  stata che il provvedimento finirebbe per danneggiare lo sport: dopotutto loro hanno una riserva di ginnaste impressionanti! I Giochi di Monaco si avvicinano e si parla di una sorpresa fenomenale nel campo sovietico. Alcuni si vantano di averla vista in fotografia: una ragazza giovanissima, in grado di reggersi in piedi sulla parallela pi alta, quella a cui le altre riescono appena ad aggrapparsi con le mani. Si favoleggia che, dal 1970, i sovietici la stiano preparando in gran segreto per eseguire un esercizio che nessuna donna al mondo ha mai osato: un salto mortale allindietro sulla trave. Il suo nome  Olga Korbut. Un furetto sottile dai denti storti, con i capelli diritti e lisci che lallenatore le acconcia in piccole code adorne di nastri. Le cosce da ranocchietta formano un ovale quando serra i piedini graziosi luno contro laltro, la pelle dorata del collo come seta a protezione delle vertebre, ossicini minuscoli.
O. L. G. A. Che si scioglie in lacrime quando ha davanti a s un obiettivo importante e che, a Monaco, accumula errori assurdi durante lesercizio alle parallele asimmetriche. Rannicchiata sulla sedia, accusando il colpo per loccasione mancata, si asciuga il naso con la mano, in attesa della votazione, con la faccia tirata, circondata da ragazzine ben piantate che non la degnano di uno sguardo. Una sovietica che piange! Allora non sono tutte robot! La comunista troppo emotiva che ha fatto cilecca piagnucola in diretta e a colori, con sommo gaudio delle riviste americane che vanno in estasi per quella russa cos poco guerriera. Ma ecco che lindomani, ripresasi alla grande, Olga d quello che era nelle previsioni. Uno scintillio di deliziose paure. Il collo gracile che potrebbe spezzarsi quando porta a termine una figura che otto anni dopo sar proibita perch ritenuta troppo rischiosa dai giudici. Non si fa nemmeno caso al fatto che abbia vinto o no. Non  quello che conta. Quello che conta  sentirsi cullare, sommersi da quella freschezza, come da una brezza  Che meraviglia! D limpressione di avere sette anni!
Montral, 1976. Olga ha ventun anni. Per sua fortuna,  rimasta miracolosamente minuta. Esaurita dai tanti impegni richiesti dallo Stato sovietico  da quattro anni le fanno fare la spola da un gala a una cena ufficiale , la pelle le si  come spenta per mancanza di sonno. Per guadagnare tempo, le annodano ancora i capelli con quei nastri rossi, per avere ancora nelle orecchie quei gemiti di piacere in mezzo al pubblico  hmmmm. Fiocchi di seta rossa, rossi come le tende di una camera chiusa nella quale la daranno in pasto per lultima volta agli spettatori, rossi come laccessorio che fa durare il desiderio, rosso che conferma allacquirente la freschezza del prodotto appena acquistato, rosso quel surrogato di reggicalze Sono necessari, quei fiocchetti rossi, per guadagnare qualcosa in pi, perch lAltra, la rumena appena arrivata, ha solo quattordici anni ed  adorabile.

Numeri.

Ascolti,  divertente, mi dice, con tono molto animato. Ho preso 10 sette volte, e a Montral ho vinto tre medaglie doro. 7 per 3 fa 21, il numero di quellOlimpiade, e se sommiamo 7 a 3, il mio numero di pettorale, otteniamo sempre 10, lo score perfetto.
Un altro numero, Nadia. Ventimila. Ventimila tentativi del salto mortale, prima di eseguirlo alle parallele asimmetriche a Montral: il salto Comaneci
Una pausa, allaltro capo del filo, durante la quale ho come limpressione che lei, di nuovo imbronciata, stia alzando le spalle.
 normale! Che cosa pensava?
Lei  arrivata a Montral una decina di giorni prima dellinizio della gara per prepararsi al meglio. Era costantemente accompagnata da interpreti che ripetevano tutto ci che diceva. Qual era il suo rapporto con le ginnaste dellEuropa occidentale? Che cosa pensava delle ovvie differenze tra di voi, della loro libert?
Sa, erano piuttosto stronze. Non minteressavano. Io conoscevo bene le russe, Nellie Kim in particolare, anche se in gara non ci incontravamo da tre anni. Per il resto Crede che il regime rumeno fosse lunico a sorvegliare i propri atleti in occasione degli incontri internazionali? Nella ginnastica ciascun paese cerca di sapere che cosa far laltro,  una partita a scacchi. Non confider mai i suoi segreti allavversario! Ci dicevano di dichiarare alla stampa che ci allenavamo tre ore al giorno, quando invece erano sei, pensi che pretattica!
Montral ha affermato limmagine di una ragazzina innocente che spunta dal nulla, mentre in realt lei stava vincendo tutto gi da due anni. E ha concorso a forgiare quellimmagine. Servendosi di lei, il potere provvedeva a promuovere un sistema. Il totale successo del regime comunista, lapoteosi della selezione: la Fanciulla nuova, superdotata, bella, assennata e vincente.
(Riso irritato.) Ah s, certo! I rumeni vendevano il comunismo. Invece, oggi, gli atleti francesi o americani non rappresentano alcun sistema, vero?

Offerta speciale.

Montral 1976
Sul tavolo: vasetti colmi di una pasta scura, insalatiere con un formaggio granuloso e grandi focacce farcite con salsa di pomodoro, prosciutto e formaggio fuso. Dorina annota scrupolosamente nel suo diario ogni dettaglio  stupefacente  del loro soggiorno olimpico, lei che non ha mai visto del peanut butter, del cottage cheese o della pizza. I corn-flakes serviti al mattino le fanno scoppiare a ridere. Cereali? Si nutrono come animali, qui! E masticano tutto il tempo, ha notato, professore? rilevano le ragazze, sbalordite, davanti alle mascelle occidentali in continuo movimento  chewing-gum, sandwich, dolciumi, snack.
Bla sa bene di dover fare presto: deve accelerare i tempi di quella meraviglia, di quello sbigottimento. Limitare limpatto dello spettacolo. Impedire alle bambine di notare quegli elicotteri che per motivi di sicurezza trasportano gli atleti alle prove, e di incupirsi per i continui controlli e le perquisizioni ai cancelli.
A ogni viaggio in Occidente, Bla sta attento a passare direttamente dalla palestra allhotel e dallhotel alla palestra, senza diversioni, lasciando alle ragazze appena il tempo di collezionare le mini confezioni di marmellata e i campioni di shampoo, dopodich le piazza sullaereo per Bucarest. Le barrette ricoperte di cioccolato, avvolte con carta argentata e accompagnate dai punti esclamativi Piacere garantito!!! sono una specie di ineludibile e tentacolare richiamo che ostacolala giusta concentrazione; in quel villaggio olimpico, tutto sembra fatto apposta per strizzare locchio alle ragazzine, le quali, pur esitando, non riescono a fare a meno di allungare le mani verso i nuovi modelli di Nike esposti nella hall  un intero mondo di lusinghe che sinsinua inevitabilmente in loro. E n Bla n Mrta possono fare granch contro i 628 sponsor i cui prodotti pullulano in ogni settore del villaggio.
Clown vestiti di giallo tendono alle atlete bottigliette in miniatura, bibite gassate color arancio, rosso o verde, contenitori di plastica gialla che traboccano di chewing-gum, dolci con i colori dei Giochi, mentre sugli immensi scaffali occhieggiano T-shirt, berretti, distintivi con i colori delle Olimpiadi, pupazzi di peluche di ogni dimensione  Oh, posso prenderne uno per mio fratello, compagno professore?, finch le bambine se ne vanno con tre orsacchiotti sotto il braccio, alcuni portachiavi, qualche palloncino, nastri luccicanti, persino della carta da lettere. E nelle boutique del duty-free contemplano, perplesse, le etichette che annunciano le Offerte speciali: 3  2; Un dollaro di sconto se prendete il set completo. Qui pagano le persone perch comprino, commenta Luminita. Nelle confortevoli sale dattesa dalle luci soffuse, gli ultimi successi (Abba, Elton John e Kiki Dee) coprono il sonoro del televisore sempre acceso. Le piccole si fermano, afferrano le braccia di Mrta: Guardi, guardi, quando parte il jingle che annuncia la pubblicit. Quegli spot sono cos ma-gni-fi-ci, signora professoressa. E cos divertenti I ripiani in basso sono ingombri di riviste. Provano i comodi divani, sfogliano Elle, Life, OK!, ma non riconoscono nessuno dei personaggi ritratti, salvo Alain Delon  Alain Delon! esclamano entusiaste. Scoppiano a ridere a ogni cooink stridente  Sembra unanatra  dei cancelli di sicurezza che sono obbligate a varcare pi volte al giorno.
 tutto cos moderno, ripete Dorina, cos high-tech  ha imparato il termine quella mattina, sfogliando una rivista. High-tech: quello zelo ininterrotto, quel comfort cos ovattato. A colazione hanno appena bevuto un succo di frutta e gi una voce sollecita si leva alle loro spalle per offrirne un altro. High-tech: quelle centinaia di hostess in perfetto ordine come altrettante piante rigogliose e tirate a lucido, cos disponibili da dare limpressione di averle gi incontrate da qualche parte  come spiegare altrimenti la loro familiarit affettuosa, quei gesti della mano che accompagnano il loro perenne Bye-bye. Sono talmente belle, belle, belle, ripete Dorina a Nadia, cos moderne! Sanno di menta e di lacca, e sono elastiche come atlete che non sudano mai.
Di fronte a quelle distrazioni, Bla si sente impotente. Tutte quelle immagini superflue, quel rumore di fondo, costituiscono una pericolosa minaccia. A Onesti si direbbe che, una volta fatto il giro della citt, non resta che rifarlo nellaltro senso. Eppure quel vuoto non  una cosa da nulla: la tranquillit di una strada sempre sgombra, lo spazio, laria che lascia posto al gesto Silenzio tra gli alberi, panieri di frutta e legumi terrosi, qualche bambola nellunico negozio di giocattoli e cortiletti dove si gioca fino a che fa buio, dopodich si rientrer in casa, si ascolter la musica alla radio o si legger a lungo prima di addormentarsi. Quelle barriere circoscrivono un cielo alla rovescia: sono come offerte illimitate per chi vive in uno spazio chiuso, lontano da quel valzer occidentale da cui si esce nauseati per aver girato troppo in lungo e in largo.
Le faceva impressione quellabbondanza?
Certo. La prima volta che mia madre  venuta in Occidente, ha pianto tra le corsie di un supermercato in un quartiere periferico del New Jersey
Cerco di capire. Stefania piangeva per la gioia, per lemozione di quellofferta inesauribile, per il fatto di poter scegliere tra tanti prodotti? Nadia minterrompe in modo quasi brutale.
No, piangeva per il disgusto di quel cumulo assurdo di beni di consumo, mi corregge. Per la tristezza di sentirsi invogliata davanti a tante offerte che non significavano niente, niente di niente. Da noi non esistevano stimoli al desiderio. Mentre da voi si  costantemente spinti a desiderare
Riparliamo a lungo al telefono di quelli che io chiamo i maneggi di Bla, cio quel suo modo a volte disperato di promuovere a tutti i costi la campionessa europea che non interessa minimamente ai media occidentali. Invio le mie pagine a Nadia, che non mi manda alcun commento; un paio di settimane dopo mi scrive: La parola maneggio  troppo negativa. Il mito della ginnasta scoperta dal mondo intero per il suo talento  del tutto falso. I giudici devono aver gi sentito parlare di una ginnasta per osservarla ed esaminarla nel modo pi appropriato. E Bla lo sapeva. Al nostro arrivo a Montral non ci conosceva nessuno: ogni attenzione era riservata alle russe. Bla non era soltanto un coach, era un coach-agente-avvocato Scriva piano dattacco se le va, invece di maneggi.

I maneggi (o il piano dattacco) di Bla.

Ha urlato, battuto i pugni, frignato, offerto pacchetti di Kent e promesso medaglie a tutti i responsabili della Federazione e del Comitato Centrale. Ha preso a schiaffi delle merdose smidollate, ha fatto sparire confezioni di dolci rinvenute sotto i letti dei dormitori e fatto saltare la cena alle colpevoli, ha licenziato sette medici, ha dimenticato il nome  senza volerlo, intendiamoci  di quelle che si sono infortunate troppo gravemente per essere presenti oggi, si  procurato un budget da cinquantasei lei (tre franchi svizzeri di allora) al giorno per atleta (Mangiare vi far morire prima, mie care). Si  strappato dai palmi delle mani piccoli lembi di pelle per applicarli sulle vesciche aperte di Nadia  La pelle ripara la pelle!. Eppure, non c niente da fare: nessuno conosce la Romania e, da quando sono arrivate al villaggio, nessun giornalista ha mai chiesto unintervista. Bla ha acquistato tutti i quotidiani e ha spento il televisore solo dopo aver guardato tutti i telegiornali, in inglese e in francese: niente, a parte un minuscolo trafiletto su una rivista specializzata.
Da almeno due anni, Nadia fa tremare le campionesse pi titolate: e allora perch nessun servizio, perch cos poche foto, perch Nadia  solo uno dei tanti nomi che si fanno nel villaggio? Che frustrazione sentirsi ostacolati dai russi, come davanti a una frontiera invisibile: quegli stessi russi che bloccano la vista dellOccidente. Una frustrazione ancor maggiore, conoscendo le qualit di Nadia.
Il 17 luglio il forum, immenso,  pieno solo per met. Lo speaker annuncia la squadra della Romania tra gli scarsi applausi di un pubblico distratto. In fila, le ragazze si preparano a fare il loro ingresso, ma Bla trattiene Nadia per un braccio. Lo speaker le incalza: Squadra della Romania! Bla, con un gesto, intima loro di non muoversi, mentre spiega al commissario venuto a sollecitarli che una delle ragazze  andata alla toilette  sorry. A quel punto, il tono dellannunciatore cambia: La squadra della Romania? Nadia tenta con un: Tocca a noi, compagno professore, come se lui avesse un vuoto di memoria. Bla si china verso di lei e le mormora qualcosa allorecchio, qualcosa che Nadia mormora a sua volta a Dorina, la quale lo sussurra a Mariana, la quale lo bisbiglia a e via di seguito, fino a Luminita, che applaude entusiasta.
Quando la squadra finalmente compare, con le ginnaste che camminano al passo e alla giusta distanza una dallaltra, il pubblico  tutto per loro. Che cos? Unesibizione infantile? Un errore? Che cosa ci fanno l quelle piccoline che, a occhio, non hanno pi di dodici anni? Sono tutte vestite in modo identico  un vero esercito , mentre, anche da lontano, nella squadra sovietica si possono distinguere Ljudmila in rosa e Nellie in blu. Il bianco opaco della loro divisa  percorso da una banda blu gialla e rossa, dai fianchi fin sotto le ascelle. E, come se fosse un bersaglio appuntato sul busto delle rumene, uno stemma: conifere e una montagna, contornate da un sole di un giallo naf accompagnato da spighe di grano, con una stella rossa in pieno petto che nessuno di quei petti  in grado di deformare.
Le ragazze delle diverse squadre si salutano educatamente e iniziano a riscaldarsi, evitando le figure troppo complicate per non correre il rischio di un infortunio dellultimo minuto. Le rumene, no. Forti del piano dattacco di Bla, corrono da un attrezzo allaltro  sembrano una gang di strada , ed eseguono senza esitazioni il programma completo, come se la gara avesse gi avuto inizio.
Lo speaker annuncia la fine del riscaldamento e le atlete tornano sulla pedana comune, quello spazio neutro dove le avversarie si sfiorano senza mai parlarsi, per una legge tacita. Una legge che le bambine rumene si avviano a infrangere, invadendo con gioiosa cafonaggine quello spazio di riposo e di attesa, sovvertendo ogni regola olimpica: vera e propria palla di nervi elettrica nellatmosfera umidiccia, Dorina compie un doppio salto mortale e atterra quasi sui piedi di una Ljudmila sbigottita, senza degnarla di un solo sguardo, dopodich, canticchiando con noncuranza, si rimette lelastico tra i capelli. Poi  Nadia che incede verso Olga e hop, due salti allindietro incrociati, urtando intenzionalmente con un piede un braccio della sovietica impaurita. Le russe si stringono le une alle altre, raggruppate attorno ai loro allenatori stupefatti  come pu permettere, Bla, che le sue ginnaste rischino dinciampare su borse o indumenti e, quindi, dinfortunarsi? Stanno per sporgere reclamo, ma il coach rumeno fa un fischio e batte le mani in segno di richiamo, al che le piccole trotterellano ubbidienti verso di lui.
Le televisioni americane modificano in tutta fretta la disposizione delle telecamere, posizionandole in modo da inquadrare in primissimo piano i visi delle russe, Ljudmila, Olga e Nellie, visibilmente seccate dal messaggio lanciato dalle rumene, dalla loro aggressivit e da quelle figure di cui nessuno, in sala, conosce il nome.
*
Oggi si racconta che a Montral Nadia abbia eseguito lesercizio in un silenzio totale. In realt, si udivano gli accordi musicali che accompagnavano lesercizio a corpo libero di una sovietica, mentre unaltra ginnasta correva verso il cavallo tra gli incoraggiamenti del pubblico. Cos come si racconta che Bla fece brutalmente tacere la donna seduta al suo fianco, la quale, mentre Nadia danzava sulla trave, supplicava Dio perch tutto finisse il pi presto possibile. Bla scrutava ogni dettaglio, ogni salto, ogni volteggio, come se si trattasse di una corsa a ostacoli e fissava la caviglia sinistra di Nadia, lussata dopo una storta la settimana precedente, pregando tra s e s: Speriamo che tenga Nel suo diario Dorina ricorda listante in cui ha avuto la certezza che Nadia non sarebbe pi potuta cadere, come se non ne fosse pi capace. Ave Nadia, piena di grazia, balbetta il commentatore sportivo in diretta. Tutta questa storia continuer a essere oggetto di domande, di analisi infinite, con immagini e calcoli destinati a formare un enigma al quale non sempre  possibile trovare risposta.
Alla domanda: Si rende conto dellimpatto che ha esercitato nel 1976?, Nadia, sonnambula della sua super-infanzia, mi risponde: No, non me ne rendo conto, mi sto ancora chiedendo che cosa ho fatto?
Ha fatto pulizia del futuro e disseminato di nuove trappole il percorso graziosamente e rigorosamente delineato che si riserva alle bambine. Grazie a lei, le bambine dellestate 1976 oggi sognano di lanciarsi nel vuoto, con gli addominali ben tesi e la pelle nuda.

Oh, che bella avventura, ol!

Nadia fa il giro degli inviti post-olimpici occidentali, accompagnata da Dorina  una coppia meravigliosa composta da una regina e dalla sua comprimaria, di specie pi comune. Fanno il loro ingresso sulla scena televisiva affiancate da uninterprete, unistruttrice della Federazione rumena, incaricata di sorvegliarle e di filtrare commenti e dichiarazioni.
Quando la conduttrice della trasmissione vuole sapere se le ragazzine hanno fretta di tornare in Romania dopo quel mese trascorso a Montral, la tensione dellinterprete  palpabile  siamo in diretta. E il suo sollievo  evidente quando Nadia e Dorina mostrano tutto il loro entusiasmo allidea di lasciare lOccidente. Lintervista  quasi terminata, una sorta di pubblicit dei benefici effetti di uninfanzia comunista.
Finch la conduttrice, con un sorriso smagliante, rivolge a Nadia una domanda precisa: Che cosa farai, quando tutto questo sar finito? La ragazzina pare sprofondare nella sedia, unampia poltrona girevole, che finora si  divertita a far ruotare da destra a sinistra, tenendo sempre le gambe leggermente divaricate. Non ci penso, risponde, come se si turasse le orecchie. Capisco benissimo, cara, per Quando tutto questo sar finito, Nadia, ti sposerai? La domanda  stata appena posta e gi la piccola ginnasta sbuffa, affondando ancora di pi nella poltrona  il suo dolcevita giallo di tessuto sintetico mostra una piega sulladdome perfettamente concavo , poi sistema lelastico della treccina sinistra.
Lhanno posta di fronte a un argomento difficile, difficile ma inevitabile. La conduttrice dal grosso chignon abbassa il tono della voce e si china verso linterprete fasciata da un tailleur blu, che fa un cenno dintesa, come per dire: S,  vero,  inevitabile.
Come dire Olga, lo vedi anche tu, cara, adesso  cresciuta. E tu, che cosa farai? Quando comincerai a perdere
Nadia fissa a lungo le due donne. Poi, con un sorriso beffardo appena accennato, si cava dimpaccio: Io non penso ancora a perdere. Per me  solo linizio. Al che, commosse, le due donne la lasciano al suo sogno infantile e, per chiudere, la conduttrice le chiede di cantare qualcosa in rumeno, magari un brano del folklore del suo paese. La piccola arriccia il naso, si gira verso Dorina, le due ragazze tengono un piccolo conciliabolo tra loro, poi Nadia si raddrizza sulla poltrona e, come se formulasse una dichiarazione dindipendenza, come se imboccasse una direzione ostinata e contraria senza nastri rossi, offre le guance pallide alle telecamere e intona, senza staccare gli occhi dal video: Io sono una bam-bi-na di bel-le ma-nie-re, io sono una bam-bi-na Oh, che bel-la av-ven-tu-ra! Oh, che bel-la av-ven-tu-ra, ol.
*
Attorno a Nadia, quellestate del 1976, continuano ad accumularsi cifre su cifre; cinquemila richieste discrizione ricevute dalla Federazione di Ginnastica canadese in meno di tre mesi; negli Stati Uniti, unimpennata del sessanta percento delle chiamate al pronto soccorso: molte di queste a causa delle ragazzine che hanno voluto imitare Nadia e si sono rotte un polso o una caviglia.
Le adolescenti occidentali non mostrano pi alcun timore  si direbbe , come se fossero ragazzi mancati: tutto ci spaventa i genitori, che vedono le loro piccole appendersi ai rami pi alti degli alberi e impuntarsi per tenere indosso il body anche a cena, dove si presentano sudate e spettinate.  una fase temporanea, non durer a lungo, si dicono gli adulti

Istantanee.

26-27 luglio 1976
La prima pagina di un quotidiano americano titola BYE-BYE, NADIA! sopra una foto che la ritrae di fronte al microfono tesole da un uomo di cui sintravede solo la mano, mentre stringe al petto una bambola bruna con la testa che pende.
Allaeroporto di Montral centinaia di persone la riconoscono e vogliono toccarle a tutti i costi le treccine, finch non finiscono per schiacciarla contro il bancone dellAir Canada. Per garantirle la sicurezza, il personale  costretto a ospitarla in un ufficio, dove una hostess si china su di lei e le accarezza una guancia  So cute , porgendole un bicchiere dacqua, mentre fuori un pilota sintrattiene con i giornalisti. S, ricorda, saranno passati uno o due anni: percorrevo la rotta Bucarest-Londra, lei era sullaereo con la squadra e lavevano autorizzata a entrare in cabina. Lei gli aveva fatto un mucchio di domande sul volo. E lha vista laltro giorno in televisione, quando la giuria le ha assegnato un 10! Mi sono sentito talmente fiero La mia piccola viaggiatrice
Allaeroporto di Bucarest le settemila persone venute ad attenderla si lanciano di corsa sulla pista di atterraggio, e laereo  obbligato a parcheggiare ben lontano dal punto stabilito. Niente a che vedere con gli arrivi dei capi di stato stranieri, ai quali tutti sono obbligati ad assistere, ammassati lungo le vie daccesso, mettendo in bella mostra una bandiera e un sorriso di circostanza. Quel giorno le autorit del Partito, in divisa ufficiale, devono tenere a bada unintera citt che agita le mani, lancia fiori, regge cartelli multicolori, mentre i reporter sono appollaiati sui lampioni, l in alto, con i loro apparecchi fotografici.
Indossando un tailleur color lavanda con gonna fino alle ginocchia, la divisa ufficiale della squadra, Nadia poggia un piede sulla passerella, la hostess le offre un mazzo di garofani rossi; lei si blocca e ritorna allinterno della cabina. Non posso, professore, voglio restare qui, dice, aggrappandosi alla manica di Bla. Lui va su tutte le furie: ha promesso delle foto al Comitato Centrale, il generale Mladescu si  scomodato apposta per lei, e ora si mette a fare i capricci, come se avesse scoperto un mostro sotto il letto in piena notte. Attraverso il portellone rimasto aperto arriva leco dei cori  NA-DI-A, NA-DI-A  scanditi dalla folla che scalpita in attesa. Dorina le sistema la coda di cavallo senza profferir parola, poi la spinge pian piano verso luscita. Bla cerca di farsi strada, ma la folla forma un muro umano; spunta un microfono che balla avventurosamente davanti alla bocca di Nadia mentre recita il copione: Ho vinto tre medaglie doro che dedico al Partito, alla patria e al popolo rumeno. Ma non devono averla sentita bene, perch un coro di bambini ha appena intonato BRA-VA NA-DI-A!. Un giornalista lafferra brutalmente per un braccio, vuole una dichiarazione; Bla lo respinge, Nadia si strofina il braccio; poi il coach le asciuga la fronte madida di sudore, le tiene la manina umida, le sussurra in un orecchio: Ricomincia, cara. Forza, cara.
Lindomani Scnteia pubblica il telegramma inviato da Montral a Nicolae ed Elena Ceausescu, con il quale le atlete li ringraziano per aver consentito loro di ottenere quella grande vittoria  un telegramma firmato secondo lordine gerarchico: Nadia, Dorina, Mariana, Anca, Gabriela, Luminita, Iuliana.
A Onesti giungono pi di 60.000 lettere provenienti dallintero pianeta, alcune delle quali riportano, sulla busta, la semplice dicitura:
Nadia Comaneci
Ginnasta
Romania
Le poste rumene stampano 200.000 cartoline con la sua effigie, immortalata nella posa con la quale conclude lesercizio a corpo libero: body bianco, naturalmente, la punta del piede destro premuta al suolo. E un sorriso, quello che deve sfoggiare ora, per farla finita una volta per tutte con le critiche.
Tutte le personalit, quando arrivano in visita ufficiale a Bucarest, non hanno che un desiderio: vedere la bambina. Hussein di Giordania, Jimmy Carter, Giscard dEstaing, si augurano di assistere a un suo allenamento. E lei, cosa fa per accontentarli? Lesercizio di Montral, in particolare luscita, ovviamente
Se ne stanno seduti lass, sulle gradinate della palestra rimessa a nuovo, mentre lei sbuffa riportandosi in equilibrio dopo una diagonale di acrobazie. E la sera deve attardarsi con tutti loro, seduta a un tavolo del Capsa, quel ristorante molto chic riservato ai personaggi influenti, diplomatici e membri della Securitate: non si vedono bambini; i camerieri, con il tovagliolo inamidato steso sullavambraccio, si piegano cerimoniosamente verso di lei; c da mangiare in quantit: carni, salse e la star ha persino diritto a un po di vino.
Nadia posa in mezzo a due generali. Posa in casa, nel salotto, seduta sul vecchio divano blu rivestito di un tessuto giallo oro: il padre, in divisa (per loccasione), la sta a guardare, mentre lei, con un album posato sulle ginocchia, finge di riordinare dei francobolli. Il fotografo le ha chiesto di indossare delle calze gialle per fare da pendant alla giacca rossa e ai pantaloni della tuta blu.
Posa in uniforme scolastica, fascia bianca tra i capelli, camicia azzurra abbottonata fino al collo sotto la divisa blu mare, sguardo serio, circondata dalle compagne di classe: una selva sfumata di mani estaticamente tese verso le medaglie che lei porta al collo.
Posa con Bla nel parco della palestra, le treccine deliziosamente annodate come orchidee. Sembrano parlare di lavoro: lei  la collaboratrice in miniatura delledificio mondiale che hanno costruito.
Posa in camera sua, circondata dalle bambole dei cinque continenti accuratamente disposte sul letto dalla madre.
Posa in costume tradizionale rumeno.
Posa sulla spiaggia, in un due pezzi giallo limone, un pallone rosso tra le mani. Le meritatissime vacanze di Nadia! Posa circondata da bambini in costume da bagno ai quali sta firmando autografi.
Posa con le ragazze della squadra, sulla sabbia, in tuta (durante quella settimana di libert concessa dal Partito, si allenano dalle 7 alle 9 del mattino, fanno esercizi dequilibrio sulla sabbia, poi il pranzo e la siesta obbligatoria; dopo, al risveglio, unora di nuoto seguita da una corsa sulla riva del mare per rinforzare le caviglie, prima di un allenamento leggero che precede la cena).
Posa sulla neve: dietro di lei, le ragazzine della squadra, in fila indiana. Hanno tutte gli sci ai piedi, ma Nadia, dopo la foto, deve toglierli subito, perch Bla non vuole rischiare che cada e si faccia male.
Posa circondata da militari (il generale panciuto le tiene a lungo la mano; Nadia lo sente respirare forte, la sua mano  grande e molle).
Posa su un palco, di fronte a un immenso ritratto di lei dipinto sulla facciata di un palazzo  sembra una ragazza dai tratti duri e arroganti.
Il libro fotografico che le  dedicato termina con unimmagine della cerimonia al Palazzo dei Congressi, nel corso della quale viene nominata Eroina del Lavoro Socialista, la pi giovane in assoluto onorata con quel titolo, che di solito  riservato alle madri di famiglie numerose. Lei  la bambina del mondo nuovo, del progresso, ancor pi moderna dellindustria petrolifera rumena in piena espansione.
Inquadrata di profilo, Nadia sorride a Ceausescu. Indossa sempre la divisa azzurro cielo della squadra, si avvicina al microfono e, con voce stridula, recita secondo copione: Sono molto commossa. Ricevo dalla mano di Colui che  il pi amato della Romania! Non dimenticher mai questa giornata dagosto. N la Sua fiducia nelle mie forze n quella della venerata Compagna Elena. Noi, tutte le ragazze della squadra, abbiamo sentito il calore del Suo amore paterno e la ringraziamo con tutto il cuore, nostro amato Conducator. Lui pone fine agli applausi con un gesto della mano: Ecco una ragazzina nata in un paese socialista e ricompensata con i pi importanti titoli sportivi mondiali! Ogni frase del Conducator  punteggiata da nutriti applausi, come precisa il comunicato ufficiale.
Nadia posa con Bla, lui si abbassa per essere al suo livello davanti allobiettivo. Anche Bla riceve un premio ambito, lOrdine della Classe Operaia 1, una medaglia assegnata a coloro che insegnano ai giovani leccellenza. Ogni mattina, allallenamento, Bla accoglie colei che ha ottenuto un titolo pi prestigioso del suo con queste parole: Ah, ecco la nostra vacca sacra e decorata!

From Rumania with Love, Nadia.

1977
Larrivo di una troupe della CBS a Onesti deve essere stato un evento.
Oh, s! Erano tutti accalcati attorno al camper con le attrezzature tecniche e a Flip: nessuno aveva mai visto una persona di colore a Onesti.
E lui ne era a conoscenza?
(Nadia ride.)
Ha trincato tuic, il liquore di prugna rumeno, con tutti fin dal mattino: si  dovuto aspettare che fosse sobrio per cominciare!
 stato lui a presentare Bla al pubblico americano e a farne il personaggio che i media hanno costruito attorno a lei.
Gli americani hanno adorato subito Bla. Pur di far piacere a loro
Come?
Oh, le sue formule le aveva imparate a memoria prima di girare il servizio: Winning is everything o Show me a good loser and Ill show you a loser. Quel genere di cose.
Tutto questo non le fa pensare a niente, con quegli incredibili titoli di testa?
No Un film?
Luomo da sei milioni di dollari, con lei nella parte di Steve Austin!
Lo scopo del mio viaggio  incontrare una ragazzina. Mi sono innamorato di lei nello stesso istante in cui ve ne siete innamorati tutti voi, cari telespettatori. Flip Wilson, conduttore e comico superstar, inizia con queste parole il programma di variet americano trasmesso nella fascia oraria di massimo ascolto e intitolato From Rumania with Love, Nadia. Una ritmata colonna sonora fa da sottofondo al rapido montaggio dei titoli di testa, una sequenza di immagini sorridenti: prima le comprimarie, Dorina, Luminita, Mariana, Mrta, presentate in uno split screen multicolore; poi Bla che invece ha diritto a uninquadratura fissa di alcuni secondi; infine, rulli di tamburo e ottoni trionfali, primissimo piano sul viso sorridente di Nadia.
Sequenza dapertura. Flip Wilson segue Nadia che corre; lui ha il fiatone,  impacciato, fa segni disperati alla telecamera; entrambi indossano la tuta della squadra rumena. Dissolvenza incrociata. In palestra: Flip  in piedi sulla trave, lei lo tiene per mano. Lui piagnucola: Mamma, ho paura! Poi il conduttore viene circondato da bambini dalla pelle dorata con spesse camicie bianche ricamate con fiori rossi, blu e verdi; i piccoli applaudono Flip prima di prendersi per mano e fare un girotondo tradizionale, accompagnati da vecchi musicisti dai tratti marcati venuti apposta da Bucarest  dei veri professionisti, perch ai giovani musicisti di Onesti interessano solo i Rolling Stones e non sanno suonare nessuna delle arie folkloristiche che piacciono tanto agli americani.
Flip Wilson, controluce  un sole rosso acceso , brandisce un grappolo duva dorata in direzione della telecamera. Questi acini Ne assaggia uno, con gli occhi chiusi. Hmmmm sono memorabili, amici miei. E questo pane Una donna con il capo coperto da un fazzoletto a fiori gliene porge una grossa fetta.  Questo pane, uauuuh, mi fa dimenticare quello che da noi chiamiamo pane, puah! E getta via, facendolo volare alle sue spalle, un pallido panino avvolto nella plastica. Linquadratura finale si allarga sui bambini raccolti in mezzo al prato che intonano in coro unaria nostalgica, mentre Flip stringe a s Nadia. Una voce fuori campo promette in tono vibrante: Io sar l, a Mosca, in tribuna, e mander baci alla mia Nadia!
Oltre Nadia, la trasmissione vuole promuovere la Romania. Una Romania gioiosa. E stavolta non  questione di una virgola, ma di una parola rimossa: Comunista. Una parola che non viene pronunciata perch il programma non fa altro che tessere le lodi di un comunismo naf e contadino, i cui pionieri sembrano scoppiare di salute. Una tacita coproduzione rumena-americana che non prevede nessuna intervista a Nadia  quando lei parla con Bla, le loro parole non vengono tradotte.
Ammaliate dal body bianco della fragile comunista, le bambine occidentali si mettono sotto i piedi persino la Guerra Fredda. Affamate di esercizi e di verdetti impietosi, di risvegli allalba, di aria non climatizzata, di inni e di sobriet, divorate dal desiderio di donare interamente se stesse, un esercito di piccole Simone Weil risponde allappello e parte per uno stage di ginnastica in Romania, sfidando quel mondo consumistico che le aspetta al loro ritorno.

Compagno.

Questo  luomo. Questo  il dirigente politico.
Questo  Ceaus escu, il presidente che non accetta onori
se non quello di condurre il suo popolo, come Mos,
nella terra promessa della prosperit e dellindipendenza.
1971, M.-P. HAMELET, giornalista, Le Figaro.
Come chiamarlo?  una somma di record, di grafici esponenziali, di produzione di grano e legumi in crescita costante, di spettacolari progressi del paese.  il vigore, la guida, il condottiero, il faro. Non si schiera n con la Cina n con lURSS; partecipa alla preparazione degli accordi di Helsinki; parla sia con la Germania dellOvest sia con la DDR; dopo la Guerra dei Sei Giorni riceve Arafat senza rompere con Israele. Il 15 agosto 1968 va a Praga per offrire il proprio sostegno a Dubcek e al suo ritorno a Bucarest dichiara davanti a una folla immensa: La Romania condanna linvasione dei carri armati sovietici in Cecoslovacchia! La Romania. Condanna. Due parole che finora non erano mai state accomunate e che ora vengono applaudite fin negli Stati Uniti. In Francia, il generale de Gaulle si dice entusiasta del vento salubre che soffia a Est e lo decora con la gran croce della Legione dOnore. Nixon, incantato dallaccoglienza ricevuta a Bucarest, sottolinea le evidenti somiglianze tra gli Stati Uniti e la Romania.
Le divisioni tra il blocco dellEst e il blocco dellOvest sono ormai superate, e lui simprovvisa artefice del dialogo tra luno e laltro.
Come chiamarlo? Compagno pare troppo familiare per chi, appena salito sullo scranno di presidente, ordina a un architetto uno scettro regale per la cerimonia. Segretario Generale del Partito Comunista, Presidente del Consiglio di Stato, Presidente della Repubblica e Guida Suprema. Lui  lingegnere del futuro, getta le basi della nuova vita dei rumeni. Ti tende la mano, invitandoti a prendere posto nella storia, a far parte di quanto immagina per te giorno dopo giorno. Il Compagno parla senza quasi respirare. Declama, proclama. Il Compagno recita da solo tutti i ruoli e il pubblico applaude. Lui  il leader che resiste ai sovietici!  la fierezza nazionale ritrovata! Linterlocutore dei capi di stato occidentali! Il loro partner moderno, un Kennedy dellEst, che tuttavia non ignora le tradizioni; un re del Medioevo circondato dai suoi cavalieri in costume alla festa nazionale!  celebrato, festeggiato da poeti e scrittori che lo lodano  il Primo Pensatore su questa terra, Colui che ha ridato vita alla vita, la Stella Polare pensante, il Danubio del Pensiero. E tutti partecipano alledificazione del mito della Romania, c un ruolo per ognuno, un messaggio da portare a braccia alzate negli stadi: Viva il nostro amato Conducator!
Il paese  un tessuto informe al quale  urgente ridare lustro, una ruvida e dannata tela da contadino. Un tessuto che finisce per assumere la forma che gli si d e che torna a deformarsi in fretta, se non lo si riprende in mano di continuo Il ritmo accelera, la storia deve seguire il corso stabilito dal Compagno, senza errori: squadre di revisori e correttori rileggono gli articoli apparsi sul quotidiano nazionale Scnteia e si accertano che il suo nome, citato pi di trenta volte a pagina sia stampato con lortografia giusta: CEAUSESCU.
Ma non bastano le parole, sono necessarie anche le immagini: immagini di bambini vestiti di bianco che tendono la mano verso di Lui, radiosi. E verso di Lei, la Compagna Elena, trionfo della volont e del progresso, una donna dallaspetto e dai natali modesti divenuta la Pi Grande Scienziata del Mondo, carica di diplomi grazie alla sua tesi sui polimeri, discussa nel segreto di ununiversit chiusa agli studenti e sorvegliata dai poliziotti. Elena, onorevole ingegnere, dottore, dirigente del Consiglio Nazionale delle Scienze e delle Tecniche, la Donna Nuova, madre e ministro della Scienza, dellEducazione, della Giustizia e della Salute; attorno a lei volteggiano le colombe lanciate in volo prima della realizzazione degli innumerevoli servizi giornalistici consacrati alla sua figura. E il simbolo del loro successo  Nadia, la Bambina Nuova che Loro applaudono perch  il presente,  lo spettacolo del momento.
Lei si  documentata, commenta Nadia, dopo un lungo silenzio. Non dico che ci che lei scrive non sia vero, solo che  analizzato a posteriori. Mentre io lho vissuto. Ed era molto diverso da come lo descrive lei. Forse per lei sar uno shock, ma io conosco bene i benefici delle vostre democrazie liberali Da noi, per, cera anche una sorta di gioia, negli anni Settanta. Il che,  ovvio, non cambia nulla, non toglie o non aggiunge nulla a tutto il resto. Per detesto quei film e quei romanzi che parlano dellEuropa dellEst, tutti quei clich: le strade grigie, le persone grigie, il freddo Quando dico agli occidentali che a Bucarest destate si soffoca, mi guardano come se delirassi, ancora oggi! Cerchiamo di non fare della mia vita, o di quegli anni, un brutto film pieno di stereotipi. Le auguro la buonanotte.
Riattacca talmente in fretta che non faccio a tempo a parlarle del mio incontro con Mihaela G., la sociologa che mi spiega perch la ginnastica  diventata uno sport molto importante per il potere: le ginnaste mangiavano poco e rendevano molto, ed erano troppo giovani per esprimere unopinione su quanto accadeva nel paese, o per chiedere asilo politico quando si recavano in Occidente per qualche gara.
La ragazzina di Onesti fa infiammare la Romania danzando sulle punte, fa brillare di mutevoli colori il comunismo, che ormai  rappresentato dallimmagine formato cartolina di un body bianco con la stella rossa, e la purezza della sua foga agonistica  venerata da un Occidente al quale manca un angelo laico come lei.
I russi hanno stupito il mondo intero con lo Sputnik, e come gli americani vogliono mantenere la loro superiorit militare. La Romania, nel suo piccolo, fabbrica quelle che Bla chiama le bambine missile, lo show mondiale pi adorabile e affascinante, che ora pu contare su unarma invincibile: Nadia C., capace di evoluzioni che alcuni esperti statunitensi definiscono pura follia, impossibilit biomeccanica. Finch il Regista Supremo non comincia a manifestare il proprio fastidio per quel minuscolo essere che lo sta mettendo troppo in ombra. Cos, mi spiega Mihaela, nel 1981, Ceausescu organizza in tutto il paese dei concorsi di canto, danza e ginnastica, per eclissare limmagine della favolosa bambina che Lui stesso ha incoronato.

Come un cane bastonato.

Nei primi giorni della primavera del 1977 la rimandano in scena curando ogni dettaglio. La madre adatta il tailleur color lavanda che la figlia non ha pi indossato dallestate  deve spostare il bottone della cintura, che stringe troppo , le sistema lacconciatura, in dubbio tra coda di cavallo e treccine, anche se non stanno andando a una competizione.
Prima di uscire di casa, Mrta, che laccompagner a Bucarest, osserva attentamente Nadia e propone a Stefania di arrossirle un po di pi le guance per toglierle quellaria da cane bastonato. La madre rifiuta: No, va bene cos. Poi sinterrompe, quasi pentita. E se Mrta e Bla riferissero in alto loco che lei ha detto: No, va bene cos? Magari le autorit penserebbero che lei e il marito sono ostili al regime, che sono scettici in merito alle celebrazioni nazionali organizzate per la figlia, quel simbolo della nazione che tutti osannano. Potrebbero temere una fuga allestero e incaricare Mrta di sorvegliarli. I genitori di uneroina come Nadia devono essere irreprensibili, e se non si comportassero in modo perfetto, il potere non esiterebbe minimamente a sottrargliela:  questo che pensa Stefania.
*
Nadia ha gi incontrato il Compagno: Lui si  alzato lentamente dallo scranno  dal trono  per andare a stringerle la mano nel corso della cerimonia in cui  stata incoronata.
 un caso unico, le fanno notare, devi esserne fiera: ti ricever personalmente, come un ministro!
Quindi tutti i ministri devono lavarsi le mani? chiede Nadia alla signora che, al suo arrivo, la guida verso una toilette dalle pareti cos lisce e bianche che sembrano un ammonimento contro tutto ci che non  liscio e bianco. Lei esita un momento prima di allungare le mani sotto il rubinetto a forma di collo di cigno: per aprire lacqua calda bisogna prenderlo per il becco oppure bisogna impugnarlo? Entra nel Suo ufficio, e tutto va storto. La Pi Grande Scienziata del Mondo  gi l e la riprende quando, appena arrivata, si mette a sedere. Alzati, sei gi stanca? Nadia si domanda se ha sbagliato sedia: come faceva a saperlo? Non  mai entrata in una stanza con tante possibilit di scelta, tutte quelle sedie ricamate, tappezzate di velluto granata e verde acqua, divani e tappeti pi morbidi di quelli della palestra.
Lui  di spalle. Il sole che sirradia dolcemente attraverso loscurit della stanza fa brillare i suoi capelli brizzolati e imbrillantinati. Nessuno parla, Nadia ha sete. Il Compagno  impettito, e il suo abito grigio scuro pare obbedire ai suoi gesti. Sembra un pope, ma i popi sanno di legno vecchio e di muffa. Lui  semmai un padre: non un pap, ma un vero padre di famiglia.
Dopo tutti le chiedono com andata, cos successo, e lei inventa: non le va di raccontare la gaffe della sedia e nemmeno del fatto che la Pi Grande Scienziata del Mondo ha parlato di lei al Conducator come se non fosse presente nella stanza: Non la trovi terribilmente ingrassata?, prima di sollecitarla a uscire con un brutale Forza, forza!, perch se ne andasse alla svelta.

Intermezzo americano: il processo.

Settembre 1977
Il programma televisivo al quale  stata invitata a partecipare a New York non  un processo  non un processo vero, perlomeno. Quella trasmissione  che ha fatto sospirare centinaia di migliaia di persone sedute in salotto, pronte a commentare: Guarda, guarda: la fatina ha messo su qualche chilo   unesperienza fastidiosa e umiliante, come se le strappassero i pantaloni e la obbligassero a confessare a voce alta: S, ho le mestruazioni. Perch, in un certo senso, largomento diventa proprio quello. Guarda come sei cambiata, sembrano ripeterle con voce triste e incredula, come se volessero dire: Allora adesso hai anche tu le tue cose. E lei, grassottella e appesantita, non pu alzarsi dalla sedia e scappare via: anzi, vi sprofonda sempre pi a ogni domanda del conduttore.
Ha limpressione di gridare, ma non pu averlo fatto:  unimpressione fallace, perch se avesse gridato sua madre sarebbe gi corsa l  invece, quando scoppia a piangere dopo la trasmissione, non arriva proprio nessuno. Seduta sulla poltrona della sala trucco, dove le applicano un fondotinta troppo carico, abbassa gli occhi sulle cosce ancor pi divaricate di ieri: sua madre non verr,  cos lontana, e del resto chi mai potrebbe impedire alla sua carne di prendere vita come un fiore bulimico, arrogante e brutale, rivendicando il diritto di alterare la sua fisionomia, un po alla volta.
Il processo durer 3 minuti e 39 secondi e verr trasmesso nel corso di un programma di variet americano. Si dovr fare a meno dellavvocato. Laccusata, Nadia Comaneci, si presenter accompagnata da una donna rumena che funger da interprete. Durante il programma si scoprir che linterprete non  affatto schierata a favore dellaccusata, e che semmai fa da avvocato di parte, rappresentando un insieme di persone che comprende lallenatore Bla Krolyi e lintera Federazione di Ginnastica rumena. Ecco perch il folto pubblico dei telespettatori si ritrova spiazzato, beffato dalla nuova immagine dellimputata Nadia C. (in tutte le lettere ricevute dopo la trasmissione dei Campionati Europei gli scriventi si lamentavano di non riconoscere pi lelfo di Montral).
Si vaglieranno fatti incontestabili, con tanto di metro e bilancia, nonch prove scientifiche. E, rivolgendosi alla ragazzina rannicchiata nella poltrona dentro il suo dolcevita rosso, ci si sforzer di mantenere un tono cortese.
Conduttore: Abbiamo appreso che hai messo su qualche chilo, dopo Montral Sei stata malata?
Linterprete, in rumeno, a Nadia: Rispetto a Montral, sei ingrassata e lavori molto peggio. Il fonico fa segno al conduttore che, malgrado il microfono, la risposta della ragazzina  un mezzo borbottio imbarazzato   inudibile.
Conduttore: Comunque, c qualcosa che non  cambiato, Nadia: continui a parlare a voce bassissima. Sei sempre cos timida?
Linterprete, irritata: Chiede se potresti parlare un po pi forte.
Un sorriso, un sospiro, quasi una scusa.
Conduttore: Nadia, un giorno, quando avrai una figlia, vorresti che diventasse una campionessa come te?
Lei toglie la parola allinterprete, che si prepara a tradurre, e risponde: Non ci ho ancora pensato: ho tutto il tempo, tutto il tempo.

I manager occidentali.

Nel 1977, in Occidente domina un triumvirato mediatico di bambine-prodigio. Jodie Foster, che in Taxi Driver recita la parte di una baby-prostituta: una ragazzina su tacchi altissimi e minishort che batte i marciapiedi di New York. Hai davvero dodici anni e mezzo? si preoccupa di domandarle il personaggio interpretato da Robert De Niro. Ehi, Jodie, non  che hai un amichetto? Quando ti sposerai? chiede il giornalista che accoglie lattrice nella sua trasmissione.
Anche Brooke Shields, in Pretty Baby di Louis Malle, interpreta una baby-prostituta, una vergine in guepire color crema messa in vendita in un bordello di New Orleans allinizio del secolo.
Voglio che tu sia il mio amante, sussurra il suo personaggio a Keith Carradine, sulle note di unaria nostalgica di Scott Joplin. Hmmmm, hai uno sguardo molto provocante! Sai che cosa significa questa parola? chiede ironicamente il presentatore di un talk-show a Brooke Shields. La piccola, imbarazzata, mormora: No, non lo so davvero, no. Il presentatore sfoglia allora una rivista e la offre alla telecamera: Hmmmm, tanto meglio, tanto meglio. Pensi di essere sexy in questa foto?
A dieci anni, Brooke ha posato nuda in una piscina, il corpo liscio ed esile completamente cosparso dolio, il viso pesantemente truccato. La piccola non risponde. Poi si gratta il naso e si gira verso il fotografo al suo fianco, il quale, tutto pimpante, dice: Che vamp! Questa foto, vedete,  la foto di una bambina nuda che assomiglia a un bambino che vuole assomigliare a una femmina. Lavora per il gruppo Playboy Press, in una nuova rivista dedicata alle giovanissime: Sugar and Spice.
Nadia C.  la terza bambina-prodigio dellanno. Alle ragazzine occidentali la piccola comunista dal volto pulito propone una sorta di arte della guerra: il miglior modo di attaccare, di bilanciare il proprio corpo teso in tutta la sua estensione.
Sono andata a New York nel 1977 per una gara. A Broad- way cerano degli enormi manifesti con una ragazzina, pi o meno della mia et, che faceva la pubblicit di un profumo. Ne sono rimasta affascinata. Non ero quel genere di Non ero una ragazzina che pensava o sognava di essere una donna. Ero soltanto una bambina, niente di pi. Io me ne stavo da tuttaltra parte. Mi tenevo fuori da tutte quelle cose.
Quella ragazzina vestita di bianco, riccioli castani laccati che incorniciano due occhi azzurri dalle lunghe ciglia annerite dal mascara, labbra tumide e socchiuse, e un orsacchiotto di peluche beige stretto al petto quella ragazzina di cui Nadia serba un ricordo cos preciso ha in realt otto anni quando diventa la testimonial dei profumi Loves Baby Soft. Stampato in basso sul manifesto, lo slogan recita: Perch linnocenza  pi sexy di quanto immaginiate

Praga 1977: Campionati Europei.

I reporter si accalcano contro la barriera di sicurezza  Dov lei?, Non  venuta? , poi uno di loro grida: Nadia!, e punta il dito, indicandola agli altri. Al che, tutti fanno ressa attorno alla squadra rumena, gridando il suo nome:  lei,  lei, con una nuova coda di cavallo! Gli obiettivi delle macchine fotografiche sono tutti puntati su di lei, i flash esplodono a pioggia, alla cieca (come se Nadia avesse avuto un incidente e loro volessero coglierne ogni dettaglio), ansiosi di trovare la migliore angolazione possibile per riprendere lo stemma comunista appuntato sulla sua tuta, gonfiata dalla larga banda elastica del reggiseno che le comprime il petto.
Bla, che ha sempre calcolato tutto, che ha inventato la superinfanzia delle bambine meccaniche  Io so, rispondeva ai giornalisti occidentali che volevano sapere come aveva fatto a trovarle, cos giovani , allimprovviso si sente stanco, quasi spossato. Pensavi che non crescesse mai? ironizza Gza, e Bla gli risponde con la sicurezza di uno scienziato: No, ovviamente so che tutto ci  assolutamente normale. Ma abbiamo perso labitudine a questi corpi di donne.
Non solo lui.  il mondo intero che sta perdendo labitudine. Sono stati loro due, Bla e Nadia, da geometri dellaria, a farla finita con la leziosit approssimativa delle ginnaste precedenti, e a dar vita a un beb vorace di successi? Le federazioni di tutto il mondo hanno dovuto modificare i criteri di valutazione: dopo il salto mortale Comaneci si preferiscono gli esercizi a rischio, gli incidenti evitati per un pelo, si  disposti ad ammettere anche linammissibile.
Da dove escono quelle atlete, concepite in meno di un anno? Pi giovani, pi minute e pi piccole, bolidi senza retrovisore che hanno a stento sentito parlare di Ljudmila e della sua grazia ormai invecchiata. Maria Filatova ha quindici anni, un metro e trentatr per trenta chili, treccine annodate da nastri enormi, come per far dimenticare i suoi quadricipiti potentissimi. Sulla trave, il suo mento arrogante sembra diretto da un cavo dacciaio che qualcuno sta tirando fuori dallinterno del suo essere miniaturizzato. Elena Mukhina, la numero 8, unaltra sovietica,  solo un rincalzo, ma si mette in piedi sulla parallela pi alta e poi si lancia in un inedito salto mortale tra le stanghe  una prodezza mai vista. Sono una filiazione di Nadia, e se ne sente un grande bisogno, anche se occorre lavorare ancora molto, perch mentre prima si suppliva con una spallata a un movimento approssimativo, ora la velocit necessaria allesecuzione non consente pi correzioni. O si va a segno o ci si lasciano le penne.
Faccio notare a Nadia in una e-mail la punteggiatura degli articoli dedicati al suo ritorno alle competizioni un anno dopo Montral, quasi una gara tra i punti esclamativi e quelli di sospensione: Cinquanta chili!!!!!!!!, Nadia, oggi,  una vera donna. Lei conferma: In realt non si dovrebbe chiamare ginnastica femminile, gli spettatori non vengono a vedere delle donne Sa perch i body usati nelle gare hanno sempre le maniche lunghe? Per nascondere le braccia delle ragazze. I nostri bicipiti, le vene Perch non dobbiamo avere unaria maschile!

Sotto protezione.

Lincidente dei Campionati Europei di Praga allinizio lavevo descritto sotto unangolazione burlesca. Lordine di ritirare la squadra del suo paese da una competizione internazionale perch la considera ingiustamente danneggiata fa di Ceausescu un personaggio ancora pi grottesco del naturale. Nadia ha letto quelle poche pagine e sembra divertita. Ma quando stiamo per riagganciare, aggiunge: Quel giorno  solo un dettaglio, ma il tizio della Securitate mi ha preso sotto braccio come una valigia Senza una parola.
Il capitolo che ho riscritto non  pertanto la storia di un dittatore, bens quella di un corpo-valigia che giudici, presidente e istruttori vari si disputano e si strappano di mano con il pretesto di proteggerlo. Un nuovo episodio del film muto di Nadia, la passione divorante per una ragazzina alla quale nessuno chiede un parere. Forse perch ci che lei sta regalando da anni non ha bisogno di parole. Nadia  sicuramente un personaggio intraducibile.
Quella domenica di un autunno dolcissimo, mentre i suoi ospiti si sono assopiti dopo un ottimo pranzo, il Compagno  seduto, come migliaia di rumeni, davanti al televisore per assistere ai Campionati trasmessi in diretta. Sullo schermo compare Bla Krolyi: nessuno, nella stanza, fa commenti sullUngherese dalla doppia nazionalit (il termine minoranze non piace al Compagno: Qui siamo tutti rumeni, discendenti dei Daci: nel paese non esiste alcuna divisione!). Inoltre Bla porta a casa un mucchio di medaglie e di valuta straniera  gli americani, i giapponesi e i francesi non si stancano di organizzare esibizioni.
Nadia ha appena battuto Nellie Kim, la sovietica dagli occhi a mandorla. Di slavo non ha neanche il nome, quel muso giallo! commenta il Compagno. La sovietica si liscia la tuta sulle natiche e si dirige verso il podio per ricevere la medaglia doro. Un momento. Che cosa succede? La telecamera indugia sulle sovietiche che sollevano in trionfo Nellie Kim, che manda baci alle tribune. Non si capisce niente Le sovietiche hanno vinto la gara? Ma no, non  Hanno vinto!? farfuglia il commentatore rumeno. Il Compagno si alza di scatto dal divano, balbettando, imprecando, la voce roca per lemozione: La Romania condanna questa aggressione!! I giudici sono al soldo dei russi e del loro bastardo! Adesso il Compagno  dritto in piedi, ha voglia di vomitare, e tutti si sono girati verso di lui: aspettano che ristabilisca lordine delle cose, vendichi il sopruso perpetrato ai danni delle bambine rumene. Tutti si augurano che trovi la soluzione giusta, che condanni laccaduto e che indichi il cammino da percorrere.
Dalla postazione televisiva partono dei fischi, il pubblico si  alzato in piedi, profondamente amareggiato; la telecamera fa la spola dalle sovietiche a Nadia, inquadrata di profilo, con le mani sui fianchi, tanto che le sovietiche, in confronto, appaiono molto pi minute di lei.
Il Compagno deve prendere una decisione degna di quel momento storico, di quellinsulto al suo paese da parte di quegli stessi russi che avevano invaso la Cecoslovacchia. Preparate laereo, immediatamente!
Laereo, Compagno?! Lei parte per Praga?
No, imbecille. Le riportiamo qui! Fate interrompere la gara!
Si contatta senza indugio lambasciatore:  domenica, i miei consiglieri sono assenti, ripete lalto funzionario, prima di capire che gli stanno intimando di recarsi di persona sul luogo della gara. La sua missione  porre fine a quellumiliazione, unautentica dichiarazione di guerra.
*
Bla ha un bel dire che lha sempre saputo che dai sovietici ci si aspetta di tutto: vadano a quel paese, ora hanno davvero superato il limite. La sua vacchetta ancora un po troppo grassa , ma riuscir a restituirle la forma a forza di esercizi  ha appena sconfitto Nellie nel salto del cavallo, ed ecco che la voce dellaltoparlante strombazza che c stato un errore di calcolo: la medaglia doro andr a Nellie e a Nadia largento! Bla arringa il pubblico: Avete visto? Avete visto il tiro mancino dei russi? Lo scambio automatico dei voti sul tabellone elettronico!? Impassibile, Nadia si predispone ad affrontare la gara successiva: le parallele asimmetriche, dove ottiene un 10! Bla esulta: non per niente  una cazzo di scorpione. Le ragazze della squadra rumena levano entusiasticamente i pugni verso la loro regina, il viso raggiante di un piacere feroce. Tutti la acclamano  Na-di-a, Na-di-a , lei corre verso Bla, che la stringe, il piccolo cuore brutale di lei contro il petto di lui, lui che non pensa gi pi alla medaglia doro che le hanno rubato, ma al futuro, come sempre. Unultima prova, una sola, e la possibilit di vincere il titolo. In quei pochi secondi tutto dipende da lei  Na-di-a, Na-di-a ; i giudici annunciano il suo nome. Lei avanza verso la trave, chiude gli occhi e inspira profondamente nel silenzio disturbato dai flash.
Lambasciatore, alla fine,  riuscito a convincere gli agenti della sicurezza a lasciargli avvicinare Bla. Sbalordito dagli sguardi torvi delle bambine della squadra, dai loro volti incavati, dalla magrezza delle loro cosce, dalla violenza con la quale le loro anche battono contro le parallele, lambasciatore ha appena il tempo di spiegare la ragione della sua presenza. Compagno Krolyi, sono lambasciatore della Romania, laereo del Compagno vi aspetta, e subito quella bestia dellUngherese lo manda al diavolo  lui, il suo aereo e anche il Compagno supremo, con tutta la Romania a fargli compagnia. Poi lUngherese avanza verso la pedana, si avvicina il pi possibile a Nadia e con laffanno e le mani giunte mormora: Ecco, s, cara Forza, cos, piano. Ora rialzati, s, pian piano, s셔, come se la guidasse nellattraversamento del nulla. 10! La folla impazzisce, innamorata di lei, e Bla, con la voce arrochita, urla agli sbirri del Compagno che gli mettono le mani addosso: 10, 10, 10!
Nadia ha diritto a tre minuti di riposo prima dellultima prova. Si lascia cadere su una sedia, la schiena madida di sudore, e beve alcuni sorsi dacqua. Bla, pi discosto, sta parlando con alcuni ufficiali. Le ragazze della squadra si infilano i pantaloni della tuta, anche se nella palestra fa un gran caldo. Nadia decontrae le gambe, i muscoli tibiali le tremano. Poi si alza per iniziare lesercizio. Uno sconosciuto in divisa grigia lafferra per le braccia senza tanti riguardi, vicinissimo, con il fiato che puzza. Lei si irrigidisce, balbetta: Professore, professore! Ma Bla  attorniato da altre divise grigie. Poi, pi forte: Pro-fes-so-re Nadia si dibatte. Bla protende il corpo verso di lei, sinarca, ma sono in troppi a trattenerlo. Piccola, sono qui, sistemeremo tutto, le dice, ma Nadia non riesce a sentirlo nel trambusto della folla vociante, mentre i fotografi tentano di scattare unultima istantanea delle rumene che se ne vanno senza voltarsi, scortate, al passo e in fila indiana, verso luscita.
Quella domenica dautunno i commentatori di tutti i paesi ripetono stupefatti: Non s mai vista una cosa del genere. Mai. Le rumene che abbandonano la competizione. Per colmo di sfortuna, la medaglia doro di Nadia, assente, verr assegnata a tavolino a Nellie Kim.
Le fanno salire sullautobus, poi sullaereo privato. Si sta preparando una guerra?, si chiede Dorina; alcune piangono affondate nei sedili, altre giocano a carte. Non ci sono hostess, solo linterprete abituale, agitatissima. Bla si siede accanto a Nadia. Davanti e dietro di loro, le divise grigie. Lui posa una mano sulla mano tiepida di lei, la stringe dolcemente, e una strana angoscia gli serra la gola; le piccole dita di Nadia, calma e fiduciosa, cingono fermamente le sue. Il pilota annuncia: Tremila. No, cinquemila. Dicono che dodicimila persone ci aspettano allaeroporto! Il ministro dello Sport ha dichiarato in diretta alla radio: Non ci faremo mai umiliare dai sovietici. La nostra Grande Guida ha fatto tornare a casa la ragazzina sconsolata. Era nostro compito porre termine al suo calvario, proteggere la Bambina Nazionale, leroica Nadia! Laereo si blocca sulla pista, tutti accorrono verso di lei, imbufaliti ed esasperati. Vogliono metterla al riparo, allontanarla da ci che la minaccia, sorvegliarla, tenerla al caldo, sotto protezione.

Decreto 770: vive o morte.

Siamo stati il paese dei bambini, mi spiega Madalina L., ununiversitaria rumena che incontro a Parigi, prima di precisare che non sta parlando dei pionieri comunisti in guanti bianchi, quei mini-soldati dallentusiasmo telecomandato, ma del modo in cui, sullautobus, si baciavano spontaneamente le guance dei bambini dalla faccina simpatica.
Li prendevano sulle ginocchia senza conoscerli, li coprivano di regali anche se non possedevano nulla. I piccoli erano talmente incentivati, incoraggiati, che taluni diventavano per forza dei campioni di qualcosa, come Radu Postvaru, il direttore dorchestra di cinque anni che faceva tourne in tutto il mondo. Non essere eccezionali era un dramma. E non avere dei figli era un delitto.
Il decreto 770 era una dichiarazione di guerra contro le donne. Nel 1966 Ceausescu ha dichiarato illegale laborto: voleva delle generazioni nuove, allevate nel segno della sua ideologia personale. La cosa ha funzionato per alcuni anni, i neonati di quellepoca venivano chiamati decreteii. Verso il 1973 la curva delle nascite ha cominciato a stabilizzarsi: le donne avevano iniziato a organizzarsi come potevano, anche se a partire dal 1975 era diventato quasi impossibile ottenere un passaporto per lestero. Poi Ceausescu si  messo in testa di rimborsare tutti i debiti che il paese aveva contratto con lestero e sa bene com andata: il cibo  stato razionato, nutrire i bambini era diventato davvero impossibile. Si temeva che morissero di fame, capisce? E allora Certe donne rumene avevano la fortuna di incontrare donne bulgare o polacche in vacanza nel paese, donne che erano a conoscenza del problema e che regalavano loro di nascosto delle pillole anticoncezionali. Si cercava, in qualche modo, di approfittarne, anche se non si sapeva bene che cosa fare, si Non ce la faccio a dirglielo, mi scusi. Se restavano incinte, era Arrivavano a il feto con le mani Tanti di quei morti feti sanguinolenti nelle cucine io
Madalina si concede una lunga pausa. Le propongo di continuare un altro giorno. Non cambierebbe nulla, mormora lei.
Come dirle? ripete. Come? Io dico guerra perch Erano uomini i dottori che venivano pagati per sorvegliare lutero delle donne. Erano uomini i capo-reparto che venivano ricompensati quando le loro operaie rimanevano incinte. Erano uomini i miliziani che, negli ospedali, avevano lordine di leggere le cartelle cliniche delle donne, per rintracciare quelle che erano incinte da poche settimane e impedire loro di abortire.
Sa che cosa non perdonano a voi occidentali? Nel 1974, lONU ha proposto alla Romania di presiedere la Conferenza Mondiale sulla Popolazione con il pretesto che noi avevamo saputo affrontare la crisi demografica! E Nadia, anche se non centrava nulla, fin per far parte di quel circo, di quella pubblicit incessante sul bambino modello. E lironia vuole che, quando Nadia  cresciuta, non sia sfuggita nemmeno lei ai controlli, sia stata indagata come tutte noi dalla polizia delle mestruazioni, da quei medici che ogni mese ci auscultavano sul luogo di lavoro e ci istigavano a fare figli.
Nel 1984 o 1985, non ricordo, una donna  morta dopo un aborto. La Securitate ha obbligato la famiglia a organizzare i funerali davanti alla fabbrica e il suo cadavere  stato esposto a titolo di ammonimento, di esempio. Lesempio Esponevano anche i corpi delle donne vive, come quello di Nadia: le sue cartoline erano diffuse ovunque. Morte o vive che fossimo, per loro eravamo utili in ogni caso.

Riscrittura.

Il 4 marzo 1977, alle 21.22, la citt trema. I media non filmeranno nessuna maceria, nulla o quasi di Bucarest sventrata, nessuna intervista ai fuggiaschi che serberanno il ricordo di una notte glaciale in cui il cielo era rosso sangue, quella notte in cui il terremoto trasforma la capitale in un ospizio di moribondi. Il silenzio circoscrive minuziosamente la catastrofe, un silenzio immenso in seno al quale i rumeni non hanno altra scelta se non quella di immaginare la gravit di quanto  accaduto. Decine di servizi mostrano Ceausescu chino sui feriti riconoscenti ricoverati negli ospedali. In realt, a parte le visite, Lui rifiuta di stringere la mano ai sopravvissuti ed esige che ogni cosa intorno a s venga accuratamente disinfettata.
La distruzione della citt  per il Conducator, che approfitta della catastrofe per spianare interi quartieri, loccasione per ricrearla ex novo. Perch la Romania dei contadini lo disgusta come una sozzura maleodorante. Ci che deve sparire non sono solo i villaggi contadini, ma ogni angolo di campagna nella citt di Bucarest. Lintero paese deve diventare unenorme citt senza un solo terreno libero. Pochi giorni dopo il dramma, quando ancora si sentono i gemiti di chi  rimasto sepolto vivo sotto le macerie, Ceausescu ordina linizio dei lavori di ricostruzione.
Passo in rassegna insieme a Nadia una serie di foto apparse sulla stampa rumena dellepoca: posa in compagnia di Dorina, indossano entrambe una tuta da operaia azzurro mare e sorridono allobiettivo impugnando una pala.
Ha dato una mano alle operazioni di soccorso?
No. Non ero nemmeno in Romania, cera una gara allestero. Sono rientrata alcuni giorni dopo.
Quelle foto, dunque, sono una vera e propria manipolazione! La bambina modello che collabora alla ricostruzione del paese
(Mi interrompe.)
 quello che oggi si chiama pubblicit, no? Al mio ritorno mi sono recata negli ospedali! Sa una cosa? Non andremo mai avanti se lei non si mette in testa due o tre cose. Tutti gli sportivi vincenti sono simboli politici. Fanno da promoter al sistema. Comunismo allora, capitalismo oggi. Anche da voi
(La risatina allaltro capo del filo ha un che di ironico.)
Lei sa che, anche allora, i marchi che sponsorizzavano le vostre atlete le obbligavano per contratto a truccarsi, a privilegiare gli abiti rispetto agli indumenti sportivi quando si presentavano in pubblico? Le sembra meglio, pi moderno?

Sola.

Stefania si  sentita molto fiera della figlia quando  diventata campionessa juniores della Romania: il titolo aveva per lei qualcosa di encomiabile e di salutare. Negli anni successivi, la donna ha lasciato che fosse il compagno professore a occuparsi di tutto: lei non capiva nulla di capriole, per quanto le sembrassero belle. Doveva pensare allindomani, a essere una delle prime a mettersi in coda, alle quattro del mattino, per lolio appena arrivato in drogheria. Ogni sera rientrava sfinita dopo aver aspettato per ore sotto il sole cocente la distribuzione della carne: una razione che avrebbe poi portato a casa avvolta in fogli di giornale e che sarebbe servita a pagare il medico. E, tra le altre cose, doveva finire di cucire tre pantaloni per il giorno dopo.
Ma adesso LEuropa. Il mondo. Riviste, trasmissioni televisive americane. Una bambola a immagine e somiglianza della figlia. Il Palazzo dei congressi di Bucarest stipato di dignitari del Partito, in piedi, pronti a osannare la figlia. E quelle automobili nere che parcheggiano sempre pi spesso davanti alla loro dimora per venire a prendere Nadia o per riportarla a casa da Bucarest. Automobili nere che allarmano, che inquietano, che segnalano a tutti la loro abitazione. I vicini diffidano di Stefania e lei lo capisce benissimo. A volte, quando Nadia cena con loro, il sabato sera, le sembra di scorgere nel viso della figlia unautorit nuova, qualcosa che esclude ogni confidenza e ogni perplessit. Una ragazzina abituata alle alte uniformi, alle vetture ufficiali, uninvitata di rango davanti alla quale si esita a parlareUna bambina che la fissa senza sorridere.
Non ti fidi pi di tua figlia! ha gridato Gheorghe a cena, quando lei gli ha fatto segno di tacere  stava raccontando un aneddoto scherzoso sul Compagno sentito durante il lavoro in garage. No, a questo punto non ci si fida pi nemmeno della propria figlia.
Comera Nadia Comaneci, quandera piccolissima? le ha chiesto quel giornalista, la settimana scorsa, pronunciando Co-ma-ne-ci come se non conoscesse il nome di sua figlia. E le era venuto in mente quellAm stram gram am stram gram: ti manger, far di te un sol boccone, quel Di chi  questo piedino? Di chi  questocchietto? E il pancino? E la testolina, la testolina, eh, a chi la diamo?. A volte giocavamo in giardino, io la tenevo stretta a me, tutta sudata e affannata, voleva sempre correre e fare tutto da sola  sola soletta : pettinarsi da sola, vestirsi da sola, addirittura mangiare da sola. Mentre Gheorghe raccontava tutto ai vicini  Ah sa quel che vuole, la piccola , per lui era facile lasciarsi andare alladorazione, e anchio provavo ad adorarla, ma quella bambina di tre anni con la volont di stare continuamente lontana da me, quasi per dimostrarmi la mia inutilit, a volte mi faceva venir voglia di dire: Io non la conosco, non  mia figlia.
Era come se non fosse insieme a noi, avrebbe voluto rispondere al giornalista. Lei era sola.

Malattia.

Di chi  questa coscetta? E il pancino? Nadia solleva con precauzione la T-shirt davanti allo specchio. La voglia di piangere la costringe a sedersi sul tappeto della camera, inspira profondamente per vincere quella nausea colma di tristezza. Non ha voglia. Non pi.  in preda allangoscia. La sua vita, prima implacabile come un irriducibile treno telecomandato, ora si va inceppando. Lubbidienza  solo uno dei tanti pezzi rotti o mancanti del puzzle perfetto della sua vita precedente; gli altri sono la fame permanente che le rende difficile il sonno (sognare di mangiare e svegliarsi allalba, terrorizzata per aver rischiato di mangiare qualcosa); le mani ricoperte di vesciche e di minuscoli tagli mai cicatrizzati; le cosce tatuate dal blu inchiostro delle vene; i muscoli allentati, con i tendini malridotti sempre curati a fatica con gli ormai indispensabili cortisone e codeina.
Vorrebbe estraniarsi da se stessa. Non essere obbligata a essere l quando il professore enumera, in centimetri e chilogrammi, i dettagli della sua Malattia. Sarebbe meglio essere davvero malata, costretta a restare a letto e dormire sotto una coperta che magari la soffocherebbe ma la proteggerebbe completamente dal mondo esterno. Il sonno  ormai lunico spazio in cui disfarsi per qualche ora del dolore che la opprime. Quel tradimento inaccettabile, come un montante improvviso Le piacerebbe far scomparire tutto ci  non pronuncia la parola seno , quella capitolazione che la condanna a essere come le altre: le liceali. Alle quali Dorina oggi desidera ardentemente assomigliare, quando invece, prima, erano pienamente daccordo nel giudicarle molli, molli come un rahat*! Molli al punto che vi si potrebbero affondare le mani come se fossero cuscini, belli morbidi naturalmente. E oggi le viene quasi da vomitare per essere diventata anche lei cos morbida. Brutta. Informe. Oh, quanto sente la mancanza  una mancanza atroce  del piccolo rituale che si concedeva fino allestate scorsa, la sera, quandera a letto: passarsi la mano sul ventre teso, appiattito dagli esercizi alla pertica che le facevano sporgere a meraviglia le ossa e le anche, e poi addormentarsi, rassicurata.
Mentre ora il Male avanza. La possiede, le ruba la vita passata, pian piano. Ultima comparsa della Malattia: venerd scorso, quando lei prende lo slancio per aggredire il cavallo. Tutto sembra normale. Ma nella sua corsa c qualcosa che sinterpone, un movimento ridicolo e sussultante: un cuscinetto di carne supplementare che non fa parte di lei, un corredo di cui avverte ogni tremolio, ogni cellula di grasso, ripugnante nella sua autonomia. Nadia interrompe la corsa. Esplode in singhiozzi senza sollevarsi dal suolo dove si  lasciata pesantemente cadere, scioccata per il nuovo progresso della Malattia, mentre le altre impallidiscono per loltraggio insensato di cui sono testimoni, in quella palestra dove loro non protestano e non si lamentano mai.
Un complesso apparato gestisce la sua Malattia tuttora segreta: le protezioni che le appesantiscono le mutandine, accessori che lei nasconde tra il muro e i comodini della stanza dove allinea le bambole, le coppe e le medaglie, mucchi di stoffa e di cotone macchiati. Nadia non ha il coraggio di attraversare la cucina in presenza dei genitori (compassionevoli e delusi, la loro fatina sta svanendo), con quella roba in mano da gettare nella pattumiera, come se fosse una normale componente della sua vita, tra le bucce di patate e il quotidiano del giorno prima. Aspetta la fine del pomeriggio, infila il pacchetto avvolto in carta da giornale sotto la maglietta, per poi disfarsene come di una testimonianza odiosa, buttandolo nel bidone della spazzatura sul ciglio della strada e sentendosi una criminale, con le dita insanguinate e le mutandine macchiate.
Tutti sembrano augurarsi che il problema sia provvisorio e non continui a essere, per lei, una sorta di lebbra che lassale sotto i loro occhi. E si tengono a distanza, tanto Bla quanto suo padre. Alla fine della giornata, se  soddisfatto, il coach si mette la ragazzina sulle spalle e corre per la palestra: le spalle sobbalzano per le risate, il viso si arrossa per il piacere. Non potr certo salirgli a cavalcioni per tutta la vita, si dice Nadia, osservando lui e se stessa; forse lui teme che la cosa le stilli attraverso i collant, e anche lei ha paura che con le cosce cos allargate, cos spalancate, sgoccioli qualcosa senza che lei possa impedirlo. Anche il sudore sembra diverso: la sera si annusa le ascelle, e con sorpresa avverte il medesimo afrore tenace che impregna la camicia della madre. Malata. Interiormente sciatta, involgarita. Bla, per incoraggiarla, le batte goffamente sulle scapole, come se cercasse   cos che lei pensa  un punto del suo corpo che non sia infetto. Si tratta di una fase di passaggio, le ha detto Mrta, un giorno che lha sorpresa in lacrime nello spogliatoio. Con la medicina di oggi, tutto  possibile, mia cara.
Invece no. Lei era linvincibile, e tutto ci non aveva niente a che vedere con le medaglie. Loro, appena un anno prima, erano tutte invincibili: asciutte e rapide, calpestavano il suolo correndo a perdifiato, si gettavano nella polvere, si rotolavano nellerba, saltavano nel fiume in costume da bagno, si stringevano addosso al padre, si leccavano le dita  lestate moldava le autorizzava a mangiare il gelato per cena , scavalcavano il tempo. Erano imprendibili.
Adesso, invece, il tempo ristagna. E anche lei. I suoi pensieri sincartapecoriscono. Pensieri di una povera donna di casa le cui idee sbattono contro muri sempre pi soffocanti. Quante precauzioni per evitare di essere colta in fallo. Incrocia per la strada una ragazza in pantaloni chiari e subito pensa alleventualit di una macchia di sangue. Il suo corpo si  trasformato in una macchina molle di cui teme il cattivo funzionamento. Vorrebbe solo seguire la propria strada, ma anche quella  stata modificata dalla Malattia, disseminata di problemi e di nuovi pericoli. Si volta per non attirare lattenzione degli uomini dellet di suo padre che le fissano le labbra e la bocca quando lecca il cornetto; evita locchiata avida del bidello della palestra quando lo saluta gonfiando il busto; ha addirittura notato che il padre ritrae leggermente il bacino quando si preme contro di lui e la bacia sulla fronte respingendola leggermente.
La nonna, domenica scorsa, lha sgridata perch si era allungata per terra, con la pancia appiattita contro il pavimento, in camicia da notte, per guardare la televisione: Sta seduta come si deve, non ti vergogni?, lha sgridata, mentre volgeva uno sguardo furioso in direzione del nonno, seduto in poltrona dietro di lei.
Quel pomeriggio ha saltato lallenamento, come del resto il giorno prima: era talmente stanca. Dov la mia campionessa? geme la madre. Non vorrai restare chiusa in bagno a piangere per tutta la vita? Riprenditi e dammi la roba da lavare: sei maledettamente sudata Non sar che hai uninfezione l dove sai? Adesso devi assolutamente proteggere la tua biancheria
*
Si annodano la felpa attorno ai fianchi nel caso in cui si noti qualcosa, e si alzano con cautela lanciando unocchiata discreta alla sedia, preoccupate di aver lasciato qualche traccia. Bruscamente cacciate dal loro regno, le ex bambine fluttuano tra Est e Ovest e cancellano se stesse  al loro posto, un bigliettino di scuse: Siamo desolati, ma non potranno intervenire.

Fine.

Da unauto nera targata Bucarest sono usciti due uomini. Due uomini che ora siedono nel salotto dei Comaneci. Scopo della visita: allontanare Nadia, su sua richiesta, dallUngherese e dalle sue strategie invecchiate e rudimentali che lei non sopporta pi e affidarla a un allenatore moderno, dal cognome rumeno, a Bucarest. Nadia, in questo modo, diventer pi accessibile, dato che tutti continuano a voler vedere la bambina. E far abbassare una buona volta la cresta a quello zoticone, il quale, dopo Montral, si ritiene indispensabile e si impunta, senza preoccuparsi delle conseguenze: Se non vi sto bene, venite voi ad allenare queste merdose.
I due uomini tessono lelogio della capitale, della nuova palestra ultramoderna e del liceo, di ottimo livello. Linternato tutto nuovo e la possibilit, beninteso, che lei ritorni a casa per le vacanze scolastiche. La madre si asciuga le mani con uno strofinaccio, si scusa  ha appena passato la cera sul parquet, lucido come uno specchio;  stanca delle noie che Nadia ha creato con i suoi capricci S, forse  una buona soluzione prendere le distanze dal signor professore. Proviamo. Una separazione amichevole, nessuna tragedia per nessuno, mia cara. Il padre accompagna i membri della Federazione alla porta, fiero di quel vertice ai massimi livelli, tutto per il bene della figlia e per il suo avvenire.  troppo tardi, quella sera, per avvertire Bla. Lei partir lindomani mattina. Nadia lascia un biglietto indirizzato a Dorina, che la madre dovr consegnare: Vado ad abitare a Bucarest!! Vienimi a trovare!!!! Tua Nadia.
Lindomani mattina, la luce dellalba getta bagliori allinterno della palestra, che si sta riempiendo di voci e di strilli. Le ginnaste, una alla volta, salutano Bla e affondano le mani nella polvere di magnesio prima di procedere al quotidiano riscaldamento. Tutto  gi cancellato. Il nome NADIA COMANECI sullo stipetto. Il nome COMANECI NADIA sui fogli di presenza. Stamane, prestissimo, hanno allontanato da lui senza preavviso la sua piccola  dolorosamente un po meno piccola.
Devono preparare i Campionati del Mondo. Il pianista prende posto. Una nuova ginnasta si sta riscaldando, viso scarno e corpo talmente secco da non riuscire a sudare. Gza va a sedersi accanto a lui, osservano la nuova arrivata in silenzio. Il pianista domanda: Lo sai, vero? Bla annuisce. Poi i due tacciono, lasciando che un brano di struggente malinconia, Yes, Sir, Thats My Baby, poche note di un charleston composto quattro anni prima del 1929, aleggi su di loro come un profumo ormai svanito.
Quando rileggo le mie note, lepisodio mi appare chiaro: Nadia si rivolta contro Bla e la sua disciplina, ormai litigano di continuo. Ceausescu, dal canto suo, cerca unoccasione per ridurre il potere di Bla, il quale, pur sottoposto a sorveglianza e intercettazioni telefoniche, non ha pi paura di niente, nemmeno della Securitate. La decisione  presa: lei si allener a Bucarest. Bla, provato, lascia Onesti e si stabilisce a Deva, al nord, con lintenzione di fondare una nuova scuola, una nuova fabbrica di medaglie.
Invio a Nadia questa versione dei fatti. No, mi risponde, non  esatto. Lei non aveva espresso il desiderio di allontanarsi da Onesti,  stato il regime rumeno a prendere quella decisione senza consultarla: loro detestavano Bla.
Alcuni giorni dopo il nostro dialogo, una rivista rumena pubblica un articolo che contraddice la sua versione e invalida anche la mia. Il documento, uscito dagli archivi della Securitate, menziona un ripetuto scambio di lettere tra lei e le autorit, in cui Nadia supplicava il Partito di trasferirla a Bucarest perch non ne poteva pi di Bla. E quando il Partito si oppone alla loro separazione, temendo che senza di lui inizi a perdere, lei minaccia di suicidarsi, nel caso non la liberassero da quella schiavit.
Allaltro capo del filo, Nadia tace. Alla fine, dice seccamente:
E poi che cosa ha letto? Giornali scandalistici? Non ha fiducia in me? Le sue fonti sono i dossier segreti della Securitate, non  vero?
Quei dossier ora possono essere consultati, ha letto ci che la riguarda?
No.
Un giorno lo far?
Mai. Mai. Non ho voglia di venire a sapere ci che non voglio sapere; daltra parte chi lo ha fatto  stato annichilito da ci che ha letto.
Ah Che coshanno scoperto?
Be. Tutti, o quasi tutti, per stare tranquilli, andavano a riferire alla Securitate cosa sapevano dei loro vicini. Non cera troppa scelta. Alcuni, di recente, hanno addirittura scoperto di essere stati sorvegliati dal coniuge o dai figli per conto della Securitate Allora, a chi credere? Quei dossier sono pieni delle menzogne di tutti coloro che cercavano di cavarsela senza troppi danni!
Riattacco con la sensazione che, concludendo la nostra conversazione in quel modo, lei voglia farmi dubitare di tutte le versioni che leggo, indipendentemente dalla sua.

Bucarest.

Compagno Coach:  cos che le ragazze della Dinamo chiamano il masticatore di chewing-gum inglese, non quello fabbricato in Romania che si sbriciola in tante palline nel giro di pochi secondi. Lui batte a macchina i rapporti per la Securitate in modo impeccabile. Noi lavoreremo a livello mentale: sta tutto nella vostra mente, spiega loro il primo giorno, sorridendo. Rende omaggio a Bla, ai suoi risultati e ai suoi metodi solidi, allantica, come si potrebbe tributare un elogio a un bue che tira un carretto traballante.
Nella palestra  tutto nuovo, le docce sono sfavillanti e le ragazze hanno a loro disposizione una massaggiatrice. Nadia va daccordo con Livia, la figlia di un membro importante del Partito, sempre accompagnata dallamica del cuore, che sa ridere al momento giusto delle battute e che applaude la sua amica quando  impegnata alla trave. Come te e Dorina, fa notare Livia.
Dorina le scrive due volte la settimana. Ogni gioved e ogni luned Nadia riceve quelle lettere profumate (il vaporizzatore decolora la carta e sgrana linchiostro, per cui lei le riscrive amorosamente). Dorina usa solo le maiuscole: PENSI MAI A NOI (me)? Sta affrontando anche lei le conseguenze della Malattia e trascrive tutto ci che mangia su un taccuino (Ho una FAME atroce, sapessi); va a correre tutte le mattine, alle 6, nei boschi in compagnia di Mrta e ha deciso di non sperimentare nulla di nuovo per quei campionati ( gi tanto se riuscir a infilare il mio CULONE in un body e non coprire di ridicolo tutto il paese).
La Malattia di Nadia, invece, si  addolcita. Non ci pensa quasi. Il peggio  passato. La sera, Livia la porta a ballare nei club dove ci sono pochi rumeni e molti francesi e americani. Nadia chiede di suonare In the Summertime dei Mungo Jerry e beve un solo cocktail  unassurda fedelt a Bla Krolyi.
Ti chiami Nadia, come la ginnasta? fanno quelli, increduli. Lei  come la ginnasta. La settimana scorsa un ragazzo (un uomo) lha stretta a s ballando, insinuandole un ginocchio tra le gambe, inondandole i capelli con il suo respiro caldo, senza che lei avesse la bench minima idea di come comportarsi, soprattutto quando lui le ha detto: Non fare la bambina, non fare la difficile con me. Hai delle belle chiappe, non  che a Montral hai scopato con un americano? Cazzo! Quei segni blu che hai, ti hanno picchiata o cosa?, e lei si  coperta in fretta le cosce, imbarazzata.
Di chi  questo piedino? E la testolina, di chi  la testolina che lui preme verso il basso, in macchina  per farle fare cosa? Dopodich lei si rimette a sedere, lievemente nauseata, le guance in fiamme, e lui le porge un fazzoletto perch si pulisca. Lei si concentra, si applica per non continuare a vedere in quelle posture qualcosa che pu migliorare, perfezionare. Le cosce divaricate come quelle di un pollo da farcire.  cos sgraziata, quella immobilit. Lui le allarga le ginocchia, le d delle indicazioni  S, cos, piccola, ecco , e lei cerca di eseguire al meglio lesercizio, che somiglia a unoperazione, durante la quale ti raccomandano di distenderti finch non ti hanno incisa. Quel sottile cuscinetto di grasso al quale lei ha permesso di espandersi sul suo corpo per passare inosservata, non ha cambiato nulla  lui la prende per un avambraccio e scoppia a ridere: Oh, merda, devo stare in guardia Tu saresti capace di battermi a braccio di ferro.
A volte Livia recupera un numero del settimanale francese Elle, che sua madre riceve grazie ai buoni uffici della moglie di un diplomatico, e tentano di leggerlo con laiuto di un dizionario. Gli articoli parlano di problemi di droga, afferma Livia. In Occidente assumono molte droghe, e guardano film porno in famiglia perch sono tutti disoccupati. Il cibo  inquinato dai veleni del capitalismo, soprattutto il latte delle mucche, e le donne sono meno pagate degli uomini per fare lo stesso mestiere. Le sportive, poi, sono obbligate a posare nude davanti alle telecamere per guadagnarsi da vivere.
Quando vanno al cinema, in viale Magheru, non le fanno pagare, basta che Nadia firmi i biglietti che le tendono. I suoi genitori, spiega con noncuranza a Livia, stanno firmando i documenti per il divorzio, mentre lei firma qualsiasi cosa, assegni di ogni tipo, in citt.
Nadia ha imparato di recente la formula Non ne faremo certo un dramma e lha usata nella sua lettera a Dorina, l dove, tra un racconto e laltro sullambiente pop di Bucarest, le annuncia che i suoi genitori si separano.  stata la madre a scriverglielo, per informarla. E lei si sente svuotata, scavata internamente dalle tante assenze, dalle tante cose gi finite. Come quella cartolina in vendita ovunque, Nadia a Montral, perfetta. Non esiste niente di pi adatto. Perch non alienarsi dalla propria tristezza, offrendole qualcosa dinedito? Per esempio sfogliate al formaggio fresco ripiene di uvetta, o bign al cioccolato caldo, o champagne. Qualcosa dinedito, notti troppo brevi recuperate con un sonno-coma di quarantotto ore. Ora  titubante. Si ritrae, scende dalla trave: il suo corpo  diventato una prigione anzich unarma.
Le avevano promesso che, lasciando Bla, sarebbe stata pi libera, e quella promessa i responsabili della Federazione la stanno mantenendo: il compagno Coach non prende nota delle sue ripetute assenze agli allenamenti, non controlla ci che mangia n con quali nuovi amici esce n a che ora va a letto. Non serve. Perch sul pianerottolo davanti alla porta della sua camera stazionano degli informatori.

Come se fossero dentro di lei.

I quattro agenti della Securitate che la sorvegliano, i suoi vicini di pianerottolo e anche il droghiere dove lei va a fare la spesa sono molto precisi: Nadia ha acquistato una bottiglia di candeggina marted nel tardo pomeriggio, con la scusa di dover fare il bucato, mentre ne aveva gi comprata una il giorno prima.
La bottiglia di candeggina. Un misero dettaglio tecnico, senza abbellimenti. Niente barbiturici alla Marilyn: qui ci si arrangia con ci che si ha.
Bla si rivela pragmatico quando racconta lepisodio nelle sue memorie. Eccola, la verit: Esasperata dal fatto di essere continuamente sorvegliata dalla Securitate, la ragazzina ha portato alla bocca la bottiglia di candeggina, ma come se volesse compiere un gesto di sfida, non certo per tentare il suicidio. Dopodich, per fortuna, ha risputato tutto nel lavabo, urlando. A quel punto, gli agenti hanno sfondato la porta, si sono precipitati dentro e lhanno fatta ricoverare in ospedale. Nientaltro, niente con cui lambiccarsi il cervello.
Livia, immediatamente convocata in alto loco, confessa piangendo: S,  stata lei a suggerire a Nadia di dire alle autorit che si sarebbe suicidata con la candeggina, se non lavessero lasciata tornare a casa.
Il gruppo D 12 della Securitate prende atto del passaggio al policlinico, dove Nadia  sotto falso nome e senza venire riconosciuta  avrebbe consultato un medico, lamentando dei bruciori di stomaco. Interrogato, il medico ha poi dichiarato: Quella cicciona? No, non pu essere lei!
Deve chiarirmi un po di cose, perch non riesco a venirne a capo Ha affermato di recente che la storia del suicidio era una balla, e che in realt, quel giorno, aveva bevuto dello shampoo per errore, e che tutti hanno perso la testa, lei compresa. Scusi, ma come si fa a bere dello shampoo per errore?
Lei sbuffa. Io scoppio a ridere. Passiamo oltre.
E come ha potuto, Bla, dare la sua versione dei fatti, dal momento che non era con lei a Bucarest?
(Credo di avvertire il suo sorriso.)
Ah! Bla pretende di conoscermi come se mi avesse fatta lui. Come se fosse dentro di me
Parliamo a lungo di quei sei mesi passati a Bucarest, durante i quali lei evade dal suo corpo potente per assaporare una normale vita da adolescente. Mi aspetto anche che ricordi di propria iniziativa lepisodio della scomparsa, la sua strana fuga di quarantotto ore in una Bucarest militarizzata, in stato dassedio. Giro e rigiro attorno allargomento, ma lei non dice nulla. Non insisto. Descrivo lepisodio. Glielo spedisco. Nadia non lo commenta.
 successo davvero? O  soltanto una voce, una delle tante  perch sono tante le voci che circolano, ora che la Fata vive a Bucarest.
Il presidente del Messico si augura che, per il suo compleanno, gli portino in visita la Piccola. Un condensato dellesibizione di Montral  S, sar perfetto. Laccordo va a buon fine. Ma lei non si presenta allultimo allenamento prima della partenza, fissata per lindomani. Oh, Nadia fa molte assenze, riferisce il compagno Coach agli ufficiali della Securitate.
Chi lha vista? Si passa al setaccio la palestra, nel caso si stesse allenando in qualche angolo remoto. Sinterrogano gli assistenti a uno a uno. Poi le ragazze della squadra. Gli agenti davanti al suo appartamento non la vedono da due giorni. Che sia malata? A letto, impossibilitata a rispondere al telefono? Bussano alla porta. Niente. Aprono la porta. La camera  vuota. Avvertono la polizia. Introvabile? dice, al colmo dello stupore, il ministro dello Sport e della Giovent. E perch non morta, allora? Non vorrete dirmi che quella mocciosa che qui tutti conoscono pu sparire come se niente fosse? Avvertono il ministero dellInterno. Si chiudono le frontiere del paese. Scatta, in segreto, lo stato di emergenza: lesercito fruga in tutti i quartieri della capitale. Senza risultato. Non si pu raccontare allo Stimatissimo Compagno che Nadia  scomparsa. Inventeranno unindisposizione che la costringe a rimanere in patria: dovranno partire per il Messico senza di lei.
Poi Nadia compare allaeroporto, qualche ora prima del decollo dellaereo. Il presidente del Messico lavr alla sua festa di compleanno. Sullaereo, dorme con la bocca spalancata, si sveglia per andare a vomitare nella toilette; poi scoppia a piangere e infine si riaddormenta, riversa sulla giacca della tuta spiegazzata che si stringe addosso. Si racconta che la Securitate labbia ritrovata nel letto di un cantante alla moda quasi cinquantenne. O forse era un poeta vicino agli ambienti del potere. Oppure era in un parco, in cui avrebbe passato la notte, da sola.
Decido di non farle leggere i miei appunti desunti da un documento custodito negli archivi segreti, nel quale si mette in luce come, senza di lei, Bla abbia perso la testa, abbia chiuso la scuola di Onesti e si sia trasferito a Deva. Il modo in cui era diventato lo zimbello dei giovani allenatori, perch si rifiutava di riconoscere che la Comaneci non era una sua creatura, che forse lui aveva solo incrociato casualmente la strada di Nadia.
Bla picchia le ginnaste che in allenamento cadono durante un esercizio. Dice che solo il conflitto pu far nascere dei campioni; urla, strepita Devono battersi, quelle smidollate! Proclama nuove regole: le ragazze resteranno in palestra, far arrivare i professori dalla scuola, basta con quegli spostamenti inutili, non le perder mai di vista, neanche un solo giorno. Assume unassistente incaricata di perquisire le borse e le tasche dei professori, tutte le mattine, per assicurarsi che non portino da mangiare alle ginnaste. Fino a quando Bla riceve una chiamata della Federazione: Nadia supplica che lui vada a riprenderla a Bucarest, che la porti via con s. Bla parte immediatamente.

Mostro.

Dov il compagno Coach cool, voglio fargli i miei complimenti di persona, complimenti mo-der-ni e pieni di psi-co-lo-gia!! Bla avrebbe di che inorgoglirsi se non andasse su tutte le furie per i danni gravissimi che laltro ha prodotto: da otto mesi, Nadia non si allena quasi pi  un vero disastro. Il tizio del ministero che gli sta davanti, uno di quelli che gli hanno sottratto Nadia, batte le palpebre ritmicamente, imbarazzato per essere stato costretto a nominare Bla responsabile della Nazionale per i Campionati del Mondo al posto del giovane coach.
Una precisazione, in ogni caso: il Nostro Stimatissimo Compagno vuole rivedere le stesse ragazzine che ha visto a Montral. Vuole Nadia, Dorina lintera squadra delle meraviglie! Quelle nuove non le conosce nessuno. Faccia quanto deve, professore: il paese conta su di lei
Rivedere le stesse ragazzine? Ma se sono morte, quelle ragazzine! Quali ragazzine? Quelle donnicciole volgari e scansafatiche, con la fica appiccicosa di sperma che se la menano da mesi! Fottute ce-le-bri-t! Continuino pure a farsi sbattere, perlomeno fino alla menopausa, urla Bla a Mrta, quando la ritrova a Deva. Gli restano sei settimane di lavoro prima dei Campionati del Mondo.

Mostri.

Nadia, vuoi tornare con me?
Lei piange piano, gemiti soffocati che spezzano il silenzio. Lui, per sedersi accanto a lei sul letto, ha spostato gonna e collant  gli danno fastidio. Le prende la mano, le racconta la loro vita insieme, quasi nove anni, senza fermarsi troppo su quel 10 che le stringe ancora il petto e la gola come una tenaglia: Piccola, non ti ricordi che sei gi scappata, allinizio? Mi hai piantato gi una volta, dopo che ti ho scovata nel cortile della scuola Ma io ti ritrovo sempre!
In quel modo, Bla pensava di attenuare limpatto, ma lei continua a piangere in modo inconsolabile. Vuoi tornare, Nadia? Le rif la domanda, lei tace. Tutto pare ricoperto di cenere, come una sepoltura, dopo la Malattia. Bla si alza in piedi, sembra pronto a pronunciare unorazione solenne.
Sar una tortura. Un massacro. Uninvasione programmata, centimetro dopo centimetro: scrosteranno via tutto, tutti i residui che ancora esistono, ammesso che esistano davvero. Vuoi tornare, Nadia?
Nel tardo pomeriggio, prima di andarsene, Bla saluta i quattro sorveglianti che fumano in corridoio e, quando uno di loro gli chiede: Allora? Come lha trovata?, risponde: Ti dir, ragazzo mio: la settimana scorsa, allesibizione, mi hanno detto che lei era in mezzo al pubblico, ma io non lho vista. E oggi, quando mi ha aperto la porta, mi sono reso conto che non lavevo riconosciuta! Perch  diventata un mostro, ragazzo mio, un cazzo di mostro enorme! Poi saluta lagente e si allontana, ricevendo come ringraziamento per la sua sparata una scia di risate.
Nel suo diario dellanno 1978, di cui mi manda qualche pagina fotocopiata, alcune parole sono scritte pi in grande e sono sottolineate in blu: Da domani DEVO di nuovo credere a Bla. MI VERGOGNO, mi vergogno terribilmente di essere diventata un mostro. E, ricopiata pi volte in bellordine, la seguente frase:
Non volter le spalle a ci che mi fa paura. Lo affronter, perch lunico modo per sfuggire alla paura  sconfiggerla.
Non volter le spalle a ci che mi fa paura. Lo affronter, perch lunico modo per sfuggire alla paura  sconfiggerla.
Non volter le spalle a ci che mi fa paura. Lo affronter, perch lunico modo per sfuggire alla paura  sconfiggerla.

Trattenere il respiro.

Ogni giorno, allalba, lui viene a prelevarla dalla casa adagiata sulle colline di Deva, dove lei ha preso alloggio con la madre e il fratello minore, dopo che si  rifiutata di vivere con le altre nellinternato. Fa unora di corsa e tre di allenamento leggero. Poi, di nuovo corsa, avvolta in una tuta sudatoria: seguono un massaggio, una seduta di potenziamento muscolare, mezzora di sauna e, per finire, unultima corsa. Quando prova qualche presa alle parallele asimmetriche, non riesce a stabilizzare i movimenti.
Volevi una vita normale? Be, lhai avuta: e ora sei una grossa vacca normale, e le tue cellule piene di grasso protestano! Non vogliono che tu rimanga la botte che sei diventata, le dice Bla sorridendo e appioppandole, in sovrappi, una pacca sul sedere.
La sera non riesce neanche a camminare, e sinfila a letto senza poter dormire per il dolore che sente in tutto il corpo. Sdraiata supina, si passa una mano lungo i fianchi, impaziente di sentirli delinearsi con nettezza. Affamata, si sveglia verso le 4 e aspetta che siano le 6 per farsi un t; le emicranie a fine serata le offrono un po di sollievo, poich, per alcune ore, sotto la pressione del dolore, la fame si attenua. Tutto  tornato come allora. I primi giorni del programma, Nadia ha dormito da Mrta e Bla, i quali hanno provveduto a rimetterla in carreggiata: insalata e frutta, accompagnate unicamente da acqua ghiacciata da bere a piccoli sorsi  il liquido serpeggia nellesofago, poi scende in uno stomaco talmente vuoto da sembrare trasparente.
Se fai come ti dico, ce la faremo. Bla sa. Lui che conosce esattamente cosa Nadia ha l dentro e che le preme una mano sul ventre. La vita che ha vissuto nei mesi passati a Bucarest le sembra ora una fitta nebbia di notti convulse e piaceri frettolosi. Bla indovina anche lesito dei Mondiali di Strasburgo, tra otto giorni. Niente. Forse il bronzo alle parallele, ma a corpo libero niente; perch con tutto quel grasso che le ballonzola addosso, con quei seni,  impossibile vincere qualcosa  Nadia trattiene il respiro quando lui le posa un dito sul petto coperto dalla giacca della tuta.

Forma umana.

Dopo due mesi di attesa, una troupe televisiva americana ottiene lautorizzazione a intervistare Mrta. Il giovane giornalista della ABC vuole girare un documentario della durata di circa unora, il cui titolo dovrebbe essere La fabbrica delle medaglie.
Oggi Nadia  alta un metro e cinquantasei, dice Mrta con fierezza, porgendogli alcune foto di Montral. La rivedr presto!
Quando? insiste lamericano.
Quando avr ripreso una forma umana! risponde Bla a Mrta, che gli ha girato la domanda.
Il servizio va in onda poco prima dei Campionati. Dura quindici minuti, un enfatico quarto dora incentrato su quella meravigliosa coppia di allenatori rumeni alla testa di una piccola gang di uccellini superallenati che sorridono davanti allobiettivo con le dita aperte a forma di V in segno di vittoria. Dopo la trasmissione, la Federazione di Ginnastica americana invia un messaggio di congratulazioni alla rete televisiva, ringraziandola per aver tenuto conto delle loro osservazioni: il nuovo montaggio  migliore del precedente  tutta la parte sul metodo del signor Krolyi era inutile, decisamente sgradevole.
Siamo capaci di mandare un uomo sulla Luna ma non di far muovere una ragazzina su una trave!  tempo che questo paese sappia produrre ginnaste che mostrino di quale fibra siamo fatti. Poich non beneficiamo di centri di formazione nazionale di alto livello sovvenzionati dallo stato, dobbiamo trovare il modo per imparare quello che possiamo dal metodo rumeno.
Los Angeles Times, editoriale, 1979
Incredibile quellarticolo, vero? Che cosa ne dice, Nadia? Gli americani che esprimono il loro disappunto per il fatto di non vivere sotto un regime comunista!
Sento che sta rigirando un cucchiaio in una tazza, senza spiccicare una parola.
Be Nel 1981 gli Stati Uniti accolgono Bla che  scappato dalla Romania. Tre anni dopo la squadra americana vince la medaglia doro davanti alle rumene. Secondo lei, Bla ha applicato negli Stati Uniti gli stessi metodi che usava in Romania?
Evidentemente. E ha tirato fuori delle campionesse. Nessun miracolo.
E nessuno stato danimo particolare da parte degli americani
Nadia tace, ho limpressione che sorrida.

Strasburgo.

Dicono: non  pi la scolaretta che prendeva regolarmente 10 in ginnastica e posava come una bambolina davanti allintero pianeta. Osservano: si  tagliata le trecce e ha messo da parte i nastri, le forme femminili le gonfiano la maglietta. Ma si mostrano indulgenti: la crescita  un momento di passaggio assolutamente comprensibile, dopotutto ha compiuto sedici anni. Contano: una medaglia doro alla trave, una caduta alle parallele, minor rapidit nel salto, anche se questestate, prima di ripresentarsi alle gare, ha perso cinque chili. Si stupiscono: avete visto quella portoghese che pesa solamente ventinove chili?
La ragazza terr una conferenza-stampa davanti a tutti loro. Si aspetteranno lacrime e scuse, e lei sorrider per blandirli.  una fortuna che io sia cambiata: a Montral avevo quattordici anni. Sono una ragazza assolutamente normale per la mia et. Poi, educatamente, unaddetta stampa, preoccupata per levidente delusione dei giornalisti: Avete Avete altre domande? Allora loro noteranno le sue mches bionde e, prima di passare a unaltra intervista, scriveranno in fretta sul loro taccuino, per lultima volta, quella parola tra virgolette  Nadia C., morte di una fata , mentre lei, per difendersi, protester sottovoce: Non potevo rimanere alta un metro e quarantasette in eterno No?
D loro appuntamento tra otto mesi, in maggio, a Copenaghen, dove saranno presenti gli stessi giornalisti, malgrado lattuale delusione. E sinnamoreranno di nuovo di lei. Perch  tornata la stessa. Il match Romania-URSS viene vinto di nuovo dalle rumene, ancora una volta grazie a lei. Capelli castani raccolti in trecce annodate con nastri rossi, identici a quelli di Montral: un segno. E quasi perdoneranno tutto alla ragazza, che hanno di nuovo voglia di chiamare bambina, a dispetto del suo metro e sessantuno. Si sentiranno anche colti in contropiede e persino commossi, pensando agli immensi sforzi che ha compiuto per realizzare quel ritorno: quarantacinque chili, quattro chili in meno rispetto a Strasburgo, pettorina numero 62. Si  ripresa! Lultimo giorno di gara, Nadia far autocritica davanti a tutti, quasi bisbigliando: no, non ha pi toccato zuccheri, s, ha affrontato difficolt mai viste e altre ne affronter a Mosca. E loro le riconosceranno lintelligenza di aver capito che se avesse continuato a ingrassare, senza limiti, sarebbe sparita dalle selezioni!. Laureata per la terza volta campionessa europea al Brndby Hallen, Nadia smentir chi considerava la ginnastica una somma di difficolt superabili solo da elementi brevilinei, che ignorano la paura: insomma, da bambine.
Alcuni cercheranno di rovinare la festa, ricordando il viso estenuato della sovietica Elena Mukhina; diranno che il vivaio delle russe  talmente ricco da riservare possibilit infinite. E la magrezza di Nadia, lincavo delle cosce, il suo pallore estremo? Il problema verr affrontato con lallenatore nella conferenza-stampa, e lui sapr trovare una spiegazione:  vero, Nadia non ha pi le guance da bambina: i suoi tratti, quando si concentra, sinduriscono.
Intervistata dalla BBC, le domandano: Nel 1978, lei  balzata di nuovo in primo piano. E non  pi una bambina, ma una donna Nadia risponde imbarazzata, come unalcolista pentita: S  stato il mio grosso problema. Racconta poi come abbia passato nove giorni senza mangiare, semplicemente bevendo acqua e allenandosi per perdere quei dieci chili di troppo. Si complimentano vivamente con lei, per la forza di volont dimostrata. Lapplaudono e le offrono una bambola da collezione.

Mexico, Fort Worth, Texas.

Mia cara, stamane ho ricevuto le tue ultime tre lettere e ho letto delle vostre disavventure messicane come se fosse un libro tristissimo. Forse quando riceverai questa mia sarai guarita!
Ieri ho visto Dorina, e abbiamo parlato di te. Mi ha promesso che ti guarder in televisione; come vedi, non  dispiaciuta n triste per il fatto di non essere stata selezionata: credo anzi che abbia incontrato qualcuno! Devo chiudere qui, ho dei pantaloni da finire per domani. I meli sono in fiore, questanno in netto anticipo rispetto alla stagione, noi (Le frasi successive sono minuziosamente cancellate, le parole rese illeggibili.) Qui, tutto bene. Mille baci alla mia grande campionessa.
Mamma
La casa mi manca. Tu mi manchi. Mi fa schifo tutto quanto e la cosa mi disturba. Ho mal di pancia. Sono stanca. Dormo ancora meno che a casa.
Ecco che il suo robot, la Signora Principessa Polare, come la chiama sua madre, si lagna per pagine intere, sconvolta dal fatto di sentirsi indisposta e con la nausea. Il giorno dellarrivo in Messico tutta la squadra  stata colpita da un virus. Il previsto soggiorno di quattro settimane, appositamente programmato per adattarsi in tempo al clima, allumidit del Texas e alle attrezzature delle palestre americane, che accentuano la velocit delle acrobazie a corpo libero, inizia nel peggiore dei modi.
Dopo quei mesi gloriosi, ecco ora una successione di giorni grigi, uno uguale allaltro. Tre mesi in cui Bla sanziona lo status privilegiato di Nadia, le lascia scegliere la musica adatta alla prova a corpo libero e gli esercizi che lei ritiene pi utili. Il luned non la pesa assieme alle altre, allineate in palestra, con la bocca secca per la paura di aver preso qualche grammo durante il weekend. Le propone anche di allenare una novellina di dieci anni appena arrivata. Quando lo punzecchiano per la libert che le concede, Bla risponde:  stata sotto pressione per anni: adesso ha solo bisogno di scaricare quello che ha accumulato. E la cosa funziona. Tre mesi durante i quali non prova niente e vince tutto. Anche la fame e la stanchezza non sono che seccature provvisorie: raramente si  sentita cos sottile e in forma, e passa da un podio allaltro. Le autorit le rinnovano senza discutere lautorizzazione a uscire dal territorio nazionale.
Ma ci di cui Nadia non parla nella lettera alla madre  la sensazione che le altre complottino contro di lei. Una mattina ha limpressione che una mocciosa si stia allenando a fare la sua stessa uscita. Quando si avvicina alle parallele su cui la magrolina sta provando lesercizio, la piccola balza a terra e si allontana con noncuranza. E ora quel virus. Quasi tutte hanno la febbre e, quando tentano di mandar gi qualcosa, vomitano. Sullaereo, agitate per lapprossimarsi della gara, enumerano a gran voce le tappe delle loro agonie, i chili persi dopo il Messico: meno quattro, meno cinque E io, meno cinque chili e mezzo!
Allindomani del primo allenamento in pubblico a Fort Worth, Bla, sgomento, se la deve vedere con la stampa: La squadra di Krolyi ha perso le sue punte di diamante! Ormai non sono che un mucchio di ragnetti esangui, di piccoli vampiri dei Carpazi, un esercito di fanciulle livide e affamate! Dove sono finite le deliziose e aeree bamboline che abbiamo conosciuto una volta? Nessun giornalista si  dato la pena di prendere nota di ci che Bla si  preoccupato di spiegare: quella magrezza  la conseguenza di un virus. Per questo motivo, il coach ne dovr rispondere di fronte alla Federazione rumena e al Comitato Centrale.

Endogena.

 uninfezione. Qualcosa di appena visibile fino a qualche giorno fa, che tuttavia progredisce, insediandosi nel suo corpo. Qualcosa da cui lei stessa si sente condizionata, pur comportandosi come ha sempre fatto, ossia come se non esistesse. Nadia vuole far credere di non sentire niente.
Niente, come quando, a soli otto anni, cade dalle parallele e Bla si arrabbia, le mostra uno scarafaggio che sta zampettando goffamente tra i materassi e le sussurra: Sembra te! Niente, come quando, al suo rientro da Bucarest, Bla la tratta da vacca incinta e ripugnante. Niente, come quando Bla parla con ribrezzo di Emilia, il cui viso appare ogni sera pi scavato, a forza di costringersi a vomitare: Emilia  una lavativa! Cos  pi facile che avere il coraggio di seguire metodicamente la dieta. Tanto peggio per lei!
Niente, niente da segnalare, nemmeno le caviglie gonfie delle nuove arrivate, che reclamano in infermeria la loro novocaina quotidiana. Con lo stesso tono brutale di Bla, Nadia se la prende con una ragazza che vuole dare forfait perch una radiografia ha rivelato che una delle sue vertebre  leggermente incrinata. Stringi i denti e vai: cosa vuoi che siano novanta secondi!
Lei lavora per lui. Diffonde il suo verbo.  la prova vivente del miracoloso possibile che lui professa. Ed ecco che, per colpa di quel virus, viene contraddetta nella sua stessa missione evangelizzatrice. Dopo aver sconfitto la Malattia, dopo aver eluso le prove ed essere riuscita a porre fine a quelle ripugnanti manifestazioni sanguinolente che la madre definiva a torto inevitabili, ecco ora unaltra piaga: un gonfiore rossastro allaltezza del polso. Nadia lo preme forte, fino alle lacrime, per espellere il veleno. Il polso rimbomba sordamente. Ogni volta che la piaga sfrega contro la parallela, la ferita prodotta dallanello dacciaio della fascia fermapolso si riapre. Parallele, magnesio e sudore: che bel concentrato, il trittico della sua esistenza. Al secondo giorno di prove, non riesce a piegare il braccio. Bla forza un po, lei geme  non ha mai emesso un gemito prima dora. Fa ci che puoi, cara. Lui non d ordini: suggerisce, spiega con calma a un giornalista che si mostra entusiasta dellesercizio di Nadia alla vigilia della gara.
Comincia il riscaldamento. Nadia impugna le parallele, tenta un esercizio dequilibrio ma il braccio cede e lei cade al suolo. Durante la pausa, Bla le convoca tutte nella saletta riservata alla squadra rumena. Questa volta la nostra carissima Nadia non potr aiutarci, bambine. Si volge verso di lei, seduta a braccia conserte, la carnagione livida e le guance troppo rosse a causa di unallergia alle iniezioni di cortisone che le fanno tre volte al giorno per bloccare linfezione. Grida, pianti Le compagne di squadra si sentono di colpo derubate delle piccole ruote su cui si reggeva la loro bicicletta, espropriate del loro totem: Nadia non sar con noi!  inutile che Bla assuma quel tono grave, tentando di rassicurarle con tutto il suo carisma: Potete vincere lo stesso, scorpioni miei!! Ma come? Avete paura di quelle stronzette di russe? Niente da fare, loro chinano il capo, singhiozzano. Da un punto di vista matematico, non abbiamo alcun bisogno di Nadia: abbiamo dei punti in pi. E se, per miracolo, Nadia ce la facesse, aggiunge, potrebbe vincere ugualmente! Ieri ha ottenuto degli score magnifici (e le bambine ripetono in coro: Magnifica, Nadia, magnifica.). Bla riesce a insinuare in loro lidea che Nadia pu vincere:  sufficiente che partecipi.
Ma lei scuote la testa: No, stavolta no, Bla, dice mostrando il braccio, enorme e indurito, dolorante come un dente con un ascesso. Preferirebbe che ci fosse un arbitro al posto dei giudici  sempre giudici. Qualcuno che assegni alla sua sofferenza il voto che merita e le riconosca il diritto di non partecipare. Senza il minimo dubbio.
Sei sicura, cara? Davvero? Bene. Capisco, risponde Bla, gi proteso in avanti verso i giudici. I quali alzano gli occhi al cielo. Ancora lui. Quel suo show permanente, i gesti di sfida, i pugni che leva verso di loro quando fiuta un imbroglio. Le imprecazioni. Le dimostrazioni di affetto nei confronti delle bambine quando c una telecamera nelle vicinanze. Bla consegna ai giudici lelenco delle ginnaste. Nadia risulta iscritta a tutte le prove. Il primo giudice appare sorpreso: Allora concorrer? Bla leva le braccia al cielo, prende Dio a testimone, con le lacrime agli occhi: la sua principessa  cos coraggiosa.  convinta che nel pomeriggio andr meglio. Io temo di no, ma non so cosa fare? Lho iscritta lo stesso, per principio, e per rispetto a lei, che ha dato tanto alla squadra
Il regolamento  chiaro: una ginnasta che non si presenta in pedana  squalificata. Se invece, quando annunciano il suo nome, si alza e tocca gli attrezzi con la mano, vuol dire che partecipa alla gara. A ogni chiamata, Nadia (alla quale Bla ha sussurrato allultimo momento di aver aggiunto il suo nome perch fa un effetto migliore) si alza, saluta la giuria (il semplice fatto di alzare il braccio le provoca unondata di nausea) e, davanti agli spettatori basiti, torna a sedersi. Quando tocca le parallele con le mani, una parte della sala si mette ad applaudirla e, alle sue spalle, Bla si alza e batte a sua volta le mani allindirizzo del pubblico. Dagli questa soddisfazione, piccola. Dagliela, forza! dice, finch il pubblico e lui non vengono richiamati allordine dai giudici.

Please welcome the incredible Nadia.

Che cos uninfezione?
Linvasione di un organismo vivente da parte di microrganismi patogeni che si moltiplicano. Uninfezione pu essere locale, generalizzata o esogena  ossia dovuta a germi provenienti dallambiente esterno. Uninfezione  considerata endogena quando i germi provengono dal paziente stesso. Uninfezione si sviluppa prima di tutto quando le difese immunitarie dellorganismo si sono indebolite e non riescono a neutralizzare il potere patogeno dei germi. Le difese immunitarie variano nel tempo e in relazione a vari fattori quali la stanchezza, la mancanza di sonno, lo stress, le carenze alimentari ecc. La pericolosit di un germe varia a seconda dellinoculum, vale a dire del numero dei germi che infettano un organismo. Per cui uninfezione si svilupper con maggior forza quanto pi deboli saranno le difese immunitarie e quanto maggiore sar lintensit dellinoculum.
Nadia  inoculata. A meno che non secerna il germe da sola, che non lo produca lei stessa senza accorgersene, debilitandosi a forza di lottare contro se stessa.
Qualche giorno prima, il medico della squadra parlava di un dolorino, sostenendo che la stanchezza e lo stress producono un veleno che pu essere annientato dalla forza danimo. Ma dopo la Malattia lei  troppo debole e vulnerabile. E dopo il periodo presso il compagno Coach che le ha permesso dingrassare fino a diventare mostro, si sente rammollita (Pap sa domare i mostri, cara! Battiti!). Bla le ha insegnato a battersi, indicandole sempre il nemico contro cui doveva lottare. Lha soppesata, misurata, valutata Da settimane le scruta i seni schiacciati sotto il body: Questo mese non avrai i tuoi problemi, piccola mia, puoi stare tranquilla.
A chi appartiene ci che avviene quel pomeriggio a Fort Worth? Chi prende la decisione? Chi propone quella soluzione? Chi ha interesse che la decisione sia presa? Chi non sa pi decidere, perch  abituato a obbedire?  stato Bla a obbligare Nadia?  stato lui a proporle di scegliere tra due soluzioni, una sola delle quali era praticabile. Lui sapeva benissimo che non cera scelta? Che cos una scelta? A chi appartiene quel corpo?
Un corpo che, quel giorno, alla fine, lei offre al pubblico che gremisce lo stadio del Texas, agli spettatori che la osannano quando viene annunciata la sua partecipazione a sorpresa alla trave, dopo aver dichiarato forfait per tutto il resto. E che tacciono subito dopo, perch capiscono che assisteranno a qualcosa dinedito, pi eccitante che mai: Please welcome the incredible Nadia who has just decided to/in spite of
Il suo braccio bendato  il simbolo dellexploit, il punto su cui dovranno focalizzarsi gli sguardi.
Nadia inspira profondamente. I flash, come insetti che si butterebbero a manciate nel fuoco, squarciano lombra e, per un attimo, la accecano. Doppio volteggio sulla trave. Restare concentrata per farcela. Le gambe come pennelli. Calcolare lo spazio e il peso dellaria, inventare di volta in volta un nuovo equilibrio.
Il pubblico ammutolisce: ventimila silenzi che lasciano il posto al rombo del suo sangue malato. Un gusto malsano le sale alla bocca  quarantacinque secondi:  a met. Lorizzonte si rabbuia. Nadia esegue una sequenza di salti allindietro senza laiuto delle mani; il braccio malato  immobile e appesantito. Ci siamo, sta per concludere. Prepara luscita: in testa le mulinano numeri, angoli, calcoli Deve reinventare tutto, perch ha una mano inservibile: per eseguire il salto dovrebbe premere trasversalmente i due palmi sulla trave e darsi la spinta per latterraggio; se lo facesse con una mano sola, si inclinerebbe a destra. Il battito purulento si accentua, lo sente fin sotto le gengive e i seni, finch non prende lo slancio e proietta il corpo emaciato in orizzontale, aiutandosi per precauzione con le tre dita della mano bendata.
E non cade.
Ovazione del pubblico. Lallenatore la porta in trionfo in mezzo alle altre bambine, in preda a una gioia isterica. La issa in alto verso la luce, e il bagliore la costringe a chiudere gli occhi, con il capo rovesciato allindietro. Quando sul tabellone compare un 9,95, praticamente il punteggio massimo, Nadia  gi sullambulanza che la porta durgenza allospedale di Dallas, dove viene operata in anestesia totale: linfezione si  propagata in tutto il braccio e si teme per il cuore.
Al risveglio, Nadia chiede un foglio e una stilografica, o forse lo immagina soltanto. Prende nota del punto davvio: la caduta di Rodica dalla trave. Poi aggiunge i suoi ricordi: le parole di Bla, quando ha visto Rodica a terra (Non lasceremo che le sovietiche si prendano il titolo. Ce la puoi fare, Nadia? Dimmi che ce la puoi fare). Bla, in seguito, scriver nelle sue memorie: Ho detto a Nadia: Hai mai pensato di avere degli obblighi verso la squadra? Ebbene, ne hai. Perch le piccole non hanno ottenuto alcun riconoscimento. E ti sei mai chiesta se dovevi qualcosa a Mrta e me? Tutti questi anni Se credi di s, oggi devi fare qualcosa di straordinario*
Ma come giudicare le dichiarazioni di Bla ai giudici al termine della gara: Io non le ho mai chiesto di eseguire lintero programma con tutte le difficolt! Incredibile! Su una sola mano Mi ha preso in giro: voi non vi sentite presi in giro? I giudici erano gi a disagio per il fatto di aver valutato e accettato la prestazione di una Comaneci visibilmente malata.
Attorno al letto di Nadia si muovono parecchie persone: medici, infermieri e due ufficiali rumeni. Lei ha molta sete e pare ansiosa di parlare con il chirurgo, un americano che scandisce lentamente le parole, per farle capire la gravit del suo stato. Lei si assume lintera responsabilit della propria decisione, per un senso del dovere, gli ripete. S,  proprio cos, si-gnor com-pa-gno dottore: essere unatleta per noi, in Romania, vuol dire arrivare fino in fondo, a costo di soffrire. Niente di eroico per! Una decisione condivisa con Pap. Il pap? Nooooo Scusi, dottore.
No, continua a fatica, Bla non le ha fatto correre rischi quel giorno. Lui non sapeva nulla di quei danni permanenti di cui le ha parlato il dottore:  pronta a giurarlo.
Quando escono dalla stanza, la sentono proseguire il suo monologo con la voce impastata dai calmanti: Obbedire  una MIA scelta. Tu mi fai sempre credere che posso fare tutto. E allora La scelta Io non lo so pi come perch mi sono infestata. In-FET-tata, scusa. Pi tardi, chiama linfermiera di notte: vuole linterprete, chiede di organizzare una conferenza-stampa, ma linfermiera non capisce  le porta un bicchiere dacqua frizzante. Nadia sbuffa pensando a tutte le balle che ha raccontato Bla, al suo discorso grottesco  Bla-bla-bla, ce lo devi, Nadia. Bla-bla-bla, tutti questi anni Proprio a lei, che farebbe qualsiasi cosa! Ogni esercizio, praticamente senza rete! Se non mi ammazzo, sono sempre pronta! Pap, ho dovuto inventare unaltra entrata sulla trave perch酔 Dio mio,  impossibile concludere il racconto. Le sue parole, lindomani mattina, risultano illeggibili.
Che immaginazione! Si direbbe che lei era insieme a me, quando mi sono risvegliata. Ho una cicatrice lungo il braccio, lo sa? Leggendo il suo racconto, mi  venuta in mente una cosa: quandero piccola, e la gente sentiva che mi allenavo sei ore al giorno, parlavano di me dicendo Povera piccola. Se fossi stata un ragazzo, nessuno mi avrebbe compianto. Conosce il vecchio detto: Lo sport far di te un uomo, ragazzo mio! Per le ragazze non  valido? A me piaceva quello che facevo, quante volte lo dovr ribadire? Ho scelto io di farlo.
Credo che ci che mi sta raccontando non abbia niente a che fare con Fort Worth. Ma non  importante. Non parliamone pi.

Testimonianza di Rodica D.

Gza e Bla dormivano in camera nostra e, se avevamo bisogno di andare in bagno, dovevamo fare pip lasciando la porta aperta.
Perch?
Avevano paura che bevessimo troppa acqua e aumentassimo di peso. Noi aspettavamo a tirare lo sciacquone, salivamo sul water con un bicchiere in mano e bevevamo lacqua della vaschetta. Quando facevamo la doccia, loro ci sorvegliavano: non avevamo il diritto di alzare la testa
Che cosa mangiavate prima delle gare?
Il mattino, una sottile fetta di salame, due noci e un bicchiere di latte; la sera, la stessa cosa, senza le noci.
Ha gi avuto gravi problemi di salute?
Molti! Un piede rotto, una spalla rotta e altre cose. Mi ricordo che, quando ho avuto per la prima volta le mestruazioni, linfermiera mi ha fatto un puntura; dopo, non le ho pi avute per un anno.
Che cos Ma di cosa parla? Noi eravamo coccolate! Lunico nostro dovere era allenarci. Le nostre camere erano riscaldate, pulite, e mangiavamo gratis. Lanoressia? I lassativi? I diuretici? S, per essere delle ginnaste bisogna essere leggere! Gli incidenti? Esistono, ma non cos tanti come dice Rodica: si contano sulle dita di una mano. La ragazza si dice devastata? Ma, onestamente, che parola  questa? Gli infortuni? Capitano, se una ragazza  sfortunata o poco preparata. E la sola volta che ho che non ho fatto caso alle fitte di dolore  stato a Fort Worth.
So di sorprenderla, ma le cose peggiori sono successe proprio negli Stati Uniti, perch le loro scuole di ginnastica sono private e care, e le ragazze hanno avuto subito bisogno di sponsor e di agenti  circolava un mucchio di denaro. Loro devono vincere per rimborsare le spese che sostengono i genitori. Si indebitano per anni, laggi! Linvestimento compiuto dai genitori e in pi lossessione del rendimento Kristie Phillips si sentiva colpevole per la propria pubert quando  cresciuta e ha iniziato a perdere. Betty Okino si  rotta un braccio in gara perch lhanno fatta allenare con un principio di frattura per non perdere i soldi dello sponsor! Kelly Garrison ha gareggiato con un piede rotto, davvero. E facevano tutte lo yo-yo con il peso, mentre noi, in Romania, non andavamo ad abbuffarci nel negozio di alimentari allangolo perch non avevamo soldi! Alcune ginnaste assumono dellibuprofene tutte le mattine. Altre, il giorno della gara, prendono sistematicamente degli antidolorifici.  una cosa giusta? No. Io lho gi fatto? S. Mi hanno indotta a farlo? No! Capisco quelle che si sentono devastate da questo ambiente, ma io non mi identifico in nessun modo con loro.
Posso prendere nota di questo, Nadia?
S. Sarebbe formidabile se si scoprisse che si poteva vincere lavorando pochissimo, ma purtroppo non  cos. Lei ha tutto il tempo per prendere nota  ah,  vero, sta registrando tutto, e io salto di palo in frasca, mi spiace Esiste soltanto la chimica, sa? Bla vedeva pi lontano di tutti Eravamo seguite da uno psicologo che ci faceva comporre dei puzzle per vedere in quanto tempo ci stancavamo; testava la nostra capacit di rimanere immobili davanti a qualcosa che ci resisteva. Bla invitava allallenamento persone di passaggio, le incitava a rumoreggiare, a urlare Nadia! Mariana!, per farci deconcentrare. Abbiamo persino provato a eseguire i nostri programmi senza riscaldamento, nel caso, un giorno, ci fossimo trovate in quella situazione. Eravamo pronte a tutto. Dei mostri! (Ride.)
Siccome sa che scrivo seguendo un ordine cronologico, sa anche che stiamo per affrontare il tema dei Giochi di Mosca del luglio 1980.
Se lei era abituata a ogni difficolt, allora non  possibile dare la colpa per la sua caduta del 23 luglio 1980 alle bande di soldati che i russi avevano piazzato sugli spalti e che cantavano Nadia cade, cade, cade appena la vedevano.
Che cosa? Non ricordo nulla di simile!
Be E cosa ha pensato quando, a Mosca, Bla ha dato uno schiaffo a Melita dopo la sua caduta alla trave?
Chi glielha raccontato? Pu anche darsi che sia successo, ma non ho visto nulla, avevo ben altro da fare
Attribuisce quel comportamento al fatto che Bla sapeva che, se non avesse portato a casa un ottimo risultato, avrebbero chiuso la sua scuola?
Un ottimo risultato? Che cos un ottimo risultato? La gente parla, parla Che ne sanno? Alcuni sostengono che io a Mosca ho fatto fiasco Quattro medaglie, loro per il corpo libero e la trave, largento per la classifica a squadre Ebbene? Ho ricevuto un sacco di lettere da persone che, in Romania, mi accusavano di averle rovinate e mi chiedevano di pagargli un nuovo televisore: lavevano scaraventato dalla finestra, per lo stress e langoscia dellattesa dei miei voti. Che cosa non dice la gente
Sono daccordo. A Mosca  stata straordinaria, davvero. Una teoria interessante, a mio parere,  quella secondo cui, nel 1976 a Montral, il suo aspetto innocente  dopotutto, era una bambina , sommato alla perfezione tecnica, abbia in qualche modo influenzato i giudici, come se non avessero osato cercare il pelo nelluovo davanti a unapparizione come la sua, di trasparente purezza
Purezza? Quindi le trame riguardanti i miei voti a Mosca le attribuisce a qualcosa di impuro in me, dal momento che non ero pi una bambina? Non capisco. Senta, io non sono sicura che possiamo continuare. Lei fa di tutto per intorbidire il quadro! Le zone dombra, le zone dombra! Lei mi obbliga a giudicare di continuo. Io mi rifiuto di essere il giudice di qualcun altro!
Su queste parole riattacca, irritata, e non ci parliamo pi per tre settimane. Finch ricevo una cartolina  lei  in vacanza  con il seguente postscriptum: Bla, con me, si  spinto molto lontano, ma io avevo messo in atto una difesa. Per esempio: in piscina, sapevo di poter fare quindici vasche, ma a Bla dicevo che mi sentivo di farne solo dieci, cos ne avevo cinque di riserva. Lui non  mai riuscito a spezzarmi perch non ha mai saputo dove fossero i miei VERI limiti: non glielho mai rivelato.*
Perch insiste, anni e anni dopo, a negare quello che tutti gli altri affermano? Perch prendere le distanze? Perch quelle pile di versioni ufficiali? Perch quellaccanimento a dar battaglia, a contestare la pur piccola debolezza? Tutte quelle vanterie da superdonna  Io non ho mai pianto , quella riscrittura continua di tutto ci che potrebbe farla apparire la povera piccola?
Faccio la conoscenza di un giornalista rumeno che vuole mantenere lanonimato. Secondo lui, Nadia aveva un autocontrollo estremamente sviluppato. La chiave della sua superiorit tecnica consisteva nella sua capacit di effettuare calcoli mentali ultrarapidi per correggersi e aggiustare il tiro senza interrompere il movimento.
 ovvio che sono io a richiamarla, senza alludere alla nostra discussione e senza mostrare alcun risentimento. Le comunico soltanto il mio incontro con il giornalista. E lei concorda con entusiasmo, felice di rivelarmi una piccolissima parte della sua ricetta, un segreto di fabbricazione:  giustissimo! Riuscivo a correggermi strada facendo, durante lallenamento Oh, era una cosa invisibile: raddrizzare una spalla, il portamento della testa  nessuno notava nulla!
Copriva i suoi errori con la massima eleganza, si pu dire cos?
S, esattamente. Riscrivevo tutto, ma con discrezione!

Mosca, In Memoriam.

Elena M., 1960-2006
Comaneci Nadia, pettorina numero 50 sul dorso del body con scollatura a V, avanza verso la trave. Respinge nellombra le fate e le vecchie narrazioni piene di bambine impaurite bisognose di una guida per non perdere la strada, vittime della loro leggerezza. Si accomiata dallinfanzia e riscrive lo spazio con le sue mani affilate, attraversa il vuoto come un filo di seta e disegna con il piede un grande sole rovesciato. I flash la risucchiano in unaura di sortilegio: lei sar lintoccabile. Per un attimo, mentre Nadia  impegnata alla trave, nel forum non risuona alcuna musica: lei volteggia nel silenzio assoluto. Ed  come una pausa lunghissima, la distensione del corpo: circoscrive laria con le braccia sinuose, le mani protese dietro le spalle, alla cieca, poi sferra un calcio al sole e si lancia in un salto mortale allindietro. Ed ecco che, nel momento in cui Nadia prepara luscita, balena qualcosa a cui non si dovrebbe mai pensare, altrimenti si rischia di essere catturate dal maleficio, catturate dallimmagine iettatoria della nuca che urta il legno, della testa che picchia contro una delle due parallele. Quel qualcosa che sintromette  lassenza di Elena. Elena lorfana, che gli allenatori consideravano un rincalzo e che invece a Strasburgo ha vinto tutto. Elena caduta durante un allenamento pochi giorni prima dellapertura dei Giochi. Gira voce che sia stata obbligata a ricominciare troppo presto, prima che losso si fosse del tutto rinsaldato. Non si sa nulla dellincidente, a parte questo: il salto mortale Thomas, la sua specialit, che lei effettuava allindietro (facendo gli scongiuri di nascosto dallallenatore). Un giorno mi romper il collo, signor professore. No, Elena, le ragazze come te non si rompono il collo. Le ragazze come te non finiscono in sedia a rotelle, con la spina dorsale fratturata, paralizzate dal collo fino ai piedi dopo una Super E; non devono aspettare un anno, poi due o dieci e magari altri dieci, prima di crepare alla vigilia di un Natale per i postumi dellincidente.
Nadia atterra, la gamba modellata ad arabesco dietro di lei come un lungo sospiro tracciato con il pennello. Poi, puntando in avanti il piede destro, si libera in un solo colpo di tutte le compagne morte o sconfitte, di tutti i singhiozzi delle ragazze infortunate, e allinea pacatamente  flic, flac  le carte del maleficio rivoltate. Poi, ancora una volta, saluta il suo pubblico, che  tutto in piedi, follemente innamorato, scioccato dallidea di aver annusato lodore mortifero di una maledizione scongiurata.

Un processo e il suo verdetto biologico.

Cara Nadia. Tu eri hmmmm quando facevi quel gesto con la mano, alla fine del tuo esercizio a corpo libero. Il mio gattino meccanico. Oggi Nadia ha diciotto anni, porta un reggiseno e deve radersi le ascelle, conclude leditorialista del Guardian in un articolo datato luglio 1980.
 un articolo da ignorare: manca poco che, di Nadia, si esaminino anche le mutande! Si sta davvero esagerando. Anche se, da un punto di vista razionale, non si  troppo lontani dalla verit  quella biologica. Ammettiamolo: si era sperato che lei riuscisse a passare indenne attraverso il suo sviluppo biologico. E invece, semplicemente, La bambina si  trasformata in donna, e la magia  venuta meno, come titola un quotidiano francese. Mentre un altro giornale presenta la situazione con parole leggermente diverse: La bambina magnifica  diventata donna. Verdetto: lincanto si  rotto.
Qual  la magia di cui esibiscono il lutto  un processo ormonale , con quel verdetto che seppellisce un sogno ossessivo, quello di un corpo che, quando lei salutava i giudici, non offriva il minimo rilievo, salvo i fianchi ossuti sotto il tessuto elastico. Come se la mutazione messa allindice fosse una debolezza che lei si  mostrata incapace di vincere, un affronto a chi accarezzava con lo sguardo la sua pelle vellutata, qualcosa che non  mai stato menzionato nel contratto damore stipulato tra il mondo intero e lei a partire dal 1976.

Mosca, 23 luglio 1980.

Nessun rispetto per lURSS: non ci andremo! Facce scure, dibattiti fumosi: sulle reti televisive occidentali, se ne parla molto, e con toni aspri. Si ostentano rivelazioni che non sono tali, come se si fosse appena scoperto chiss cosa, una qualche turpitudine mai vista.
Solo alcune settimane dopo lannuncio dellinvasione dellAfghanistan da parte delle truppe sovietiche, il 27 dicembre 1979, seguito dallannuncio del domicilio coatto, a Gorkij, del dissidente Andrej Sakharov, ci si riunisce per trovare un compromesso che possa accontentare lopinione pubblica internazionale e al tempo stesso onorare i contratti firmati dallindustria olimpica. Alla fine si riesce a delineare un abbozzo daccordo. Si andr, ma non si parteciper alla cerimonia dinaugurazione. Si andr, ma al posto della bandiera francese  o portoghese, o britannica, o di tutte le quindici nazioni che non possono permettersi di annullare i loro pingui contratti , si sventoler la bandiera olimpica. Quindici nazioni che, in caso di vittoria, faranno suonare linno olimpico, rifiutandosi di intonare il proprio inno nazionale in URSS.
*
Dov la mia bambola? Mi hanno rubato la mia bambola piagnucolano tutti, riuniti nel settore dei giornalisti dello stadio Lenin, dopo la prestazione di Nadia. No, non si lasceranno raggirare, non lasceranno che, al posto dellAdorabile, venga loro rifilata quellaltra. A poco a poco, la loro delusione lascia il posto a una collera agra, la collera che si prova quando singoia il boccone amaro di un passato che non c pi: la leggerezza dellestate 1976 e quel Ro-ma-nia che veniva scandito in modo vorace tra lo stupore generale, perch quel trisillabo suonava benissimo e per il modo in cui lei si stringeva lelastico della coda di cavallo  con lo sguardo vuoto, o quasi , quandera sul punto di entrare in azione. Era un giocattolo implacabile, sempre OK!
Ora c posto solo per le formalit, per il rispetto dovuto a una ex fata che viene accompagnata pian piano verso luscita, e che non si sa pi come chiamare Scoiattolo, forse? Assolutamente no. Un uccello, forse, quellalbatro dalle zampe invadenti che cade al suolo il 23 luglio 1980  unimmagine riportata sulla prima pagina di tutti i quotidiani. Il giorno in cui Nadia Comaneci  caduta. Sul dorso, la mano tesa verso un aiuto che non arriver; un corpo che ha perduto ogni grazia, ripiegato su se stesso come un misero fagotto.
Caduta ieri e stamane gi di ritorno alle parallele asimmetriche, un soldato sdegnoso che costringe il computer a prendere atto della sua bravura: 10. Non  che un sussulto prima della fine, spiegano gli esperti in tono dotto. Ma ecco un altro 10, alla trave. Lei  ancora la regina, anche se una regina bella e triste per effetto della fine annunciata (decretata e faxata ai giornali). Una regina festeggiata in fretta, prima di essere chiamata a rispettare definitivamente il verdetto, quel gioved 24 luglio.
Un verdetto emesso prima della conclusione del processo. Una caccia il cui hallal* suona troppo presto, virgole agitate da mani guantate per non lasciar traccia, e giudici che si contendono i suoi resti, gli ultimi succosi bocconi di un corpo ormai imbarazzante che fingono di valutare. Nadia, infatti,  ormai fuori tema. Lei e Nellie Kim hanno ventitr anni. La Malattia ha colpito anche Nellie, e le russe hanno ripulito la squadra delle sue stimmate, come ha fatto Bla con Nadia: basta guardare una sola ragazza nella fase terminale dellinfanzia per avere la prova che lei non ha nessuna colpa. I diciannove anni del nuovo fenomeno sovietico Elena Davydova sono un errore perdonabile, perch le sue anche sono ancora minuscole e ondeggiano come davanti a un incantatore di serpenti; getta unocchiata ai suoi allenatori che le rispondono strizzandole locchio, novanta secondi di porno infantile e malizioso.
Mi chiama la settimana scorsa,  mezzanotte passata.  a proposito di Mosca, mormora Nadia.
So che dir che mi rifiuto di commentare ci che  importante, ma per me Mosca  doamna** Simionescu. Ed  la mia ultima gara, per cui, sa, ho pensato
Si difende. Mi manipola per farmi scrivere la storia che vuole leggere lei  Ti prego, ti prego, racconta loro di Madame Simionescu. Il primo giudice, di nazionalit rumena, che  stata anche la prima maestra di ballo di Nadia bambina, a Onesti.
Non  che voglia evitare di parlare del boicottaggio Ma cosa ne sapevo io? Ci prepariamo per i Giochi, ci dicono che lOvest non si presenta perch c la guerra in Afghanistan. In ogni caso, allepoca, le americane non erano rivali degne di questo nome, e in Romania non avevamo bisogno di nessun evento supplementare per detestare le russe. Che cosa fingevano di scoprire gli occidentali che gi non sapessero?
Lei sapeva che sarebbe stata la sua ultima gara?
No Un po, forse. Ero talmente stanca. E la cosa continuava Continuavano a ripetere che ero cambiata. Certi giornalisti che lo dicevano, li conoscevo da Montral, e gli avrei fatto notare volentieri che erano cambiati anche loro!
 stata lultima volta che labbiamo vista con Bla
Sa una cosa? (Con un tono di trionfo.) Il 24 luglio ha pianto.

Madame Simionescu.

Madame Simionescu non ha alcun sentore di quanto sta per svolgersi sotto la sua presidenza di giudice di primo grado, un titolo che, in realt, non le conferisce alcun potere. Cosa si pu dire? Che quando quella mattina  entrata nella saletta dove i giudici prendono il caff prima delle gare, alcuni di loro le sono parsi imbarazzati. E il commento del rappresentante della Federazione sovietica durante la colazione non  servito certo a tranquillizzarla: Ogni Olimpiade comporta degli imperativi geopolitici.
Non sarebbe ragionevole credere a un accomodamento. Ma perch, allora, hanno fatto attendere Nadia per venti minuti e autorizzato Elena Davydova a eseguire il suo esercizio? Una vera fortuna per la sovietica, che le ha evitato la pressione di un eventuale voto troppo alto assegnato a Nadia. Perch il voto della sovietica  apparso quasi istantaneamente, un attimo dopo che ha salutato il pubblico e i giudici? Si direbbe che lhanno valutata mentre stava ancora svolgendo lesercizio.
E ora che  impegnata alla trave, Nadia non si accorge che i giudici scrivono febbrilmente con la testa china sui fogli. Che cosa stanno annotando? Perch?
Stanno passando al setaccio. Devono trovare il modo di pronunciare il verdetto che  stato gi dettato. Per un millesimo di secondo, le lunghe braccia di Nadia schiaffeggiano laria. Ha quasi perso lequilibrio dopo i salti mortali allindietro? E il suo ginocchio ha avuto un accenno di tremito durante il volteggio? Prendere nota: esitazione.
Madame Simionescu  in attesa delle valutazioni. Anche Bla attende, sereno. La sua Nadia  stata impareggiabile. Dieci minuti. Venti. Venticinque minuti di discussioni. La folla scandisce DA-VY-DO-VA allindirizzo di un gruppo di rumeni. Un omino che indossa la T-shirt ufficiale sinquieta perch si sta perdendo troppo tempo e controlla lorologio: un impressionante esempio di realismo, verrebbe da pensare, guardando i suoi gesti vistosi e irritati in direzione dei giudici in pieno conciliabolo (il tedesco, il ceco, il sovietico, il bulgaro e il rumeno). Alcuni ufficiali sovietici, assolvendo un ruolo indispensabile per la credibilit della scena, vanno e vengono con aria preoccupata. Ora lintera sala inizia a fischiare. Bla urla al pubblico di tacere, mostra i pugni  un ultimo show del pazzo invasato. Con discrezione, gli allenatori di Elena Davydova le fanno le congratulazioni, ma lei fa notare che la votazione della rumena non  ancora comparsa sul tabellone.
E ora Madame Simionescu. La donna che ha dato le prime lezioni di danza classica a Nadia. La donna che, in lacrime, sta spiegazzando i foglietti che le hanno finalmente consegnato  le valutazioni della Comaneci. No, ripete a Juri T. (lomino che sta guardando lorologio). No, non sar io a farlo. Non sar io a pigiare il bottone che ufficializzer questo voto ignobile, bugiardo, sul tabellone elettronico. Ma non si pu andare avanti se lei non convalida il risultato. E adesso sono in tanti a starle addosso  persone che non conosce  e a intimarle di essere ragionevole: Allora, cara compagna? Allora? Su Nadia sono puntate centinaia di telecamere; davanti a lei c uno schieramento imponente di fotografi con lapparecchio a tracolla, penzoloni sul basso ventre, pronti a entrare in azione. Lei  di profilo, immobile: la regina di ghiaccio che non sorrideva mai. Colei che  stata bambina, livida, di fronte agli schiamazzi volgari della massa: il verdetto, accidenti, il verdetto!
Dun tratto, lomino dellorologio si china sopra le spalle di Madame Simionescu e preme il bottone. E subito, dalle tribune si levano urla di acclamazione  DA-VY-DO-VA , alla faccia della rumena: ben le sta, hai visto com gialla? E puntano il dito sullallenatore, fradicio, il sudore che gli cola sugli occhi. Bla corre verso Juri T., gli prende le mani tra le sue, sconvolto: Come puoi, Juri? Il mondo  testimone: lei  stata splendida. Tu sei stato un uomo di sport, cazzo, Juri! Il sovietico gli mormora qualche parola confusa: Non preoccuparti,  una faccenda complicata, ma sistemeremo tutto prima del podio: le daremo un 9,90, qualcosa del genere, sufficiente per un pari merito. Bla si fa largo tra le bambine scheletriche, si dirige alla volta dei giudici, seguito dalle guardie pronte a intervenire. Non si sente niente di ci che dice a quella signora bionda con lo chignon, il giudice polacco, che sta gi rimettendo in ordine le sue cose e scuote il capo senza guardarlo. La folla esulta rumorosamente, ha capito: la bandiera sovietica viene issata impercettibilmente pi in alto di quella rumena. Bla la cerca con lo sguardo  il suo scoiattolo, la sua Nadia, sopravvissuta a un battaglione di Vere oggi finite nella polvere  ma non riesce pi a vederla, perch le stanno addosso tutti, letteralmente ai suoi piedi: attorno a lei non c pi il minimo spazio. La bambina che non sorrideva mai ora piange davanti alle telecamere e, come per un fenomeno meteorologico che si registra in tutta fretta perch non si sa se si riprodurr ancora, la voce fuori campo del reporter della NBC ripete: Piange. Piange. Oh l l, piange. Tutte le lacrime che pu piangere il suo corpo.
9,85.
Tutti quegli obblighi tollerati con ragionevolezza. Lesigenza incessante di non deludere mai si scompone su quel volto tempestato dai flash e ripreso dalle telecamere. Stiamo girando, cara. LOrdine al Merito Nazionale per lEroismo si sta sciogliendo in lacrime  Ho limmagine della Comaneci che piange , il suo corpo  il campo di una battaglia allultimo sangue che ora tutti si contendono e si disputano, a cominciare da quello la cui ombra sta sovrastando Bla, quel pi-che-Bla della Repubblica Socialista della Romania che, alla fin fine,  soltanto un altro Bla. Ora sono tutti manager, e riprendono i suoi gesti a uno a uno, la posizionano nel modo pi telegenico possibile. Le occhiaie grigiastre risaltano sotto le luci che lampeggiano sul suo volto: adesso sono tutti assiepati tra le sue gambe e gridano il suo nome come se stesse per morire: Nadia! Una parola, Nadia! Una parola, una parola

Biomeccanica di una fine comunista.

Finiti i buoni-benzina per la sua Mercedes procurati dal Partito, finito anche il modo in cui, in passato, Bla a volte decretava che chi lo sorvegliava usava un profumo nauseabondo e ne chiedeva il licenziamento  Scelgo io i miei securisti, ragazzi: se potete, evitatemi i pederasti imbellettati Quel mattino, allaeroporto di Mosca, Bla tace. Sale sullaereo per Bucarest senza nemmeno un insulto, indifferente ai suoi scoiattoli. Si torna a casa. Bla verr convocato a fine giornata allUfficio Centrale. Viene sempre convocato, a ogni ritorno dallestero, per spiegare perch hanno vinto solo loro, per esempio, o perch ha portato le piccole al balletto o al museo senza autorizzazione  stupide seccature, dettagli. Che il vecchio amico Ilie V. fa sparire con il consueto umorismo, aprendo la sua borsa marrone: Tranquillo, butta qui dentro: ti riporto tutto domani mattina, riveduto e corretto! Ilie: membro del Comitato Politico e del Comitato Centrale, vice primo ministro dal 1978 al 1979, primo ministro fino allaltroieri.
*
Al canale ABC ha parlato di Giochi manipolati? Si  fatto fregare un titolo olimpico a squadre? Perch si  fatto saltare i nervi? Nadia ha commesso due errori alla trave e lui si accanisce a vedervi una pastetta dei russi! Ecco la verit: siete una squadra di perdenti, di cattive perdenti. E la stampa americana? Quelle foto atroci delle ginnaste affamate a Fort Worth? Che cosa ne concluderanno in Occidente, che in Romania si mangia male? E le battute registrate il 7 febbraio 1978 durante una conversazione telefonica in cui Bla ha ironizzato sulle manifestazioni in gloria del Sommo Compagno in modo imbarazzante e volgare?
Bla chiede un bicchiere dacqua, mentre quelli continuano a enumerare le loro lagnanze: non ha mai avuto bisogno di elemosinare un sorso, con quel caldo  trentotto gradi. Qui c di mezzo il buco del culo di una vacca russa, compagni, ma quelli non ridono, anzi, si guardano come se le sue parole confermassero una diagnosi gi formulata. E la tirano in lungo, godendo del suo imbarazzo. Eccolo l, quasi contrito senza il suo protettore Ilie V., che  stato appena esonerato dalle sue funzioni su ordine della Pi Grande Scienziata del Mondo.
Finita la favola, finita lavventura, non resta che quel numero: 1981. Lanno in cui il Conducator decide che lo sport non dovr pi essere unattivit riservata a unlite (alle fate?) adorata in Occidente. Al paese non mancano certo giovani modeste e laboriose capaci di correre, ballare, pattinare e saltare. Si ripartir su basi pi sane e si far leva su competizioni popolari, su delle Daciadi, alle quali Tutte potranno partecipare, non solo le migliori! Basta, insomma, con Nadia, Na-di-a, NA-DI-A! Del resto, dopo la cerimonia del ritorno da Mosca, il Compagno ha preteso un disinfettante, rabbrividendo di disgusto per aver sfiorato la guancia di Nadia, coperta da una poltiglia di polvere e fondotinta spalmata per mascherare un foruncolo: nientaltro che un miscuglio di sangue e pus che denota la presenza di ormoni impazziti.
Troppe calorie! ha dichiarato la Pi Grande Scienziata del Mondo. Un pessimo stile di vita! Di cui Nadia  testimonianza, come lo  lintero popolo rumeno: i rumeni consumano 3368 calorie al giorno, mentre i tedeschi ne consumano solo 3362.  tempo, ormai, di applicare quel Programma di Alimentazione Scientifica studiato dalla Compagna stessa dopo lincidente del foruncolo. Noi insegneremo a questo popolo di scansafatiche come ci si deve nutrire; altrimenti, se continuiamo cos, finiremo per perderle tutte, le nostre meravigliose ragazzine! Il peso delle donne di questo paese, delle smidollate, delle perdenti, le rende inette ad affrontare la vita con la forza e la leggerezza raccomandate dal Compagno in occasione del suo ultimo discorso televisivo.
A PARTIRE DAL 17 OTTOBRE, IL PANE, LA FARINA, LOLIO, LA CARNE, LO ZUCCHERO E IL LATTE POTRANNO ESSERE ACQUISTATI SOLO DIETRO PRESENTAZIONE DI UN DOCUMENTO DIDENTIT E DI TESSERE SPECIALI. QUANTIT AUTORIZZATE A SETTIMANA E A PERSONA:
CARNE: 550 GRAMMI; LATTE E LATTICINI (ESCLUSO IL BURRO): 1 LITRO; UOVA: 5 UNIT; LEGUMI: 700 GRAMMI; FRUTTA: 520 GRAMMI; ZUCCHERO (PRODOTTI ZUCCHERATI COMPRESI): 400 GRAMMI; PATATE: 800 GRAMMI. CONSUMARE IL 30% DEI PRODOTTI A COLAZIONE, IL 50% A PRANZO E IL 20% A CENA. VA DA S CHE QUESTE PROPORZIONI VARIERANNO A SECONDA DEL SESSO, DELLET O DELLATTIVIT.
 Nadia che mi fa pervenire questa tabella, pubblicata allepoca sul quotidiano Scnteia, accompagnandola con un testo esplicativo: Era tutto talmente difficile Bisognava dedicare tantissimo tempo a informarsi sugli arrivi delle merci, mettere la sveglia alle 3 del mattino per arrivare per primi al negozio e prendere quello che si trovava. Non si sapeva nemmeno perch si dovesse fare la coda: si stava l, in attesa, dove stavano in attesa tutti quanti Si facevano scambi tra vicini. Mia madre immagazzinava scorte:  paradossale, ma allepoca i frigoriferi erano pieni. Mentre negli ultimi anni, dato che Ceausescu esportava letteralmente tutto, non avevamo pi niente, e parlavamo solo di ci che avremmo voluto mangiare Lei rider, ma quei nostri discorsi ossessivi sul mangiare li ho riascoltati proprio da voi, in Occidente! Tutte quelle diete, quelle raccomandazioni del ministero della Salute, delle riviste: le stesse tabelle che comparivano da noi sotto il comunismo! Be, gli stati si preoccupano sempre di ci che mangia il popolo, no?

Dossier Katona.

Il dossier della Securitate dedicato a Bla, nel quale gli agenti Nelu e Elena annotano ogni cosa, anche le sue conversazioni quotidiane con la moglie o la madre. Pagine e pagine di assurdi dettagli ottenuti interrogando i vicini, gli amici, i colleghi, probabilmente sorvegliati a loro volta da coloro che pensano di sorvegliare. Grovigli di nulla, con lidea di riuscire a tenere sotto controllo le soffiate di ognuno, finch pi nessuno, nel paese, si arrischia pi ad aprir bocca.
*
Perch non lo arrestano? Perch, tutto sommato, lo lasciano tranquillo, dopo linterrogatorio post-Mosca, e arrivano ad affidargli di nuovo la squadra per il Nadia Tour 1981 voluto dagli americani, che frutter allo stato rumeno circa duecentocinquantamila dollari? Una tourne durante la quale lei  continuamente circondata da giornalisti del suo paese. Ehi, bestione, che sorpresa vederti promosso a giornaliiiista, fa Bla, la mattina della partenza, a un miliziano che lo teneva sotto sorveglianza gi a Onesti.
 dal novembre 1976, subito dopo Montral, che Bla  quel megalomane, vanitoso, egoista, materialista che presto o tardi scapper allOvest   diventato un sorvegliato speciale. Agenti travestiti da istruttori sportivi non lo mollano un minuto. Quando Bla e Mrta non ci sono, si introducono in casa loro, la perquisiscono, lasciando poi i vestiti ammucchiati sul pavimento, i cassetti aperti. Uscendo, salutano i vicini, in modo che trasmettano il messaggio a Bla: torneranno la settimana successiva per cambiare le batterie ai microfoni. Gli tagliano lelettricit, il telefono, inducono i commessi del negozio di alimentari Mercur a dimenticare la lista della spesa dei Krolyi, convincono la maestra della scuola materna a non accettare, adducendo un pretesto qualsiasi, la loro figlioletta. Finch una mattina Bla si presenta alla sede locale della Securitate e tenta dimpadronirsi della copia delle sue chiavi, che gli agenti gli agitano sotto il naso.
Bla si sveglia tutte le notti, credendo di sentir crepitare i microfoni piazzati nellappartamento.  sullorlo dellesaurimento. Denunce anonime di ginnaste, anche di medici che gli rinfacciano gli allenamenti eccessivi imposti alle ragazze, la sottoalimentazione e anche le botte che infligge loro. Bla sospetta di tutte, ma non di lei  e perch non di lei, dopotutto? A volte, alla fine delle cene che organizza allultimo minuto, dove sono invitati tutti quanti  allenatori, giornalisti, vicini , sale sul tavolo della sala da pranzo e, ormai allalba, ubriaco fradicio, con le braccia aperte, urla Malaaaaaato in direzione del soffitto: non si sa se si rivolga a chi sta registrando tutto o se, al colmo della disperazione, desideri soltanto essere rimosso dallincarico.

Spolpare limpossibile.

Alcuni mesi prima che si verifichi quella scena  correre a perdifiato in quel corridoio dalbergo, bussare alla porta, prima educatamente, poi, in lacrime: Signor professore mi apra per favore , Nadia ne percepisce, senza saperle interpretare, le avvisaglie. Bla si fa sostituire di frequente, spesso  convocato per affari a Bucarest, riceve comunicazioni ufficiali che strappa in preda allira ancor prima di leggerle  fogli di cui Mrta raccoglie poi i frammenti in silenzio.
Una sera sono tutti e due nella palestra vuota e stanno sistemando i materassi. Bla, dun tratto, la stringe tra le sue braccia per un attimo.
 un momento che Nadia racconter per anni, come se fosse la scena di un film: lei corre nel corridoio con la moquette blu scuro e, una volta entrata nella camera, la trova vuota, vuota, vuota. Guarda dappertutto, anche dietro le porte, pi volte, anche se non aveva alcun senso, perch Bla era troppo grosso per nascondersi dietro una porta, fosse pure quella di un grande albergo americano.
Nadia non tarder molto a riprendere il controllo della fine della storia. Rifiuter di commentare la fuga di colui che, talvolta, da bambina, ha chiamato Pap, portandosi poi subito dopo la mano alla bocca e sospirando per chiedere perdono al professore.
Lultimo giorno della loro tourne a New York, Bla confida a Nadia che lui non torner in Romania; lei si scioglie in lacrime, lo supplica di portarla con s. Lui rifiuta:  troppo giovane, come pu garantirle una vita per bene in quel paese? (cos scrive Bla nelle sue memorie).
Falso, mi risponde lei, categorica. Nadia era addestrata (usa questo verbo) a non reagire a nessuna affermazione di Bla: quella distanza era una protezione indispensabile, e lei non ha mai pensato che Bla fosse davvero intenzionato a fuggire, tanto che non ha pianto, insiste, come se si trattasse di un particolare di fondamentale importanza. Lepisodio della fuga dei Krolyi appare molto difficile da chiarire.
Tutte le frasi del dossier della Securitate dedicato allaccaduto iniziano con Sembra che: sembra che Bla abbia proposto a Nadia di fuggire con lui. Sembra che gli americani abbiano aiutato Bla a scappare, erano in buoni rapporti dal 1978. Sembrerebbe che a New York i molti acquisti effettuati dai Krolyi avessero lo scopo di non destare sospetti  lo confermerebbe lepisodio di Gza che chiede alla moglie di aspettarlo allaeroporto lindomani perch  carico di pacchetti.
Alla fine riesco a mettere insieme una versione plausibile: alle 9.30 del giorno della partenza, tutta la squadra si reca in un centro commerciale a cinquecento metri dallalbergo. Bla e Mrta sono visti per lultima volta davanti a una gioielleria, dopodich si eclissano. A mezzogiorno, mancano tre persone allappello: Bla, Mrta e Gza. Alle 15, lora stabilita per raggiungere laeroporto, si allertano le autorit rumene.
Questi dettagli, tutti questi dettagli commenta Nadia, perplessa, quando mi chiama. Temo che facciano perdere di vista lessenziale! A questo punto, come faranno i lettori a capire che la decisione di Bla era stata molto difficile da prendere? Lei ha sempre viaggiato con un biglietto di andata e ritorno in tasca! Decidere di passare allOvest significava abbandonare la famiglia, gli amici, e non solo: si sapeva con certezza che familiari e amici sarebbero stati doppiamente sorvegliati. Era una decisione terribile da prendere, che comportava un enorme senso di colpa Lho capito solo nel momento in cui tutti hanno cominciato a cercare Bla. Come se mi fossi risvegliata di colpo. Mi sono precipitata alla reception, ho inventato una scusa per farmi dare la chiave della sua stanza. La stanza era vuota. Era la fine. Ho pensato che non sarei mai partita. Sullaereo le ragazze piangevano e gli agenti della Securitate erano in preda al panico: litigavano tra loro, cercavano di concordare una versione per coprirsi le spalle.
Il dossier Katona si conclude cos: la pressione esercitata su di lui dal potere, la sua reputazione in ribasso dopo Mosca e, soprattutto, il rapporto teso con Nadia, rapporto di cui il Figlio-di pretende lesclusivit, tutte queste ragioni spiegano La stampa rumena accusa Bla di alto tradimento: i suoi beni vengono confiscati e si rafforza la sorveglianza su chi gli  stato vicino, come le ginnaste della squadra.
Credo di capire che Nadia appoggi senza ambiguit la fuga di Bla, ma lei mi smentisce: Se n andato sbattendo la porta, e io, di colpo, mi sono trovata sottochiave. Ero prigioniera, anche se in casa mia. In esilio. Anche se allinterno del paese.
Ma lei, comunque, avrebbe potuto capire che sarebbe rimasto negli Stati Uniti: mi riferisco al discorso molto commovente tenuto la vigilia della sua fuga, davanti a tutte voi riunite, per dirvi che avreste dovuto continuare a lavorare duro, anche senza di lui.
Che cosa? No Chi lha detto, lui? OK
(Inspira profondamente.)
Le ho gi spiegato: s, il giorno prima, nel corridoio dellalbergo, mi ha fatto capire che sarebbe rimasto negli Stati Uniti, ma io lho preso per uno scherzo, una specie di provocazione.
Una provocazione? Ha creduto che lui si sforzasse di convincerla, come facevano quegli agenti della Securitate che confidavano ai colleghi la loro intenzione di scappare per spingerli a confidarsi a loro volta?
Nadia non risponde alla mia domanda. Abbassa la voce, si ricorda qualcosa dinteressante: una telefonata ricevuta nel momento in cui lei risale in camera per prendere la valigia (in quel momento, gli allenatori sono introvabili e li cercano dappertutto).
Quella donna  non ho idea di chi fosse  mi ha detto che mi contattava per conto di Bla, per sapere se volevo restare negli Stati Uniti con lui o rientrare. E io, naturalmente, ho riattaccato!
La ascolto con la strana sensazione che il filo del racconto mi stia sfuggendo, che si tratti di una storia falsa  non ci credo: quel dettaglio privo dinteresse sembra fatto apposta per aggiungere un pizzico di suspense a un film di spionaggio di serie B. Nadia si sta mettendo in scena. Allestisce le scenografie e imbocca i personaggi, perfeziona il testo che ciascuno deve recitare. Il suo testo resta terribilmente breve, o addirittura inesistente: quel testo da fata maldestra che sente ruggire spettatori, giudici e presidenti quando si azzarda a pronunciare qualche parola  parole sempre diverse da quelle che loro desiderano ascoltare. Come quel E allora? detto a Bla quando lui cerca di farle capire che non torner mai pi in Romania. Le parole di unadolescente stanca, indecisa se lasciarsi commuovere dalla partenza di chi si sente un padre e che lei preferisce chiamare un manager.
Le versioni sintrecciano, rivaleggiano luna con laltra per prendere il sopravvento; Nadia cerca di barcamenarsi. I giorni successivi non le invio nulla  per proteggere il racconto dai continui tentativi di riscriverlo, forse. Mi rimangono poche date da ricordare, poich, dopo il 1981, la Romania si chiude completamente al mondo dei media; non ho quasi nessuna documentazione per le Universiadi del 1981 e per il suo ritiro dallo sport, che nel 1984 dar luogo a una grande celebrazione. Per questi argomenti, dipender in tutto e per tutto da lei e dai suoi ricordi.
Sa che Samaranch mi ha decorata con lOrdine Olimpico?
La rassicuro: i titoli onorifici saranno tutti elencati, racconter il modo in cui il mondo intero lha celebrata. Fatto sta che, da quel giorno, le nostre conversazioni, i nostri scambi, tendono a scemare. Sicuramente anche per colpa mia. Per esempio, quel giorno non oso parlarle del mio disagio. Che cosa le dovrei dire? Mi sono imbattuta, su Internet, nel suo nome abbinato a quello di Nicu C., il Figlio-di, e ho trovato riportata pi volte la seguente espressione: Idillio forzato. Come porle la domanda? Che cos un idillio forzato?
Nicu C. lavrebbe torturata. Le confiscava lo stipendio perch lei dipendesse da lui. La esibiva agli amici. La voleva a sua disposizione, a qualsiasi ora. Aveva imbottito lappartamento che le aveva regalato di microfoni ultrasensibili: nessuna parola da lei pronunciata poteva sfuggirgli.
Gli aspetti pi sordidi della relazione tra Nadia e colui che i rumeni chiamavano in segreto il Reuccio sono stati resi pubblici dopo il 1989. A meno che la versione accreditata non sia quella dei vicini del Reuccio, i quali, intervistati dai giornali scandalistici rumeni, hanno recentemente dichiarato: Nadia, al volante della Fiat che lui le aveva regalato, veniva a fargli visita allimprovviso nella sua villa di Sibiu perch era ossessionata dallidea di sorprenderlo con altre donne. Era gelosa. Perfida.
Di chi  questo corpo, e questa testolina, nel 1981? Questo corpo che si contendono Bla e il Figlio-di, il quale esige una sorveglianza rafforzata per Nadia: Voglio essere sicuro che non incontri altri uomini.
Nicu C.? In una e-mail scrivo questo nome senza aggiungere nientaltro, convinta che lei rifiuter di rispondermi. Invece mi chiama la sera stessa.
Sa, era banale!
Banale? Ho letto alcune testimonianze e
S. Vede,  quello che voglio dire: era il ritratto tipico del pretendente patologicamente geloso, quello che ti segue ovunque e fruga nel tuo appartamento e nella tua agenda. Solo che era ministro e aveva pi mezzi di un giovane qualunque: un intero esercito di agenti segreti a sua disposizione! Dopo Montral, era ossessionato da me
Lascio che mi racconti svariati aneddoti su Nicu C. che gi conosco. Tutti gi riferiti dalla stampa. In sostanza, non mi dice nulla. E io non chiedo nulla. Siamo in autunno. Da quando mi sono lanciata in questo progetto, la frequenza dei nostri contatti potrebbe essere raffigurata in un grafico nervoso e assurdo: a volte abbiamo scambi ripetuti  tre o quattro volte nella stessa giornata , ma, quando lei non  daccordo con quanto le ho appena letto, possono passare anche tre settimane senza sentirla, come se volesse punirmi.
Rinvio il momento della telefonata o dellinvio della e-mail, divento sensibilissima al suo tono di voce, ai suoi silenzi, alle sue rimostranze. La sera, quando vado a letto, ripenso alle sue stoccate, come quella che mi infligge il giorno in cui affronto il tema dolente dellinfanzia sacrificata delle giovani ginnaste: Sacrificare la propria infanzia? Ah Che cosa mi sono persa esattamente, di tanto fantastico? Andare a sprecare tempo nei caff? Fare shopping? Uscire con dei ragazzi prima di essere pronta a farlo? I videogiochi? Che cosa si fa, tra i sei e i sedici anni, che io mi sono persa? Se avessi avuto una vita normale come la sua, oggi che cosa sarei?
Vengo relegata sempre pi spesso nel mio ruolo di persona normale, quellambito a cui lei mi condanna come quando si mostra a un bimbo insopportabile dov la sua stanza, in modo che vi sparisca una volta per tutte. Perde la pazienza, mi interrompe di continuo; i capitoli che le spedisco le sembrano soggettivi, e considera la mia visione delle cose frutto dei clich sulla Romania: Se potesse evitare parole come abiti scuri, strade grigie E poi, la pianti di dar credito alle testimonianze di Gza per mettere insieme il suo libro. Pensa che sia stato un informatore della Securitate anche lui?
Io taccio e prendo nota. La sera guardo vecchi video di lei alla trave, muta e precisa: Nadia Comaneci spolpa limpossibile come si scortica un nemico.
Al mio risveglio, trovo questa e-mail, brevissima: A proposito della nostra conversazione su Nicu C.: non  mai stato un mio fidanzato. Per favore, non usi questo termine, quando parla di quello che c stato tra noi. Grazie.

Fiction meccanica.

1981-1989
Lintero paese  un set: si sta provando senza tregua, non si sa nemmeno pi che cosa si stia provando, ma si continua a provare. Il testo ufficiale  immutabile,  come se si fosse al suo interno  del resto  proprio cos. Si trova citato ovunque. Lo recitano alla radio, lo proclamano alla televisione,  scritto sulla prima pagina dellunico quotidiano. A ogni angolo di strada, nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche, nelle universit e anche l, in una festa tra amici, alcuni si improvvisano maestri suggeritori del grande film, pronti a chiederti la battuta se di lidea di voler improvvisare. Si recita davanti ad attori vuoti come te: ti guardano negli occhi, senza crederti, e quando tocca a loro parlare, non gli credi neanche tu  le parole ti attraversano come un brutto sogno, come un orologio impazzito che fa ruotare le parole attorno al tempo.
Si recita davanti a Due Spettatori Supremi  la Pi Grande Scienziata del Mondo e il Compagno , invariabilmente ebbri dello spettacolo di un corpo di cui loro costituiscono il cervello, instancabili nellapplaudire quel paese che hanno sognato e realizzato a loro immagine. Tra scenografie scadenti  i negozi di alimentari vuoti, i cui scaffali vengono riempiti unora prima del loro arrivo , la coppia presidenziale elargisce strette di mano davanti ai fotografi invitati a quelle visite a sorpresa (cos le chiamano). E dato che non si trovano pi n salame n carne n formaggio, se ne dispongono sugli scaffali copie in plastica. Si applaude al loro passaggio, e loro fingono sorpresa alla vista di una tale abbondanza.
Ma si sono mai visti degli attori costretti ad applaudire? In quale momento si  capovolto tutto? Quando hanno smesso di essere attori? A meno che non siano mai stati attori, ma solo spettatori obbligati ad assistere allo spettacolo interminabile dei due vecchi istrioni, impegnati a mettere in scena il loro pubblico. Tutto si confonde. Il fatto  che negli appartamenti fa un tale freddo  un nuovo decreto emesso da poco ha abbassato il limite del riscaldamento a quattordici gradi, mentre nelle aule scolastiche ce ne sono cinque  che si dorme sempre meno. Ci si sente deboli per la scarsit di cibo, si accusano vertigini, si perde lorientamento persino nella citt in cui si vive, in questa citt-scenografia: a Bucarest, riscritta e ritracciata di continuo, sinciampa, come tanti sbandati. Ci si perde dove si  sempre vissuti. Si chiedono informazioni  Mi scusi, dov via Majakovskij? , e nessuno si accorge di quanto sta accadendo. Le strade hanno cambiato nome: il nome di quel poeta  stato censurato perch ritenuto troppo pericoloso  uno che ha impiegato il termine oscurit, quando invece stiamo attraversando un decennio di Luce, caspita! Si parla di un parco in cui si torner in primavera: Ma di quale giardino parli? Si insiste: S, ci siamo trovati l per un picnic in autunno Attorno al tavolo gli altri indicano il soffitto  come a dire, ci stanno ascoltando, taci. Il parco non c pi, era vecchio, e la statua dello scrittore evocava troppo tristemente il XIX secolo: al suo posto sorger tra breve un palazzo moderno, tutto comfort. E la chiesa dove siamo andati a Pasqua?  stata spostata, pietra dopo pietra. Non si armonizzava con la nostra citt, che sar presto una citt futurista, moderna come la Corea!
*
Lei ha le vertigini. La mattina, quando si prepara ad allenare gli juniores, Nadia ha limpressione che tutto ci non potr resistere un giorno di pi. Aprir la bocca e la sua paura, ormai allo stremo, si rovescer su di lei. Rimangono i gesti. Mostrare agli allievi come ci si tiene in perfetto equilibrio. Ma anche i gesti cominciano a logorarsi, come un linguaggio meccanico che non ha pi senso. Una sera abbandona la palestra nel bel mezzo di un allenamento: le Universiadi avranno luogo tra tre settimane, e lei non vuole  non pu  concorrere senza Bla.
Perch sei cos nervosa, mia cara, che coshai? Troverai una soluzione delle tue, se pensi che si vedr la differenza, sbotta il Reuccio, basta che chiudi con le chiappe allindietro Di, piantala ora, non muoverti

Nobel.

1982
Di fronte al grave rischio di distruzione che minaccia lumanit, io, Nadia, e noi sportivi rumeni, nello spirito della Romania socialista forgiato dal presidente Ceausescu, instancabile combattente per la pace e la comprensione tra i popoli, impediremo una nuova guerra mondiale e assicureremo la pace in Europa e nel mondo intero!
Appena pronunciata lultima parola, Nadia fa educatamente un passo indietro, come le hanno insegnato durante le prove. Il Compagno  gi davanti a lei, saluta la folla. La Pi Grande Scienziata del Mondo si avvicina al microfono ed esclama con veemenza: Dobbiamo smantellare tutte le armi nucleari del mondo: cos come abbiamo rovesciato il fascismo e buttato fuori i russi Fa una pausa studiata. Noi ristabiliremo la pace in Medio Oriente!
Decine di ragazze invadono il palco e danzano attorno alla coppia, cantando appassionatamente. Nadia, dietro le quinte, aspetta di sapere se hanno ancora bisogno della sua presenza.
Avrebbe potuto rifiutarsi di partecipare a quelle cerimonie, a quei discorsi retorici per aiutare Ceausescu a ottenere un ipotetico Nobel per la Pace? chiedo a Luca L., storico. Certo, risponde, proprio come noi, semplici allievi. Se sbagliavamo qualcosa nel corso delle prove, se balbettavamo, ci davano il benservito. Sarebbe bastato che lei sbagliasse. Solo che lei non sapeva pi sbagliare niente, aggiunge Luca, pensoso.
Mesi fa. Ho appena inviato a Nadia il passo che riguarda Vera Cslavsk e lei mi assicura che il brano le piace, ma il suo respiro, allaltro capo del filo, mi sembra stranamente accelerato, soffocato. Insisto:  sicura, Nadia, che vada bene?, e lei finisce per rispondermi cos, pian piano: Deve amarlo davvero molto questo personaggio Capisco: Vera  stata talmente eroica.
Registro sempre le nostre conversazioni, per non alterare le sue confidenze. Quelle frasi le riascolto pi volte. Riascolto il suo silenzio. Uninquietudine tale che io stessa comincio a non sottovalutare il suo grado dinnocenza, forse. Poi mi resta in mente questa frase: Si pu essere prigioniere pur essendo apparentemente libere Pronto  ancora l?

Il Circo della Fame.

Anni fa, quando il presidente Carter in visita in Romania espresse il desiderio di vedere la Piccola, in Piata Socialismului si teneva un mercato. Vecchie contadine, i capelli avvolti nei foulard, con gonne lunghe e larghe sporche di fango, vendevano mele asprigne dalla forma sgraziata. Il centro della citt non pu assomigliare a un accampamento di zingari! tuon il Compagno.
Oggi, la Piata Socialismului si trova al centro di un nuovo viale alberato che il Compagno ha ordinato che fosse pi largo degli Champs-lyses  anche se  questione di pochi centimetri, una decina. I palazzi dalle facciate di alabastro che fiancheggiano il viale sono riservati agli alti dignitari del Partito, gli ampi marciapiedi possono accogliere migliaia di bambini che cantano sventolando bandiere. Gli architetti hanno riservato uno spazio al mercato coperto. Un miraggio di legumi, frutta, carni, salumi e specialit regionali, formaggi della Transilvania o del Maramures, perch i rari turisti non devono vedere le vetrine vuote. Dalle 4 del mattino, ogni giorno, si fa la fila per essere i primi a comprare ci che  esposto in sovrappi, ossia i pochi alimenti messi in vendita per il semplice fatto che la loro mancanza non modificher laspetto delle bancarelle. Questo posto dove si contempla ci che probabilmente non si manger mai lo chiamano il Museo, il Circo della Fame.
Il paese, mi spiega Radu P., un giornalista, si era trasformato in una fiction alla quale nessuno credeva pi Bisognava continuare a fingere. Gli anni Ottanta sono stati un incubo da teatro dellassurdo. Nel 1983 ogni proprietario di macchina per scrivere doveva dichiararne il possesso al commissariato: a coloro che rappresentavano un pericolo per la sicurezza dello stato o comparivano nel casellario giudiziario la macchina per scrivere veniva sequestrata! E la censura: squadre speciali della Securitate avevano stilato una lista delle parole proibite nei romanzi, nei film e nelle canzoni. In particolare, quelle che evocavano la fame o il freddo, considerate una diretta allusione ai decreti di Ceausescu. Non si aveva quindi il diritto di scrivere: Sinfil un maglione perch si sentiva rabbrividire! Tutto veniva letto e riletto: censuravano anche le etichette dei barattoli di conserva. Sempre in quegli anni inventarono una nuova categoria di persone da sorvegliare: le persone senza precedenti
Per noi, che allinizio degli anni Settanta avevamo goduto di un periodo di relativa apertura, durante il quale avevamo quasi creduto alla possibilit di un cambiamento, la situazione era molto pi dura da sopportare. Se solo fossimo stati invasi dai sovietici Ma non and cos: il virus era dentro di noi, dovevamo combatterlo da soli.
Fatico, aggiunge Radu, imbarazzato, a perdonare agli occidentali il continuo sostegno a Ceausescu, glielo confesso. Era una cosa curiosa, tra laltro, persino intrigante, anche se era la destra ad appoggiarlo con maggior forza, Le Figaro tra gli altri. Sicuramente perch Hersant*, come del resto Georges Marchais**, era un invitato di rango alle sontuose partite di caccia che Ceausescu organizzava nei Carpazi
Nadia si mostra evasiva quando la interrogo su quegli ultimi anni: le sue risposte somigliano a sentieri tortuosi.
Mi  venuta in mente una cosa quando ho letto la parola set: i teatri! Erano pieni, sono sicura di aver visto pi opere classiche di lei! In sala si gelava, ma in casa era lo stesso, e poi, volevamo vedere, ascoltare dei bei testi Gli applausi quasi non si sentivano perch indossavamo i guanti. E in sala, ovviamente, non mancavano gli agenti della Securitate intenti a vigilare. Quando Amleto dice C del marcio in Danimarca  successo qualcosa che non dimenticher mai: lattore ha fatto solo una piccola pausa dopo marcio, ma lha fatta  e noi labbiamo capito (oh, se labbiamo capito!) e abbiamo applaudito: una vera ovazione, tutti in piedi, tutti emozionati. Aveva espresso in quel modo ci che non si poteva dire. La battuta, nella replica successiva,  stata censurata! Ricordo anche di aver assistito con mia madre a una recita di Romeo e Giulietta, dove gli attori avevano modificato il finale (sbuffa): nella versione rumena, Romeo e Giulietta non poterono suicidarsi, perch nel paese cera penuria anche di veleno!
In casa faceva un freddo spaventoso: si viveva  e si dormiva  indossando il cappotto. Avevamo diritto solo a lampadine da 15 watt, quel chiarore giallo scuro che dominava ovunque anche in citt. Avevo una tale paura che mia madre si ammalasse Erano ghiacciati anche gli ospedali e non avevano di che sterilizzare gli strumenti.
Vede, non sono io a delineare il ritratto, che tanto teme, di una Romania tragica!
Nadia ride piano allaltro capo del filo; sulla scrivania del mio computer, una foto di Montral  la piccola comunista che non sorrideva mai. Poi lei aggiunge: Detesto avere freddo, ne sono ossessionata ancora oggi. Per, malgrado tutto, mancano delle cose alle sue descrizioni Cose che oggi non esistono pi.
Per esempio?
Non vorrei in alcun caso che si pensasse che minimizzo quello che  successo ma Come dire? Eravamo insieme. Contro un nemico comune. Non ci siamo mai fatti mettere i piedi in testa. Vede, dovevamo aiutarci a vicenda, organizzarci: le persone, per andare a fare la spesa, si passavano i bambini, perch i bambini avevano diritto a razioni supplementari di latte e carne. E so che le sembrer una prova di superficialit, ma fare la spesa prendeva tanto di quel tempo che in quelle occasioni si rimorchiava: prima di andare ci si truccava, ci si profumava. I vecchi facevano comunella, si portavano una seggiola pieghevole, da camping, e giocavano a carte. Dettagli, lo so Ma sono davvero solo dettagli, oppure era un modo per sopravvivere? E c anche unaltra cosa, nessuno gliene parler perch non fa colpo, ma se riuscivamo a vedere un film straniero, perlopi francese, be, vivevamo lesperienza come una specie di obbligo morale: sentivamo di doverlo raccontare in lungo e in largo a tutti gli amici, imparavamo a memoria le battute migliori, memorizzavamo i costumi, tutto, per condividere quella gioia.
Pu farmi avere una lista dei suoi ricordi degli anni Ottanta, del suo vissuto quotidiano? chiedo a Nadia, la quale mi risponde con un sospiro. Lei  proprio incredibile, dice. Ne abbiamo parlato mille volte Poi, siccome insisto, sussurra, acida: Non le faccio lelenco dei bei ricordi, so che non le interessano!
Una decina di giorni dopo, ricevo quanto segue:
Mi dispiace, sono elencati alla rinfusa. Collezionavamo le carte da regalo e gli imballaggi occidentali: pi erano colorati, pi erano ricercati. Cucinavamo di notte perch era lunico momento in cui non mancava il gas. Lanno in cui i canadesi hanno fatto un casting per linterprete del mio ruolo nel film che ricostruiva la mia biografia, non ho avuto lautorizzazione a uscire dalla Romania per recarmi sul set. Le conserve di mandarini cinesi sciroppati (nei primi anni Ottanta tutto proveniva dalla Cina). Guardare la televisione bulgara anche se non si capiva niente, perch non sopportavamo pi i nostri programmi patriottici: la conduttrice del telegiornale strizzava locchio e diceva Buongiorno in rumeno! Cernobyl: ci dissero che sarebbe andato tutto bene, che sarebbe bastato lavare con la massima cura la frutta e i legumi (credo che anche da voi fosse lo stesso). E unultima cosa, che forse  fuori argomento, pazienza: non riesco a capire come le persone, oggi, possano desiderare di essere localizzate di continuo con i loro iPhone

Educatore di bambine killer.

1984
Ormai evitiamo di parlare del Figlio-di, che la accompagna ovunque, come lestate in cui, contro ogni aspettativa  Nadia  fuori dalle gare da quattro anni  viene autorizzata a recarsi ai Giochi Olimpici di Los Angeles. Il Reuccio guida la delegazione rumena, di cui lei rappresenta il fiore allocchiello, poich lo scopo di Ceausescu  presentare il figlio nella veste di alleato dellOccidente, laddove lURSS e la maggioranza dei paesi del blocco filosovietico boicottano levento per vendicarsi del boicottaggio occidentale dei Giochi Olimpici di Mosca. Nadia  autorizzata a salutare Bla da lontano, ma non a rivolgergli la parola.
Non le dico che i giornalisti rumeni con i quali ho rapporti professionali sono convinti che lei, oggi, tenti di far dimenticare la sua imbarazzante familiarit con il potere facendosi passare per vittima del Reuccio ( falso, non si fa passare per vittima: semplicemente, non ne parla). Sono in contatto con un professore universitario, una giornalista e anche un vecchio pope  persone che allepoca vivevano a Bucarest : tutti concordano sul fatto che lei continuasse a essere un simbolo, ma di che cosa? Troppo stupida per scappare al momento giusto, quando avrebbe dovuto e potuto farlo! O troppo furba, pronta ad approfittare dei vantaggi che il regime le offriva. Pensi che nel 1982 pronunci ancora il famoso discorso sulla Pace! Troppa opacit Tutti, comunque, concordano sul fatto che Bla K. Si  sistemato per bene, da vero marpione.
Un marpione che, lanno del suo arrivo negli Stati Uniti, fa prima il domestico e poi il portuale. Che impara linglese guardando Sesame Street in televisione e parlando con il suo capo che lo tratta da comunista figlio di puttana. Un vero marpione che tutti i weekend batte i centri di ginnastica degli stati vicini, con in tasca una foto di Nadia  una sorta di lasciapassare infallibile. Assiste agli allenamenti, prende nota, storce il naso davanti agli allenatori esterrefatti: no good.
Due anni dopo, Bla  proprietario di una sfilza di macchine e di una scuola privata.
E i genitori americani sono disposti a tutto: ricorrono a mutui e prestiti pur di sottoporre le figlie al giudizio di quel tipo losco, che  tuttavia uno specialista in materia. Piuttosto vendono la casa, abbandonano il lavoro. Non lascio niente dintentato: rigiro sempre ogni pietra per vedere che cosa c sotto, assicura loro, tamburellando sulla testolina delle bambine. Di questa sciacquetta, dice, saltellando pesantemente e fingendo di boxare contro un nemico invisibile, far una bomba anticomunista! We will wiiiiin!
Allinizio, Bla teme i sindacati e le leggi americane: Qui ci vuole una licenza anche per fare lidraulico, ringhia. Tutto  regolamentato, controllato: non  che la legge contro il lavoro minorile verr applicata anche per le quaranta ore di allenamento settimanale delle bambine? E il divieto per i minori di acquistare alcol o sigarette chiede agli sponsor, molto interessati alla sua iniziativa. Non  che gli aiuti da lui consigliati rientreranno in quella categoria? Ma no, lo rassicurano, gli antidolorifici alla codeina o le iniezioni di cortisone possono sempre essere considerati misure mediche. Quanto alle intere bottiglie di lassativo bevute dalle piccole prima di essere pesate pubblicamente, be quella  considerata una scelta loro: dopotutto hanno il diritto di affermarsi. Quelle bambine hanno del potenziale, sono miracolose!
Lo stato americano non sintromette: resta educatamente sulla soglia in attesa del prossimo miracolo. La soglia in questione  quella della palestra nella quale Bla allena Mary Lou Retton, una giovane ginnasta che descrive alla stampa come pi potente di Nadia: una killer e che, non a caso, vince il titolo olimpico nel 1984.

Chiss.

Chiss, chiss Chiss perch il suo nome  sistematicamente radiato dalle liste. Chiss perch non  autorizzata a uscire dal paese. A ogni invito dellOccidente si risponde che Nadia, purtroppo,  molto impegnata, e non potr essere presente. Di sicuro, immaginano che lei abbia intenzione di raggiungere Bla. Ma non avrebbe potuto farlo allora, quando invece  rientrata in Romania?
E adesso eccola, tutta rigida come una bambola rinsecchita, in camicetta e calzini immacolati, in piedi sul gradino pi alto dello stadio, accanto al fuoco acceso allinterno del rettangolo in falso marmo chiamato a simboleggiare la colonna di un tempio della Grecia antica. Eccola, vestita di bianco, come le atlete che stanno rientrando a centinaia, marziali, dalla cerimonia delle Universiadi di Bucarest. Eccola tendere la fiaccola verso il cielo, mentre cinquecento bambini intonano in coro: VI-VA NA-DI-A!
Ma quanti anni ha? chiede il giudice francese ai colleghi, mentre lei volteggia a corpo libero sulle note di un brano musicale che accompagnava le sue gare. I rumeni hanno perso la testa! Cos questa buffonata? Dopo il doppio salto mortale ha rischiato di cadere:  assolutamente patetica, questa uscita vista mille volte dopo Montral! E chi sono i suoi allenatori? Nelle mani di chi , adesso, la Comaneci?
Nel settore riservato agli atleti, Maria Filatova alza gli occhi al cielo, esasperata dagli hurr, mentre Nadia si toglie le protezioni dai polsi senza neanche dare unocchiata al tabellone elettronico  che, laboriosamente, compone la scritta 10,00 come un vecchio rimbecillito ricompenserebbe la figlia troppo cresciuta con zuccherini stantii. Un altro 10! Tutti applaudono  quattro minuti di applausi scroscianti, come specificato nelle istruzioni ufficiali, anche se in questi ultimi mesi, per ragioni di sicurezza, gli applausi sono preregistrati e ogni cerimonia si svolge in playback.
Nella grande sala-stampa sono presenti tutti i media internazionali. Nadia sta per fare una breve dichiarazione, ma non risponder a nessuna domanda:  molto stanca e anche molto, molto occupata. Per un po, non parteciper alle gare. Spero che i titoli che ho gi vinto mi diano gioia. Che mi restituiscano una carica nuova. Di cui ho bisogno. Per le prossime competizioni internazionali. Alle quali parteciper, forse. Chiss Gira la testa verso il Figlio-di, seduto in disparte, sembra un occidentale allultima moda (jeans Levis, pullover shetland beige a girocollo, sigarette Lucky Strike).
Lei si infila la tuta sui pantaloncini troppo corti. Lintervento  terminato: la stanza viene illuminata dai flash, ma ecco che cambia idea, si china sul microfono, i giornalisti tornano a puntare il registratore nella sua direzione  non aveva finito! Chiss, mormora Nadia, chiss, chiss

La polizia delle mestruazioni.

Chiss! Bla sapeva che, senza la sua protezione, lei sarebbe diventata molto, molto occupata? Occupata, impegnata e in prima linea quasi tutte le sere: il Figlio-di la fa sedere sulle sue ginocchia nel corso di cene e cocktail e amoreggia sfacciatamente con lei davanti ai membri del Partito e ai rappresentanti delle varie ambasciate, muti e imbarazzati; mima una penetrazione contro il suo corpo immobile, hmmmm, lei  cos disponibile: vien voglia di infilarsi fin dentro al cuore della regina Una disponibilit assoluta, signori, e una confortevole leggerezza di materiali: brindiamo alla Sportiva dellAnno, che puzza meno di sudore da quando non fa quasi pi sport!
Nadiiiia, fa il Reuccio, contorcendosi in modo grottesco e parodiando laccento americano. Dillo ai telespettatori: quando avrai una figlia, Nadiiiia, vorrai fare di lei una ginnasta come te, eh?
Quella notte sogna che qualcuno vuole metterla incinta usando la forza e che lei serra le cosce per impedirlo; il mattino dopo  malata, ha la nausea. Sorride senza rispondere: lemicrania e il sole che esplode in cielo opprimono latmosfera e i suoi occhi. Da quanti anni tutti vogliono che lei metta al mondo una figlia? Ha un tale mal di testa  non berr pi, promette a se stessa , e a novembre compir venticinque anni: da allora pagher la tassa riservata ai single senza figli.
Ogni mese i medici della polizia delle mestruazioni le spalancano le ginocchia. Introducono tre dita inguantate di latex. Dita che frugano, pizzicano. Niente amanti? Hai problemi sessuali? Quando hai avuto lultimo ciclo? Hai gi pensato ai tuoi doveri verso il paese, agli obblighi che hai verso di noi? Be, ne hai. Perch il Compagno ti ha consentito di vivere una vita favolosa in tutti questi anni. Per cui, Nadia, fa qualcosa: offri il tuo contributo allavvenire del paese.

La malattia diventa un affare di stato.

Come qualunque altro capo di stato, anche Ceausescu disponeva di un gruppo di professionisti incaricati di scrivere i suoi discorsi. I quali, per glorificarlo, componevano odi ditirambiche e davano una forma accettabile anche ai suoi decreti pi deliranti. Dopo il 1989  stato loro chiesto come riuscissero a scrivere quei testi e al tempo stesso le loro opere, opere che in tal modo speravano di pubblicare pi facilmente. Uno di loro ha risposto cos:  un po come in Occidente: chi lavora nei settimanali o nella pubblicit, per esempio, incensa alcuni prodotti senza crederci. Noi facevamo lo stesso.
PREAMBOLO AL DECRETO
I METODI DI CONTRACCEZIONE CHIMICA PROVOCANO MALATTIE GRAVI, TALI DA CAUSARE ANCHE LA MORTE. ESSI SONO PERTANTO PROIBITI. LA PRATICA DEL COITUS INTERRUPTUS RENDE IMPOTENTI. NON ESSERE SPOSATI  MOTIVO DI SOSPETTO. AVERE RAPPORTI SESSUALI TRE O QUATTRO VOLTE LA SETTIMANA  PROVA DI UNA VITA NORMALE. NUMERO OBBLIGATORIO DI FIGLI PER DONNA: CINQUE.
DECRETO
TUTTE LE DONNE DAI 18 AI 40 ANNI DOVRANNO SOTTOPORSI A ESAMI GINECOLOGICI MENSILI SUI LUOGHI DI LAVORO ONDE ACCERTARE UNEVENTUALE GRAVIDANZA. QUELLE CHE MANIFESTERANNO I POSTUMI DI UN TENTATO ABORTO SARANNO PUNITE CON IL CARCERE. LE DONNE CHE SI RIFIUTANO DI AVERE FIGLI SARANNO ANCHESSE PASSIBILI DI DETENZIONE. LE DONNE CHE HANNO CONTRATTO MALATTIE IN SEGUITO AD ABORTO NON SARANNO AUTORIZZATE A RICEVERE LE CURE OSPEDALIERE. SE SOSPETTATE CHE LA VOSTRA VICINA ABBIA ABORTITO O ABBIA AIUTATO ALTRE AD ABORTIRE  VOSTRO DOVERE RIFERIRCELO. AVERE E ALLEVARE BAMBINI  IL PI NOBILE DOVERE PATRIOTTICO!

Addio.

6 maggio 1984
Esiste un filmato della cerimonia. Il conto alla rovescia del servizio televisivo dedicato alladdio della grande ginnasta scorre sullangolo sinistro dello schermo. Il tutto non dovrebbe durare pi di dieci minuti. Piccoli cerchi leggeri e dorati lampeggiano pian piano sul cartellone elettronico, poi vanno a formare la scritta NADIA. Le bambine hanno terminato la loro danza, e ora fanno da damigelle donore a colei che si appresta a pronunciare un discorso  una volta concluso il suo ultimo passaggio alla trave,  tornata a indossare la giacca bianca della tuta.
Prende il foglio che le tendono, conosce bene la grafia dello scrittore che le prepara i testi ufficiali. Uno che va a capo spesso, in modo che lei possa prendere fiato.
A partire da oggi, comincia. Ma non c virgola. Come pu prendere fiato un attimo? D unocchiata al seguito: A partire da oggi. E poi un altro A partire da oggi: il testo  una tiritera senza virgole, una poesia senza spazi bianchi battuta a macchina su una carta sottile e trasparente. Si ferma per cinque secondi. Non aveva previsto di tacere tanto a lungo, ma sta cercando la virgola; ha creduto di vederla, invece no, la virgola saltella tra le parole scelte per lei per unultima volta, rimbalza da una allaltra, zero virgola zero zero Rialza lo sguardo e lo rivolge al pubblico: sono tutti in piedi, senza parole. Sembra che Nadia trattenga il respiro di tutte le quindicimila persone presenti nellimmensa palestra.
A partire da oggi non garegger pi. A partire da oggi non mi esibir pi. A partire da oggi nessuna delle emozioni particolari che
Rialza la testa, il suo sguardo commovente ti fissa fino allultimo zero, gli occhi segnati da un tratto di matita. Pian piano dalla sua gola riaffiora il respiro  un sospiro leggero. Lei tace, ed  finita.
Lunico modo per evitare i malintesi, le interpretazioni, mi dice,  evitare di pronunciare parole che possano essere fraintese. Per cui ho taciuto. Molto.
Cera una volta una storia, la storia di cui spedisco scrupolosamente i capitoli, uno per volta, a colei che ne  lattrice e la spettatrice. Lei prende nota, giudica, esige la revisione di alcuni passi, oppure approva. Tiene nella sua mano la mia che scrive il racconto, incoraggiandomi a credere corretto ci che a volte non lo   lei lo sa benissimo.
I nostri dialoghi si fanno difficili. Temendo le sue reazioni, nascondo degli incipit come questo, peraltro anodino, la testimonianza di una giornalista rumena: A quel tempo, nel 1986, lei tirava avanti, era un po in disgrazia: Ceausescu non ne aveva pi bisogno, ed era furibondo per aver perso il Nobel per la Pace. Per noi, lei faceva parte di unaltra epoca, lepoca doro Era un periodo lontano, se nera parlato talmente tanto. A volte veniva in redazione, si beveva un caff insieme. Gli articoli sui di lei erano pochissimi: Aurelia Dobre e Katalin Szab erano pi interessanti. Nadia non era autorizzata a lasciare il paese; la spiegazione ufficiale era: Affetta da stanchezza nervosa. Era ingrassata, si diceva che bevesse.
Durante una nostra conversazione notturna, una sera in cui ho appena letto pagine e pagine sulle trame spaventose della Securitate, le risposte evasive di Nadia non mi convincono  non riesco a credere che lei non sia stata testimone di nulla. Insisto, certamente troppo, come se mi rivolgessi a un bambino ostinato. Finch lei non mi riattacca il telefono in faccia. Per poi richiamarmi subito dopo, come se il bambino fossi io. Mi dispiace. Scusa, Nadia.
Come vuole che io Io non ne so niente! Lei sarebbe in grado di raccontare le pratiche dei servizi segreti del suo paese? Sono migliori? Pi puliti? In realt, lei ne sa pi di me sulla Romania, non  vero? Con tutta la documentazione che ha raccolto Sa che, dopo la Rivoluzione, nonostante i dossier pieni di pseudo-rivelazioni, la maggior parte dei responsabili della Securitate  stata completamente riabilitata? In breve, sono stati rimessi ai piani alti del nuovo potere. E lei sta leggendo proprio le loro pseudo-rivelazioni!
A volte rifiuta paragrafi senza che io capisca il perch, come  accaduto per il brano che segue.
Ha un appuntamento a Piata Universitti con Dorina. Quando si incontrano, si scambiano soltanto frasi pacate, una conversazione lineare. Vogliono costruire una parentesi di normalit, astrarsi da quelle strade che si svuotano dei passanti ogni volta che un corteo di vetture nere e luccicanti sfreccia a cento chilometri allora per via Victoriei  il Compagno con il suo seguito. Evitare di finire come gli altri, che vivono nel ricordo dei cari estinti: fermagli, mandorle, elastici per capelli, caff Comera il profumo delle salsicce al coriandolo e degli involtini di cavolo sarmale che si cucinavano prima di Pasqua, ti ricordi? E i cetriolini allaneto nei grossi barili delle drogherie? E i dolci al formaggio bianco, spolverati di zucchero a velo? Basta, allo zucchero a velo non ci voglio pi pensare, questo no.
 arrivato settembre. Il caldo si  attenuato, si  fatto indulgente  addio alla canicola feroce di agosto. Nadia  seduta presso la fontana, gruppi di studenti discutono davanti allingresso del metr. Alcuni la scrutano, ma non sono sicurissimi che sia proprio lei, la ginnasta. Un quarto dora, mezzora: Dorina non arriva. La cabina telefonica  occupata. Su una panchina l vicino, tre vecchie si confidano le loro cose; una di loro liscia con il palmo della mano un sacchetto di plastica vuoto e lo piega come un tovagliolo  lo riporr di certo in un cassetto fino a che non le torner utile. Una giovane donna la indica alla bambina in uniforme blu mare che tiene per mano  la piccola si volta distrattamente, senza fermarsi. Altri studenti stanno uscendo dalluniversit e si raccolgono presso la fontana; sulla piazza i capannelli di persone si fanno sempre pi numerosi. Sono sicuramente impegnati a parlare di niente, ma con la massima circospezione.
Niente in presenza di persone che non si conoscono bene, e niente anche in presenza degli amici. Ma niente non  mai niente del tutto, e dalle parole autorizzate affiorano sempre venature dironia. Non diverse dai sorrisi furtivi che ci si scambia pensando a un romanzo censurato ed esilarante sui due orribili Vecchi Compagni di cui ci si passano i brani ricopiati a mano (da alcuni mesi le fotocopiatrici della facolt sono sorvegliate incessantemente). Alcuni studenti si accalcano attorno a Dan che sta raccontando nei dettagli il film americano Cercasi Susan disperatamente, proiettato il giorno prima, allalba, in un vecchio parcheggio in demolizione.
Nadia li osserva. Una ragazza piega il viso verso la cenere rossa della sigaretta accesa di unaltra: la sua camicetta lascia intravedere un reggiseno trasparente, la sua pelle  fresca e pulsante. Lei aspetta Dorina, che ormai non verr pi; dopodich rientrer nellappartamento che condivide con la madre e il fratello. Una successione di giorni piatti senza il minimo evento degno di nota: ecco cos la vita nellet adulta.
E a quel punto lei lo nota:  solo anche lui come lei e sembra valutare se sia il caso di avvicinarsi al gruppo. Forse conosce qualcuno dei ragazzi. Lui staziona qualche istante nelle vicinanze, tenta di socializzare con loro, di introdursi, ma quelli lo scacciano con un gesto brusco, senza nemmeno guardarlo. Lui si allontana, impaurito, in direzione di altri, che gli girano a loro volta le spalle: la consapevolezza imbarazzante dalla propria minuscola solitudine Si direbbe il suo primo giorno di scuola in un nuovo istituto: il cane solitario che non si decide ad ammettere di non conoscere nessuno, e cerca, cerca, passando in rivista tutti i cani che incontra. Nadia si alza dalla panchina, va a piangere pi in l, intristita da quello spettacolo.
Come posso inventare fino a questo punto, mi domanda, nonostante gli ampi margini di libert che mi concede?
Inoltre, sono cose prive dinteresse, aggiunge, irritata. Io le ho solo raccontato di essere rimasta colpita dai cani randagi; il ragazzo che lei ritrae, invece,  una figura tragica, sul serio.
No, il suo aneddoto  bello, le dico, insistendo perch accetti di lasciare nel libro quellistante di vita quotidiana di cui mi ha parlato alcune settimane fa, dopo che si era sentita sconvolta dalla solitudine di un cane.
Passo oltre.
Ho letto che nel 1987 cerano delle persone che senza farsi vedere attaccavano al collo dei cani randagi dei foglietti con slogan anti-Ceausescu; e ho letto anche che lattore che interpretava il ruolo di Ceausescu in una commedia musicale a volte si faceva insultare e sputare addosso per strada. Li ha avvertiti, allepoca, quei segnali premonitori? Ha intuito che qualcosa stava per accadere o sarebbe potuto accadere?
E, nellistante stesso in cui pronuncio quella frase, me ne pento. Nadia  scappata dalla Romania quindici giorni prima della caduta del Compagno. Di conseguenza,  probabile che non abbia colto alcuna avvisaglia. Anche se un giornalista francese, annunciando la sua fuga, ha affermato che lei aveva certo indovinato che il vento stava per cambiare, visti i suoi legami con il potere! Ha subodorato la fine del regime e ha preferito fuggire per evitare di essere messa alla gogna (29 novembre 1989).
Devo fermare il racconto nel momento in cui Nadia si d alla fuga e striscia per una notte intera nel fango e nel ghiaccio di una foresta della Romania occidentale, verso la frontiera ungherese? La fuga del simbolo, delleroina che perpetuava senza volerlo il film di colui che declinava il marxismo a modo suo?
Devo fermare il racconto nel momento in cui le versioni divergenti dei fatti finiscono per creare una divisione tra noi? Ha ragione Nadia? Ha ragione lei che, a pi riprese nel corso del nostro dialogo, mi ha rimproverato di essermi troppo documentata, ma senza conoscere la realt della Romania, di non aver osato andare oltre la visione stereotipata, occidentale, di un paese comunista da incubo?
Se le  venuta voglia di scrivere la mia storia,  perch ha ammirato il mio percorso. Ebbene, io sono un prodotto di quel sistema. Nel suo paese non sarei mai diventata una campionessa, i miei genitori non ne avrebbero avuto i mezzi: per me tutto  stato gratuito  le attrezzature, lallenamento, le cure! Sa che solo nel 1988 la squadra olimpica della Romania era composta per oltre il cinquanta per cento da donne, mentre la squadra francese ne contava meno del venticinque per cento? Durante gli anni Novanta era politicamente corretto odiare il nostro passato, come se sotto il regime comunista non ci fosse stato niente di buono, come se noi non avessimo un passato! E invece siamo esistiti anche noi! Abbiamo persino riso! Amato! Non cera pi farina?  vero. Vestivamo tutti ununiforme? Vero! Vero! Non prendevamo certo in giro i ragazzi che non portavano la felpa firmata: i vestiti erano ve-sti-ti, e non simboli! Oggi tante persone che hanno let dei miei genitori scappano dal paese per venire a mendicare da voi, e si sa benissimo come vengono accolte:  proprio lei che me lha detto, come vengono accolte da voi le ragazze dellEst. Ho riattaccato prima di Nadia. Ho lasciato riposare il racconto.
Se un giorno passa da queste parti, ne riparleremo; altrimenti,  possibile farlo anche via e-mail, mi ha gentilmente risposto in inglese, alcune settimane fa, una ex compagna di squadra di Nadia, lunica del team rimasta a Onesti  la citt che oggi ha una palestra e un liceo intitolati a Nadia.
Cosha da dire, oggi, una ginnasta che non  diventata Nadia C.? Qual  la sua versione della storia? A Iuliana V. e a quelle poche persone con le quali comunicavo da mesi via e-mail, ho ritenuto giusto scrivere per avvertirle del mio arrivo a Bucarest, dove avrei soggiornato per un periodo di tempo non ancora definito. Ed ero gi in Romania quando ho ricevuto una e-mail da Nadia con questunica domanda: Perch le  venuta voglia di scrivere il libro?

Intermezzo.

Ottobre 1989, Bucarest
Un momento di abbandono trasognato, la fronte incollata al vetro dellautobus che si ferma per far salire un paio di controllori. Lei non ha il biglietto, ma ripete fiduciosa il suo nome, poich il controllore pi giovane non ha capito la sua risposta: Comaneci, Nadia. Sono Nadia! Lui si guarda bene dallalzare la testa, e continua a scrivere con cura cognome e nome di quella donna bruna seduta da sola in fondo allautobus umido, accanto alla somma che la passeggera dovr pagare.  la sua collega a strappargli di mano il foglietto di carta e a farlo a pezzetti in tutta fretta.
Lepisodio  citato da diversi biografi come lincidente scatenante della sua decisione di fuggire dal paese.
Dicembre 1989, Vienna, Ambasciata degli Stati Uniti
Era assurdo. Inimmaginabile. Da alcuni giorni era data per scomparsa, ma si sapeva che era scappata. Ed ecco che la vedo entrare nellambasciata: una donna giovane, in jeans, con i capelli corti  l per l ho pensato che fosse un uomo. Ero addetto allaccoglienza. Lei si  fatta avanti  non lo dimenticher mai, davvero: solo a raccontarglielo mi vengono i brividi Lammiravo talmente, anche mia figlia la adorava: dopo i Giochi Olimpici di Montral faceva limitazione di Nadia in giardino.
E lei mi dice: Sono Nadia Comaneci. Chiedo asilo politico.
24 gennaio 1990, Los Angeles, Beverly Hills Hotel
Primo piano sulle sue gambe fasciate da un collant nero brillante, i tacchi delle scarpe  scarpe normali  appaiono consunti; Nadia suona alcune note di Per Elisa al pianoforte. Gli occhi sono cerchiati da un tratto tremolante di eyeliner, il rossetto rosa fucsia sbava dal labbro superiore. Le sarebbe piaciuto essere l per uccidere Ceausescu in persona, confesser poi, fingendo dimpugnare un revolver, con le dita dalle unghie laccate  Shoot! Bang, bang!  e corrugando le sopracciglia.
Il giornalista le fa segno di raggiungerlo sullampio divano e infila una cassetta nel videoregistratore. Lei si sente percorrere da un brivido. Si mantiene seduta composta, ipnotizzata dalle immagini di se stessa a Montral, quella bambina pallida che, sullo schermo, cinguetta davanti ad adulti stupefatti: Io sono Nadia!

Parte Seconda.

Onesti-Bucuresti.

Scende la sera. Ho viaggiato tutto il giorno in pullman da Bucarest; lhotel di Onesti nel quale ho prenotato  deserto e ogni camera  grande quanto una suite. Iuliana mi ha dato appuntamento nella hall  poi andremo a casa sua, che  proprio accanto allhotel. Mi ero immaginata una donna amareggiata, invece si rivela energica, calorosa e pragmatica: ha preparato ogni cosa, come se avessimo i minuti contati. Sul tavolo della cucina ha disposto un libro illustrato del periodo comunista e un album di fotografie stracolmo di ritagli-stampa  il cammino della squadra dei miracoli.
Lei su che cosa sta scrivendo, esattamente? Sulla ginnastica rumena in generale o su Nadia? Sa, io la conosco dalla scuola materna, mi dice, indicando una foto di loro due allet di sei anni. E sono la prima a cui ha telefonato, quando  scappata dal paese.
Lalbum con i ritagli-stampa  la versione illustrata della storia che sto tentando di ricostruire da quasi un anno.
Bla e Mrta, appena trentenni, chini su un gruppo di bambine abbigliate come tanti chierichetti, sedute sui banchi di scuola. Bla e le bambine a Parigi, davanti alla Tour Eiffel.
Questa storia del torneo di Parigi, com andata?  vero che Bla ha affrontato gli agenti di sicurezza del Palais des Sports? Iuliana alza le spalle, poi mi porge un piattino di dolci alle mele: La squadra era divisa in due: io ero a Roma, non posso dirle niente.
Le piccole agli sport invernali  Iuliana che stringe i fianchi di una Nadia sorridente su una slitta. Poi al mare, entrambe con una palla in mano, palliducce e magroline.
Sa, deve annotarselo. Tenga, ecco una stilografica, la sua scrive male Bla mi ha insegnato a sciare, a nuotare Allestero, se cerano delle cose da vedere, lui ci portava, voleva che ci facessimo una cultura. Ci faceva da guida turistica! Era molto pi di un semplice allenatore, un
Un coach?
Un padre. Peccato che ci abbia lasciato per le americane Oggi, qui, non abbiamo pi i mezzi per allevare delle campionesse e i privati sono restii a investire. Non abbiamo pi allenatori, n i medicinali che consentano di curare rapidamente le ragazze infortunate, come prima. E poi oggi chi farebbe tanti sacrifici per una cosa da poco, in fondo? Nel 2004 abbiamo vinto i Campionati Europei, ma la nostra campionessa  stata costretta a vendere le sue medaglie in uno show televisivo per comprarsi un monolocale; altre hanno posato per Playboy Le ragazze, oggi, sognano di diventare top model. Noi, invece, volevamo essere imbattibili.  cambiato tutto con la caduta del Muro, anche per le ginnaste Oggi, in gara, devono presentarsi truccate, anche a dieci anni. Lustrini, rossetto, costumi sciancrati, pi sexy. Si ricorda i nostri? Non esattamente lo stesso stile, vero? Ha preso nota? Prenda ancora un dolcetto! Non mi ha chiesto niente di Nadia: le interessa qualcosa in particolare?
S, rispondo, quando finalmente riesco a infilare una parola nel suo discorso-fiume. E, a questo punto, recito a memoria ci che ho preparato durante il viaggio  domande faticose e mal formulate, alle quali lei d risposte brevi, che mi sembrano studiate in anticipo. E dalle quali non ci pu essere niente da imparare n da scoprire.
Unaltra cosa, aggiungo, per rivolgerle una domanda ingenua che mi tormenta da mesi. Nadia aveva una o pi amiche intime con le quali poter condividere qualcosaltro, oltre alla ginnastica? Lei non me ne ha mai parlato
Iuliana mi sorride, fa una pausa, poi risponde: Quando aveva sette anni, forse s. Dopo, cosa vuole?
Vuol dire che non aveva tempo? O che suscitava troppa invidia?
Iuliana minterrompe, agitando le mani come per spazzar via le mie parole: Non potevamo essere invidiose di lei, ci che faceva Nadia era troppo lontano dalle nostre possibilit. Noi eravamo la sua brutta copia. Quasi tutti i ritratti che ho letto di lei si concentrano sui risultati, ma non esiste uno sportivo che non voglia vincere! No, lei, come dire? Lei voleva guadagnare terreno su Noi siamo state solo delle brutte copie di lei, e non sto parlando delle medaglie Forse  anche per questo che Nadia le interessa? Poi, senza aspettare la mia risposta: La cosa che mi stupiva era che i suoi genitori non venivano a parlare con Bla alla fine del trimestre. Cera solo Nadia, di fronte a lui. Solo lei a tenergli testa. E lui ladorava. A volte avevamo limpressione che fosse lui a seguire ci che proponeva lei, e non il contrario! Nadia non doveva fare nulla per piacere. Quando, da bambina, la rimproveravano, lei diceva che aveva gi abbastanza da fare per combattere i mostri  non ho mai capito cosa intendesse con quella parola. Ma  stata in contatto con lei, immagino, quindi queste cose le sa gi tutte. Ci guardiamo senza parlare, inghiottite dalla penombra della stanza. Iuliana mi sorride.
Deve andare a vedere la palestra e la statua, mi consiglia, quando mi alzo. Mi sarebbe piaciuto mostrarle io stessa la sala, ma  sabato, e al giorno doggi le piccole non si allenano pi durante il weekend  noi invece lavoravamo sette giorni su sette!
Ci salutiamo. Lei promette di inviarmi via e-mail la ricetta dei dolcetti alle mele.
Lindomani mattina seguo litinerario che Iuliana mi ha indicato: il fiume con il letto di ciottoli, la fermata dellautobus. Dopo lallenamento eravamo talmente esauste che ci era impossibile rientrare a piedi  e Nadia abitava a trecento metri Una statua di bronzo che necessita di un intervento di pulizia annuncia lingresso del parco: raffigura le mani di una ragazza, sospese leggere tra il prato e il cielo; sotto sono incisi i nomi delle sette bambine della squadra, un monumento in omaggio alle piccole soldatesse svanite con let adulta.
La palestra ha laspetto di una grossa tartaruga assopita: le losanghe di vetro fendono lazzurro scrostato delle facciate. Faccio il giro delledificio, finch un giardiniere mi si avvicina e mi chiede di allontanarmi.
Dopo Onesti mi dirigo verso Bucarest, dove trascorro una settimana. Nella capitale incontro tre giornalisti, due dei quali avevano seguito i Giochi di Montral. E uno scrittore. Ciascuno di loro mi suggerisce altri possibili incontri  Conosco qualcuno che Mi reco a feste, incontri, pic-nic, frequento bar Tutti si stupiscono del tempo meraviglioso di questo inizio aprile. I miei ospiti affrontano largomento che propongo loro con rispetto   proprio un bellargomento , anche se i pi mi raccontano episodi che conosco gi. Non ho alcuna domanda da porre. La mia, infatti, non  uninchiesta. Mi viene voglia di scrivere a Nadia, mi manca il nostro dialogo, ma ci che tento di comporre assomiglia pi alla lettera di scuse di unamante contrita e ambigua: Non sto imparando nulla, Nadia, di quanto lei vorrebbe che io sapessi, glielo assicuro. Non intendo scoprire, contrariamente a quanto lei ha insinuato, i lati oscuri del suo racconto; intendo semplicemente ricostruire il suo percorso non riscritto, compresa lei stessa.
Mi aggiro per Bucarest, le sue strade addolcite dalle rotaie dei tram, la notte che scende tra le case, una massa dolce e scura appena tradita da rari lampioni dal chiarore arancione, talmente offuscato da nascondere lirregolarit dei marciapiedi. Imbocco viali immensi, vedo palazzi costruiti negli anni Settanta dalle facciate scure, viali che sfociano in una larga piazza occupata da un gigantesco negozio H&M quasi vuoto. Seduto a terra, un pope tende ai passanti una coppetta adorna di falsi brillanti rossi, blu e verdi; ai suoi piedi c un piccolo cartello con scritto: Aiutatemi. Limmagine ha una tale carica simbolica che sembra concepita apposta per me. Mi affretto ad annotare lepisodio, poi attraverso il viale e rimango spiazzata dallintreccio di stradine tranquille, che smentisce il modernismo del nuovo potere liberale. Ci si sente protetti. Le case si stringono luna allaltra, tutte diverse; dietro staccionate a volte tenute su da fogli di lamiera si scoprono cortiletti rettangolari, si sente lodore delle foglie morte bruciate. Un ragazzo sbatte un tappeto steso su un filo per la biancheria, riecheggia il canto di un gallo. Bottegucce dalle insegne per me incomprensibili  orologiai, riparazioni di aspirapolvere o di bambole, barbieri, sarte, mercerie Durante il giorno i cani randagi dormono davanti alle porte dei negozi o tra le zolle delle aiuole; al calar del sole si raggruppano lungo le grandi arterie stradali dove sfrecciano le automobili, guardando a destra e a sinistra prima di attraversare con la massima cautela.
Lei non mi ha mai parlato degli alberi di Bucarest; avrei potuto iniziare la mia lettera a Nadia cos, in modo concreto e anodino: Qui gli alberi sbucano dai tetti di case abbandonate e lerba affiora dalle scanalature di marciapiedi sventrati; gli alberi giganteggiano ben al di sopra della propria ombra, con un fogliame denso e definitivo. Olmi, lill, querce, salici, frassini, pioppi, aceri, tigli e carpini si portano via tutto lo spazio, bloccano il tempo.
Lei non ha mai detto che qui non c niente di coperto: da noi, in Occidente, si fa molta attenzione allaspetto esterno, i cavi sono interrati, le facciate intonacate e il fondo stradale  liscio e asfaltato di fresco; qui da voi, invece, al passaggio dei tram, matasse di cavi misteriosamente intrecciati pulsano come se niente fosse allaria aperta.
Cammino a caso, mi reco agli appuntamenti a piedi, annoto ogni cosa con fervore. Il ponte di Ciurel sulla Dmbovta non  segnalato e non me lo sarei aspettato in un posto come questo; a Bucarest non esistono pannelli luminosi con lavvertenza che domani far caldo e che  consigliato bere acqua; i buchi nellasfalto formano crateri che i passanti evitano senza smettere di parlare al telefono. Osservo una giovane coppia davanti a me alla cassa di un supermercato: lui con barba e T-shirt Paul Smith; lei con i capelli tinti di nero, stretti in una coda di cavallo e un viso grazioso da fumetto.  consapevole delle sue ciglia smisurate e della sua carnagione perfetta, e ha le sopracciglia ridisegnate con la matita; le sue dita imprimono alate carezze allo schermo dello smartphone. I due sono gi alluscita quando la cassiera li richiama, tendendo loro il resto in moneta che non si sono degnati di prendere. La moneta dei nuovi ricchi nelle mani della cassiera stupefatta e desolata, come se non sapesse a chi appartiene quel denaro, ora che  stato lasciato l.
Frequento caff di tendenza ricavati in belle case vittoriane con il cancello di ferro e dhors addobbati con lampadine multicolori affollati di giovani vestiti come ovunque in Europa. Uno di quei caff sembra rimasto allepoca del regime comunista, quando era il locale pi frequentato della citt ed era consentito cantare solo vecchie canzoni tradizionali. Tra Zara e Bershka, gli altoparlanti di una chiesa diffondono la voce cantilenante del pope; il tono salmodiante si sforza di avvolgere con le sue ali una strada sommersa dal frastuono dei motori. Allinterno della chiesa, luci rossastre addolciscono loro delle icone adorate a turno da tutti i fedeli, sistematicamente. Una vecchia signora, con uno straccio e un detergente in mano, asciuga il viso vitreo della Vergine. Donne con i capelli coperti da un velo depongono qualche offerta su un tavolo  una brioche chiamata cozonac, uova sode e bottiglie dolio avvolte in sacchetti di plastica; i regali sono contenuti in una borsa Mickey Mouse, i cui manici strappati pendono sulla fronte di Cristo.
Sul marciapiedi, anziani vestiti come per una serata di gala, stranamente compassati, se ne stanno immobili davanti alle loro bancarelle: in vendita, una raccolta di Verlaine in francese, una bilancia pesapersone datata anni Settanta e delle pile. Altri, di fronte al bagagliaio della loro auto, aperto come se fosse un banchetto, espongono cassette di frutta ben allineate, rametti di aneto, scarpe nuove, melanzane, peperoni rossi e rotondi, tovaglioli e chiodi. Mincammino verso quello che  stato il palazzo di Ceausescu: credevo che fosse poco lontano, invece pi cammino e pi si allontana. Faccio presente la cosa a quelli che incontro, piuttosto orgogliosa della mia scoperta, ma quelli alzano le spalle, hanno fatto tutti questa esperienza Perch non lo demoliscono? chiedo, e loro mi guardano perplessi: A forza di cancellare tutto, si resta senza passato, mi dicono uomini e donne che, da bambini, sono stati testimoni della sua costruzione. Ci sono gi i vecchi a non sopportare che si tramandino i nostri bei ricordi!
Una sera mi perdo. Mi aggiro in strade laterali e senza nome, in un ambiente piuttosto inquietante: alberi spuntano dalle staccionate e dallasfalto malconcio, bambini mi osservano come tanti nanerottoli ficcanaso. Mi fermo per studiare una mappa; alcuni passanti mi si avvicinano per aiutarmi  parliamo in francese, in inglese , e spesso finiamo per discorrere anche a lungo, pur senza conoscerci. Comincio a rendermi conto che prima, a dispetto del resto, tutti avevano un lavoro e un appartamento, e nessuno era disoccupato. Prima nei negozi non cera niente, oggi c tutto, ma non ci sono i soldi per comprare alcunch. Non era meglio prima? chiedono, come se fosse unequazione tristissima. Mi mostrano un manifesto che annuncia un raduno per lanniversario della rivoluzione del 1989.
Nel 1989 la gente  morta perch noi avessimo Coca-Cola e McDonalds? Tutti quegli individui sono morti perch diventassimo schiavi del Fondo Monetario Internazionale? Sono morti perch scappassimo sempre pi lontano da questa Romania che non  in grado di offrirci una vita decente? Sono morti per far s che migliaia di vecchi dormissero allaperto e morissero di freddo? Sono morti perch la Chiesa ortodossa diventasse una societ a scopo di lucro e non pagasse alcuna tassa allo stato? Nel 1989 hanno dato la vita per la nostra libert.  stato il loro regalo di Natale. Dov oggi quel regalo? Che cosa ne abbiamo fatto di quella libert?  finita sepolta in una cantina oppure la seguiamo con occhio distratto come una vecchia trasmissione televisiva?
Durante una festa di compleanno pronuncio il suo nome, e tutti si alzano come se stesse per riapparire con il famoso body bianco, rispettosi di quei 10 mai dimenticati. Pi tardi, nel corso della serata, alcune ragazze ubriache si alzano in piedi per intonare un canto tradizionale imparato alle elementari, e confessano confuse che a loro piaceva tanto cantare le canzoni in gloria del Compagno. Al che un giovane dai morbidi capelli si lascia scappare un Comunisti al loro indirizzo, e si tocca il petto con un rapido segno della croce.
Ammirare colei che se la intendeva con il figlio di Ceausescu? Una bella opportunista Il modo in cui  scappata grazie ai servizi segreti, abbandonando tutto, lasciandosi ogni cosa alle spalle Francamente, perch dedicarle un libro? mi chiede il giovane, senza guardarmi, rancoroso, mentre una donna scuote il capo tappandosi le orecchie  Basta, tacete! Siete tutti quanti dei maledetti, come osate oltraggiare linfanzia, il suo lato meraviglioso? Parlare in questo modo della nostra Nadia che ci ha regalato tanta felicit!
Allalba chiedo per unultima volta: Comera qui, negli ultimi anni del regime?, gli anni Ottanta, durante i quali i presenti erano tutti bambini. Si tolgono la parola lun laltro, tanto sembrano ansiosi di offrirmi la loro versione dei fatti.
Una ragazza storce il naso quando espongo il frutto della mia documentazione, quella successione di decreti atroci:  tutto vero, ma eravamo talmente sicuri che le cose non sarebbero mai cambiate, che ci organizzavamo per resistere: predisponevamo una vigilanza interna e non dimenticavamo mai, nemmeno per un istante, che quanto ci facevano recitare era falso. Di conseguenza, riuscivamo a preservare una forma di vita al di fuori dello stato. Il comunismo? Ma non ci credeva nessuno  nemmeno quelli della Securitate! Mentre adesso ci credono eccome! Ne hanno una gran voglia! Sono pronti a tutto pur di entrare nella vostra Unione Europea, per inginocchiarsi davanti al santo capitalismo Escono dal lavoro alle 23, e tutto questo perch? Io non vado in vacanza da sei anni! I miei genitori, sotto Ceausescu, andavano al mare e in montagna, al ristorante, ai concerti, al circo, al cinema, a teatro! Tutti guadagnavano pi o meno la stessa cifra, e i prezzi non aumentavano quasi!  vero, avevano sempre paura, paura che qualcuno ci sentisse dire cose proibite, mentre oggi si pu dire qualsiasi cosa: be, complimenti, tanto non ci sta a sentire nessuno Prima non eravamo autorizzati a uscire dalla Romania; oggi che possiamo, nessuno ha i mezzi per lasciare il paese La censura politica non esiste pi, ma non illudiamoci:  stata sostituita dalla censura economica! Con questo regime pseudo-liberale, che fa finta di coccolarci mentre invece ci avvelena un po per giorno, con un veleno che assimiliamo senza accorgercene, perch non ha un cattivo sapore, e finiamo per farci labitudine E, alla fine, in che condizioni ci lascia? Svuotati! Il comunismo ha distrutto il paese? Ma oggi ci sono delle societ canadesi che cacciano gli abitanti dai loro villaggi e sono pronte a far esplodere le nostre montagne per scovare i giacimenti di gas scisto, il tutto con la benedizione del governo rumeno: proprio un bellaffare! Ceausescu ha demolito la citt, dicono i nostri genitori. Ma stanotte, alle 4 del mattino, per paura dei dimostranti, i promotori del nuovo hanno demolito un vecchio mercato, un luogo storico di Bucarest Per sostituirlo con cosa? Con un supermercato o con degli uffici.  questo il vostro modello? Crepare di fame per la strada o morire di solitudine nel proprio appartamento? La noia a credito? Realizzare-guadagnare-fare carriera? Dove? Ne ho piene le scatole di inseguire il vostro benessere, il sogno occidentale Ah, questi poveri buzzurri dellEst, ai quali non smettete di fare la morale con la vostra meravigliosa democrazia Be, ci siamo capiti!
Lo scriva, per favore: prima, nessuno aveva voglia di guardare quelle trasmissioni televisive idiote e patriottiche, per cui si usciva, si stava fuori, non ci si ripiegava su se stessi, si partiva per andare in campagna tutti insieme Lo scriva, s: non avevamo molto da mangiare, ma oggi quindici tipi di caff che senso hanno, perch mai? Facevamo corsi di musica e danza gratuitamente, ha preso nota di questo?
 la loro principale preoccupazione, quella di conservare traccia dellaltra versione del comunismo, non quella terribile tramandata dolorosamente dai loro genitori: le tessere del razionamento, la sorveglianza, il freddo, la paura Prendo appunti  sulla citt, sulle persone, sul paese, sulle parole , come se in quei racconti ci fosse qualcosa, una serie di indizi. Prendo nota di ogni cosa: i commercianti mi accolgono con un Spuneti? (Mi dica), che tendo a tradurre con un Confessi, Dica quel che ha da dire  penso a questo particolare di continuo: Quel che ha detto  quello che aveva da dire?  quello che ho sentito? Prendo nota di tutti i meriti e le colpe di questo paese che lha messa al mondo, forgiata e sfoggiata, e che Nadia ha lasciato il 28 novembre 1989.

Riempire il cono dombra.

A meno che non fosse la notte dal 26 al 27.
Sa che  semplicemente sparita dalla circolazione tra il 29 e il 30 novembre, tra lUngheria e lAustria? mi domanda, felice di comunicarmi una bella versione ufficiosa della storia, un vecchio amico intimo di P., che designeremo con la sola iniziale perch non vuole pi parlare di tutta quella storia. P.  indicato da tutti come lispiratore della fuga, la mente, colui che convince Nadia a lasciare finalmente un paese nel quale non le rimane pi alcun futuro.
La conosceva da due anni. No, un anno appena. In molte interviste concesse al suo arrivo negli Stati Uniti, Nadia afferma di averlo incontrato solo alcuni mesi prima dei fatti.
Perch indugiare su questo tizio di origine rumena, residente in Florida da una decina danni, il quale, nel corso di una visita a Bucarest, incontra lex ginnasta a una festa e le fa capire che pu aiutarla? Perch farne un personaggio? Di solito, nessuno sinteressa agli artefici delle evasioni celebri. Allora  vero? Quel corpo meccanico aveva sempre bisogno di un manager, qualcuno che gli dicesse dove e come spostarsi, quali gesti effettuare? Non riusciamo proprio a immaginare una Nadia capace di prendere una decisione di propria iniziativa? P. sincarica di occupare il posto vacante, quello di nuovo marionettista dellex bambina-prodigio: riempie il cono dombra e finisce per riuscirci talmente bene che la fuga di Nadia C. diventa, per i media di tutto il mondo, la storia di ci che la lega  o no  a P.
*
Quando ci incontriamo a Onesti, Iuliana mi riferisce lappello che ha ricevuto dalla sua ex compagna di squadra al momento della sua scomparsa.
Nadia non ha parlato subito: sentivo soltanto un respiro. Poi ha sussurrato: Pronto, sono io.
Che cosa voleva?
Niente Credo che volesse semplicemente sentire la mia voce, una voce amica. Io piangevo, non riuscivo a smettere I giornali avevano appena rivelato che era scappata. Avevo il terrore che la Securitate la riacciuffasse, che la uccidessero. Continuavo a chiederle: Dove sei? Dove sei Nadia? Lei ha promesso di richiamarmi e ha riattaccato.
Nel 1989 un giornalista francese conclude il suo articolo sulla fuga di Nadia con queste parole: Nadia ha dovuto contattare la sua ex compagna di squadra, perch la incoraggiasse nella sua scelta: Nadia, lo sappiamo, cambia idea come cambia body.

Super Super E.

Non mi dica, come fanno tutti, quello che avrei dovuto dire o fare allora! mi aggredisce Nadia, irritata, quando ripassiamo insieme la vicenda della sua fuga. Lho appena interrotta, in maniera inopportuna, per chiederle qual  stato il vero ruolo di P.
Allepoca, credevo che se avessi seguito le istruzioni, se mi fossi rimessa al responsabile, avrei avuto maggiori possibilit di farcela, di salvarmi. Esita un istante, prima di pronunciare la parola responsabile, e poich voglio sapere se sta parlando degli allenatori responsabili della squadra, precisa: No,  un termine generico per dire luomo, la persona. La conversazione si conclude in modo meno teso quando guardiamo insieme il video di una sua gara:
Sono delle Super E! Ultrarischiose. Figure che nessuno osava tentare
Nessuna donna, allepoca?
Nessuna. E neanche nessun uomo.

Il colore della voce.

Il 29 novembre in cui Nadia fugg
Quanti sono, in tutto il paese, ad aver fatto delle loro notti un rituale segreto? Riordinare le stoviglie, mettere a letto i bambini, poi preparare il t e disporre le sedie in cucina per gli amici che non hanno la possibilit di ascoltare la radio. Accoglierli bisbigliando, prender posto, solo pochi cenni per passarsi lo zucchero, con lorecchio incollato al transistor per trovare la frequenza giusta, quella di Radio Free Europe, la radio clandestina. A volte, questo stesso balbettio arriva anche dallappartamento dei vicini; cos, lindomani, lungo le scale, ci si saluter con frasi apparentemente indifferenti ma calorose, che vogliono dire: anche noi abbiamo ascoltato la voce. S, anche noi seguiamo la voce, quel filo che trasmette un ultimo segno di vita fino a noi che viviamo sepolti, a noi che ci siamo lasciati seppellire sotto la tragica rozzezza del racconto nazionale del Compagno  gli inni, le odi unanimi al Pi Grande Leader Mondiale.
Ci restano la notte e quella voce, per restituirci alla ragione, amareggiati per non aver osato alzare il volume, per non aver osato uscire dai ruoli che ci sono stati assegnati in questo girotondo di silenzio paranoico. Tutti e tutte insieme, ma senza poterci unire luno allaltra; tutti spettatori notturni e muti di un mondo esterno che da alcuni mesi pare in subbuglio. Assisteremo al corso della Storia dalla nostra cucina, sovreccitati e desolati, come se ciascuna delle notizie che mettono in agitazione i vicini  la partecipazione di Solidarnoc al governo polacco, le prime elezioni libere di qualche settimana fa in URSS e in Ungheria  rafforzasse in noi la certezza che qui non cambier mai niente. Faremo da spettatori nei palchi gelidi di prima fila, occupando il posto a noi assegnato da sempre. Accoglieremo con rispetto i progressi degli altri, quel loro vociare meraviglioso, quelle grida, le loro lacrime di gioia, quando, due settimane prima,  caduto il Muro di Berlino.
In cucina ci guardiamo senza dire una parola, gli occhi sgranati, tentando di immaginarci il Muro letteralmente caduto. Ci innervosiamo, la voce trascura troppi dettagli! Che cosa fanno i soldati, hanno gettato le armi? Hanno predisposto una sedia, uno sgabello per Rostropovic? Tira vento? Nevica? Ascoltiamo a testa bassa, fissando il pavimento gelido della cucina, disfatti dalla solitudine, persino sopraffatti dalleroismo di quella folla anonima; ascoltiamo la voce leggere le lettere di oppositori rumeni pervenute in qualche modo alla redazione della radio  nascoste dentro una bambola, un vaso, nel doppiofondo di una scatola di cioccolatini : parole urgenti che, negli ultimi tempi, si moltiplicano e si rispondono.
Tanto che, in confronto a tutto ci, a quellinverno del 1989, che valore pu mai avere la storia di unultima capriola?
Eppure molti ricordano quel 29 novembre 1989 perch, per la prima volta, la voce ha commesso un errore. Non ha detto la data, non ha detto lora, non ha annunciato il titolo della trasmissione: la voce si  come abbattuta sugli ascoltatori e, senza aggiungere altro, la celebre voce di Radio Free Europe ha annunciato: Nadia  fuggita. Nadia  scappata. Nadia is gone.
Nadia  fuggita. Chi la adorava, ora la piange. Si parla di un corpo crivellato di pallottole ritrovato nella foresta ungherese. Del cadavere di una donna ripescato da un contadino dentro un lago ghiacciato. E sembra che il Figlio-di, recatosi allalba al posto di frontiera dove lei sarebbe transitata clandestinamente, abbia lasciato tracce di sangue sui muri  non si ha idea di che cosa sia successo ai soldati.
La bambina se n andata. Con la gola stretta, si rispolverano vecchie foto ritagliate dal giornale, ci si ricorda di quel motivo musicale, un charleston, sulle cui note lei volteggiava, la piccola invincibile che scatenava i brividi e le lacrime, la bambina-prodigio
Il nome in codice di Nadia per la Securitate  Corina. La polizia segreta si mette immediatamente sulle sue tracce, fino in Ungheria, mentre genitori e amici, che la fuggitiva potrebbe contattare, sono posti sotto sorveglianza speciale. La sportiva amata dal popolo, i cui risultati sono la conseguenza delle condizioni create nel nostro paese per valorizzare i talenti della giovent non aveva alcun motivo per andarsene: devessere stata sicuramente condizionata da agenti venuti dallestero.
Chi la considerava compromessa con il regime resta sbalordito: Nadia recupera posizioni nella graduatoria della stima dei rumeni. Se ha lasciato il paese, lei che era comunque una privilegiata Ecco Ecco, noi ora ci sentiamo pi abbandonati, pi soli di prima. Lultimo che lascia il paese, spenga la luce uscendo, si diceva allora, amaramente fieri dei risolini suscitati dalla battuta.

La grande caccia:

Cercasi Nadia disperatamente (Lquipe)
Ma dov Nadia (Le Monde)
1 dicembre 1989
Nadia  scomparsa, si  eclissata. Con i risvolti misteriosi della sua vita. Sar come in quelle due strane giornate del 1978, quando si era dileguata mentre si trovava a Bucarest sotto stretta sorveglianza, e nessuno riusc a scovarla prima che lei stessa non decidesse di ricomparire. Ore, numeri, computer impazziti, cursori in tilt. Lo attestano tutti i documenti: nel racconto della fuga di Nadia c qualcosa che non quadra. Imprecisioni, inesattezze, incoerenze. Sottopongo una versione della fuga a Mihaela G.  che ha lasciato il paese nel 1985 percorrendo la stessa strada. Mi rimanda il testo con alcune parole sottolineate, frasi trasformate in domande.
Nadia abbandona Bucarest la notte tra domenica 26 e luned 27 su unautomobile presa a noleggio, in compagnia di altre sei persone. P. le lascia presso un posto di frontiera e d loro appuntamento in Ungheria. Ma il gruppo si perde e varca la frontiera in un altro punto, il 28, alle 6, a Mezsgyn. La notizia della fuga si diffonde mercoled 29 alle 8.36 con un messaggio telegrafico. Lei racconta di aver camminato per sei ore attraverso i boschi gelati e di essere partita la domenica sera, per arrivare in Ungheria il luned allalba. E quel vuoto di trentasei ore? Com possibile affittare unauto la domenica sera a Bucarest? Come ha potuto, P., che  scappato dieci anni prima, rientrare nel suo paese senza destare sospetti? E Nadia, come ha potuto passare inosservata, lei che era cos famosa e sorvegliata di continuo? Da Bucarest a Timisoara ci sono quattrocento chilometri:  impossibile che il gruppo non sia stato intercettato lungo il percorso, tanto pi di notte, a bordo di una vettura a noleggio. Con quale denaro Nadia ha pagato P., che esigeva cinquemila dollari a persona per farli uscire dal paese? Lei a malapena riusciva a mettere insieme centocinquanta dollari al mese
Il 29, a Bucarest, scatta lallarme: la Securitate fa partire le ricerche. A mezzogiorno, la televisione ungherese annuncia che Nadia  scomparsa dallhotel dove la polizia laveva sistemata in attesa di concederle  o non concederle  lasilo politico. Corre voce che sia stata portata via dalla Securitate. Il personale dellhotel, tuttavia, rivela ai giornalisti che se n andata il giorno prima, a bordo di una vettura austriaca. Una fonte non identificata la riconosce senza ombra di dubbio nella toilette di un ristorante austriaco. Un giornalista inglese, che si presenta come il suo innamorato segreto,  convinto che sia stata prelevata dalla CIA.
Bla, che si trova a Montreux in compagnia della squadra di ginnastica statunitense,  ovviamente sospettato di essere listigatore della fuga: la sua presenza in Europa  solamente un caso, protesta lallenatore. La sua dichiarazione alla stampa  Nadia sa che la cosa migliore  recarsi allambasciata americana a Berna   un messaggio indirizzato a lei? E perch, a Berna, lambasciatore ha taciuto per ventiquattro ore, prima di annunciare alla stampa che lei non era l? Per lasciarle il tempo di abbandonare la Svizzera?
Nadia arriva a New York con gli unici vestiti che possiede, quelli con i quali dice di aver attraversato chilometri di neve. Quale neve? Il meteo del 27 novembre 1989 indica temperature comprese tra -3 C e -7 C, vento da ovest, ma niente neve.
Durante le mie discussioni con Nadia, i fatti si accavallano e si contraddicono fino a formare un groviglio opaco; mi raccontano di un ufficiale che avrebbe ricevuto lordine di proibire ai soldati di compiere il normale servizio di pattuglia nellora e nel posto esatti in cui il gruppo ha varcato la frontiera. E un ex militare, Valeriu C., afferma che il 26 novembre 1989 un sottufficiale laveva avvertito che prestissimo avrebbe incontrato la grande ginnasta in carne e ossa.

Lultima parola della storia
Nessun dubbio, mi dicono.  un colpo dei servizi segreti ungheresi. Sono loro che hanno organizzato tutto sulla base delle informazioni date da Bla K. Una squadra di agenti lha guidata attraverso i boschi fino alla frontiera.
Gli ungheresi? Assolutamente no, sono stati gli americani! Non si pu ignorare che la sua fuga era una manna per i servizi segreti occidentali che cercavano di far cadere Ceausescu alcuni giorni dopo la sua rielezione programmata e trionfale in occasione del XIV Congresso del Partito. Daltronde, il fatto che i media americani abbiano riferito ogni minimo dettaglio della fuga di Nadia, in contemporanea con il summit di Malta, nel corso del quale Gorbaciov e Bush hanno sancito la fine della Guerra Fredda, dimostra senza ombra di dubbio come levento sia stato politicamente strumentalizzato.
Penso a lei, divertita a immaginare il mio coinvolgimento nel racconto. Come andare avanti senza il suo aiuto? Come raccontare quella notte passata a camminare nel fango e nella neve della foresta gelata? Lei che sirritava quando capiva che mi ero documentata e avrebbe preferito essere la mia unica fonte, ora mi dimostra che senza di lei non posso fare nulla: non posso raccontare il modo in cui  uscita di scena. Una preparazione perfetta per un finale padroneggiato senza la minima esitazione  un cazzotto, uno sputo in faccia al Compagno. Nadia  pronta a dare un tocco di raffinatezza allultima parte della storia.
La buona riuscita di un esercizio a corpo libero si basa su cinque elementi. Primo: la ginnasta deve rendere sicuro lesito delle sue diagonali acrobatiche. Secondo: deve salire molto in alto prima di lanciarsi in figure a rischio, sia per ricevere un voto alto sia per la propria sicurezza. Terzo: deve avere molta resistenza, perch se rimane senza fiato prima dellultima corsa, verr a trovarsi in una posizione difficile. Quarto: deve essere sempre molto ben preparata per evitare gli infortuni. Quinto: deve essere capace di vendere il suo numero ai giudici e al pubblico.
Nadia C.*
* Nadia Comaneci, Letters to a Young Gymnast, cit., p. 115 [N.d.A.].

Una messa a fuoco sullinfinito
Venerd 1 dicembre, h. 16.40, Kennedy Airport
Lo schermo televisivo  diviso in due. Sulla destra, la stretta di mano tra Gorbaciov e Bush a Malta; sulla sinistra, il volo 29 della Pan Am immobile sulla pista di atterraggio: laria grigia assomiglia a un moto ondoso, un miraggio di freddo. I giornalisti sono accalcati contro la barriera di sicurezza. Nadia  un puntino in cima alla scaletta, attorniato da uniformi.  Nadia! gridano; lei risponde agitando una mano  santo cielo, che caldo faceva quellestate del 1976, la notte in cui, nellalbergo riservato alla stampa, aspettavano con impazienza lalba del 18 luglio, quando avrebbero finalmente potuto disporre delle prove cartacee di ci cui avevano appena assistito, le fotografie di colei che non sorrideva mai. Elettrizzati dal suo piccolo corpo compatto e aggraziato, i giornalisti avevano fatto le ore piccole davanti ai replay televisivi dei suoi volteggi alla trave. Poi si erano svegliati dopo poche ore di sonno, come purificati dei loro precedenti amori, rimessi a nuovo dal body di Nadia da cui, quando si chinava per cospargere le sue adorabili manine di polvere di magnesio, sporgeva il coccige.
Adesso loro sono dentro il video, ma lei  ancora troppo lontana, nascosta dai poliziotti della Port Authority e dalla polizia di frontiera. Respirano con cautela per non far tremolare e sussultare limmagine di quel momento storico, una messa a fuoco sullinfinito. Eccola. Tiene in mano una rosa rossa, nel vapore di brina che la circonda. Sorride. Sugli occhi cerchiati di nero si  deposto un po dellazzurro iridato delle palpebre. Ben poco fotogenico, quel sorriso che le allarga le gote chiazzate di rosso. Lei si raccoglie i capelli screziati da mches bionde come piccole ali cineree, poi sparisce sotto uno sciame di luci e di telecamere, un guazzabuglio di urla ripetute  Nadia!, Qui, a sinistra!, Voltati!. Lei ride. Non lhanno mai vista ridere. Le sue labbra sono pallide e perlacee. Un reporter passa un foglietto alluomo che le fa da guardaspalle  in mezzo alla calca, luomo solleva il margine del foglietto e mormora qualcosa a Nadia. Lei annuisce e si piega in direzione di un microfono impugnato da qualcuno che le preme un braccio contro il petto. Il tabloid inglese Sunday Mail si  appena assicurato, a peso doro, lesclusiva del suo racconto.
Non tutti sono riusciti a entrare nellimmensa sala del terminal dove Nadia tiene una breve conferenza-stampa, pur precisando ancora una volta che non dir nulla della sua epopea. Chi  il tizio che le sta accanto? Lei cincischia, esita: Un amico, prima di correggersi: No,  il mio manager Indossano lo stesso giubbotto sporco di tela sbiadita, lo stesso tipo di pantaloni, lo stesso sorriso smorto. Lei porta al collo una catenina doro a maglie grandi che non smette di tormentare. I seni nascosti dal giubbotto, i capelli corti tirati indietro, riflessi di madreperla, fluorescenze, gel.  tornata bambina: oh, che bella avventura, ol.
Incontrer Bla? Probabilmente, risponde, prima di continuare, con un tocco di frivolezza, in inglese: Sono molto felice di essere qui, in America. Volevo venirci da molto tempo, ma non cera nessuno che mi aiutasse a farlo. Vorrei una vita tranquilla, anche se mi accorgo che sar quasi impossibile, conclude, ironica e fascinosa. Lascia la sala per salire su unauto della polizia, nobilitata dal suo nuovo status di rifugiata politica riconosciutole in base a fondati timori di persecuzione. Nei telegiornali della sera, Bla commenta: Quando ho saputo che lavevano vista salire su unauto straniera in Ungheria, ho avuto paura, ma sono rimasto fiducioso: lei sapeva di doversi recare in unambasciata americana. Adesso, invece, sono preoccupato, molto preoccupato! Chi  questo P.?  una persona onesta e laiuter a ritrovare la libert, oppure pretender di essere il suo manager?
E lei? Nella camera dalbergo conter a uno a uno, sui quotidiani dellindomani, quei puntini di sospensione che sprigioneranno tutti i loro sottintesi, odi funebri al primo piano del suo viso truccato in modo approssimativo. La metamorfosi Ci ha fatto sognare cos tanto Nadia  cambiata.

Partenza di fuoco.

5 dicembre
Mi spiace, troppi reporter allaeroporto di Miami! dichiara Nadia dopo averli fatti aspettare pi di due ore. La mia prima conferenza-stampa allHollywood City Hall:  un segno! Sa una cosa? Vogliono fare un film sulla mia vita! E vi reciter io stessa! Un giornalista in fondo alla sala: Qui siamo a Hollywood, Florida, cara, non in California; e in materia di segni, cambia tutto! Risate, applausi, fischi, una bolgia. Nadia si volta verso P.: seduto dietro di lei, indossa lo stesso giubbotto sporco che indossava qualche giorno prima al suo arrivo a New York  i loro abiti hanno ancora lodore delle camere di motel lasciate in tutta fretta, delle notti inquiete, dei risvegli pesanti.
Oh, be, pazienza, non c problema, dice, infilandosi le mani in tasca, come davanti allo specchio della camera dalbergo. Sullo schermo del televisore, Madonna sta provocando i presentatori di una trasmissione, scuri in volto per la disapprovazione  E quindi? Masturbarsi non  un crimine: se volete rimanere vergini,  fantastico; se volete prostituirvi,  vostro diritto farlo dice, fissando linterlocutore con aria interrogativa. E quindi? Ecco, cogliere londa favorevole! Approfittare dellopportunit che ti si offre! E diventare te stessa! Libera, dinamica, pronta a tutte le sfide del mondo nuovo, pragmatica e non pi bloccata, rimessa a nuovo senza pi il fardello del comunismo appresso, e
Scusi, qual era la domanda?
Nadia, lei sa che P.  sposato e padre di quattro figli?
Lei piega il capo verso i presenti, tutta pimpante e su di giri. Tace per qualche secondo, si umetta le labbra, nessuno le ha portato un bicchiere dacqua.
E allora, che differenza pu fare? E quindi?
Due parole che Nadia crede di poter rivolgere ai giornalisti. La Nadia taciturna di Montral, che aveva lasciato interdetti i media nordamericani opponendo il suo silenzio alle centinaia di microfoni tesi verso di lei. Rinchiudendosi nel suo corpo per rispondere a ci che non le andava. In seguito,  vero, Nadia non si rifiuter di recitare, di leggere discorsi preconfezionati  non ha mai parlato in pubblico senza un testo preparato per lei in anticipo. E solo ora che ha deciso di porre fine alla narrazione prefabbricata del regime rumeno, Nadia pronuncia le sue due prime parole scelte liberamente come fossero unesplosione: E quindi?
Interruzione. Nella baraonda hanno capito male, lei ha detto: So what? Hes not my boyfriend, just my friend. So what  livello dinglese elementare: non aveva capito la domanda e aveva voluto comunque rispondere.
 bene dar conto delle sue spiegazioni, che si succederanno lungo due decenni dinterviste: Sapevo che era sposato e che aveva figli, ma pensavo che la cosa non mi riguardasse,  questo che ho cercato di dire: lespressione So what  stata una scappatoia per cavarmela l sul momento. Ma forse  meglio riprodurre qui i miei appunti, presi mesi fa, quando lei mi ha raccontato le circostanze della sua fuga. Appunti che ho annotato in maniera troppo sintetica, con lidea che saremmo tornate sullargomento, e con disappunto per il fatto che lei, nel corso dei nostri incontri, non abbia seguito la cronologia della sua vita. Preferisco quindi trascrivere il testo cos come lho sentito da lei.
APPUNTI FUGA NADIA
Partenza: mezzanotte. Sei ore di cammino. Torcia tascabile impossibile  foreste. SOPRATTUTTO non correre (sparano sui fuggiaschi + i cani). Camminare mani sulle spalle della persona davanti per non perdersi. Non pensare a una pallottola nella schiena. Concentrati su: restare viva. Lago mezzo gelato  acqua gelida alle ginocchia  anestesia il freddo  pensa che verr uccisa perch cammina dietro un tizio che non ha nessun senso dellorientamento (!) Varca la frontiera senza accorgersene  fermata da due guardie ungheresi  lei ha imparato qualche parola ma la riconoscono  trattenuti interrogati separatamente le offrono asilo politico lei dice: O tutti o nessuno. (La ginnasta: abitudine a fare squadra?) La polizia ungherese accetta. Ma Ungheria = Securitate troppo vicina, scappare in Austria  lindomani la sua foto prima pagina quotidiani: ufficialmente scomparsa in Romania. Si dividono in 2 gruppi 2 auto fino alla frontiera MA: la polizia austriaca ferma casualmente le auto. Attraversare altrove e di notte. Concentrati su: restare viva. Sei o sette ore di cammino, recinzioni di filo spinato, scavalcare, sangue  nascosti allungati pancia a terra erba aspettare  P. ha rotto un faro dellauto per farsi riconoscere, poi motel, dormono tutti nella stessa stanza per terra  la festa!! Lambasciata americana. Io sono Nadia Comaneci. Mi guardavano come fossi un fantasma  andare in America presto/aereo nel giro di due ore. Ero su una specie di elenco: persone con competenze speciali. Arrivo a New York dopo dieci ore, conferenza-stampa. Avevo appena lasciato la mia famiglia  inciampata, lacqua gelata, loscurit, barriere di filo spinato, ferita, non dormito, pallottole nella schiena in qualsiasi momento. Ho pregato che non mi rispedissero in Ungheria, in Austria accompagnata da un uomo che non conoscevo bene  la sala piena di giornalisti sovreccitati che urlavano il mio nome scattavano flash da vicino. Ero in stato di shock. Pensavo che avrei ottenuto un lavoro formidabile, che nessuno mi avrebbe dimenticata, che mi avrebbero accettata.

Zero zero virgola zero zero.

Come si sarebbe svolto il nostro dialogo via e-mail se avessi spedito il capitolo seguente a Nadia C.? Avremmo condannato il puritanesimo dellAmerica del 1989? Ma, in tal caso, come avremmo interpretato il ritratto comparso lo stesso anno su un quotidiano francese, che la definiva una matrona obesa caduta in disgrazia una volta diventata donna?
Le ragazzine che lhanno tanto amata guardavano quelle trasmissioni molto popolari in cui rideva per battute come: Ceausescu ha fatto radere al suolo tutto, tranne le gambe delle donne! Nadia se n andata perch non volevano che facesse lentraneuse: personalmente non ho alcuna obiezione (la marionetta Mitterrand nel Bbte Show del dicembre 1989). Le ragazzine assistono alla vivisezione pubblica del corpo di Nadia C.; un brusco rovesciamento: legioni di ragazzine testimoni della condanna di colei che non ha mai sorriso, mai detto grazie a coloro il cui furore esplode in numeri e in centimetri, un furore derivante dal fatto che loggetto del loro desiderio ha deposto per sempre il body senza macchia dellestate 1976. La fata senza altro desiderio se non quello di appendere medaglie doro al suo esile collo emana oggi un odore di bagnato: il suo atteggiamento  sconcertante, dicono.  vero, ma il suo aspetto lo  ancora di pi!, bacchetta un celebre editorialista americano. Perch, alla fine,  di questo che si tratta: vestiti troppo corti, non abbastanza costosi, smalto imperfetto, rosso troppo rosso e carne mal curata. La sua colpa, riassunta dal New York Times:  diventata come le altre.
E allora, sar giudicata come le altre.
RASSEGNA STAMPA
(Los Angeles Times, New York Times,
Newsweek, Sentinel, Orlando Times,
Le Monde, Libration, Lquipe,
LHumanit, Le Nouvel Observateur)
Era un folletto vergine che, con un adorabile gesto della mano alla fine dellesercizio, ci dava i brividi. I suoi capelli risplendevano come quelli di una bambola; in lei non cera alcuna traccia di quelle adolescenti lascive e molli che Hollywood ci serve in tutta la loro volgarit: lei era un angioletto di ferro, moralmente inflessibile. La piccola comunista che, sulle punte dei piedi, insegnava al mondo intero lequilibrio, irradiava luce sulle nostre vite, fino al punto di calpestarci!  venuto il momento che lAmerica si disintossichi di Nadia.  ovvio che non possiamo non provare nostalgia guardandola: la piccola Nadia non  pi n piccola n  come dirlo con belle parole?  una bomba meritevole di 10 a raffica.  una rifugiata politica. Laggi, dicono, non hanno n caff n bistecche. Mentre noi, qui, non siamo pi poveri! Daccordo, ma non possiamo accogliere tutta la miseria di questo mondo (soprattutto quando non si tratta esattamente di miseria perch come considerare una rifugiata una persona che, secondo Newsweek, viveva come una rockstar in una villa di otto stanze con servit?). Si era iscritta al Partito Comunista per opportunismo, chiaramente incapace di sviluppare un impegno ideologico tutto suo. Rispedite la principessa viziosa e viziata nel suo paese: qui abbiamo tutto ci che occorre in fatto di bambine avide e amorali. La vergine vestale delle Olimpiadi  diventata una vagabonda da tabloid, con il desiderio di libert esibito come motivazione contro qualsiasi rimorso Sembra una Cenerentola porno: stronza, frivola, sporcacciona, vacca, la troia del trampolino, la concubina rossa, lobesa che si tinge i capelli, una Barbie caduta in mano a unestetista cheap  tutto quel trucco e la magrezza nervosa della sua giovent che si  trasformata in una molle maturit dalle cosce ingrossate. La puttana dellanno tre settimane prima di Natale! Grazie per il regalo! Il 10 perfetto  diventato una tonnellata perfetta; lasci un elfo e trovi una volgarotta istupidita con i capelli decolorati che non capisce niente di arte e del modo di offrire unimmagine positiva della nostra economia liberale.  logora, volgare e ineducata, non dice n Grazie n Per favore. Le piante nella sua camera di motel sono tutte morte, e il suo televisore  perennemente acceso; il suo talento culinario si riduce alla preparazione di caff solubile. Non sembra avere un cervello. Per lintervista ha preteso di essere pagata: si dice che Life le abbia dato ventimila dollari  a meno che non siano solo duemila. Un tizio mi ha raccontato di aver incontrato suo fratello in Romania, uno skinhead che gli ha propinato un cocktail disgustoso di vino bianco e finta Pepsi e gli ha mostrato un video dellultimo compleanno di Nadia, dove la si vede ballare con dei militari obesi dalla faccia cadaverica. Fuma e beve senza freni. Da quando  arrivata, tutto ci che fa  mangiare, bere e comprare! Una volta, quella graziosa e flessuosa fanciulla di strada ci faceva sbavare, ma ora siamo davanti a una ragazza di una certa et  ventotto anni , con un petto debordante. In lei, oggi, tutto richiama linfelice destino biologico femminile, quel momento in cui le donne iniziano a voler portare scarpe comode e in cui indossano la large. In definitiva: Nadia, i tuoi voti sono bassissimi, i giudici americani sono inflessibili!
Per la tua grande fuga, con un percorso di guerra nel ghiaccio e nel fango, dal discreto livello di difficolt: 8,5. Hai strisciato bene!
Per la tua posa da statua della Libert: facciamo 6,5.
Per il tuo balletto: Amo McDonalds e le grosse automobili e vorrei, con laiuto di Dio, un cospicuo contratto per pagarmi tutto questo: 9,5.
Per essere atterrata negli Stati Uniti cavalcando il marito di unaltra: hai passato i limiti, cara. Zero.
Quanto alla tuta da ginnastica: s, sappiamo che arrivi dalla periferia del mondo, ma il giubbotto sporco e quella T-shirt con le ascelle inondate di deodorante proprio tu, la fata che non sudava mai!
Dove sei ancora perfetta  nellesercizio a corpo libero, come sempre Forza e coraggio, cara, allarga un po di pi le cosce e pensa allAmerica e a quanto riuscirai a scucire agli sponsor (anche se, di questi tempi, sembrano aver ridotto gli assegni): 10 dincoraggiamento.

Secondo le norme vigenti.

Per un momento, crediamo di aver perduto la giovane vanitosa che abbiamo tanto amato: quella che scappa sempre, anche in extremis, quella che si getta nel vuoto senza dimenticare, un istante prima, di salutare. In una trasmissione televisiva americana, alcuni mesi dopo il suo arrivo, Nadia supplica, balbetta: Vorrei poter riscrivere tutto. Ci che ho detto, ci che ho fatto, il modo in cui mi sono vestita Vorrei che nessuno si ricordasse delle calze a rete, del trucco, di quel blu sulle palpebre Credevo che le minigonne mi donassero. Mi sarebbe piaciuto che qualcuno minsegnasse come ci si veste negli Stati Uniti
Qualcuno glielo insegni. Qualcuno laiuti a riscrivere le cose. Qualcuno la assolva. La piccola comunista bersagliata di voti e di numeri e di parole.
REGOLE RELATIVE AI PUNTEGGI: GINNASTICA
SECONDO LE NORME VIGENTI, NELLESECUZIONE DI UN ESERCIZIO ALLA TRAVE O ALLE PARALLELE ASIMMETRICHE, ESISTONO CINQUANTACINQUE TIPI DI ERRORE CHE I GIUDICI POSSONO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE. DI CONSEGUENZA, ESISTONO CINQUANTACINQUE MODI DI DETRARRE CENTESIMI DA UN 10, CINQUANTACINQUE ERRORI DA EVITARE IN MENO DI UN MINUTO E TRENTA: UNA PERDITA DEQUILIBRIO, UNA PAUSA TROPPO LUNGA, UNESITAZIONE, LA PUNTA DI UN PIEDE NON PERFETTAMENTE TESA, UN MOVIMENTO ISTINTIVO, LE GINOCCHIA UN PO TROPPO FLESSE, DIMENTICARE DI SALUTARE I GIUDICI ALLINIZIO E ALLA FINE.

Vendibilit.

Il sindaco di Hollywood (Florida) voleva offrirle, al suo arrivo, le chiavi simboliche della citt: Ma con quel E quindi? Nadia ha deluso tutti.
Per Pat R., responsabile dei telefilm presso la NBC, Nadia assomma due handicap: i telespettatori giovanissimi non conoscono il suo nome, e la storia del suo triangolo amoroso far scappare gli inserzionisti. Jay O., vicepresidente dellInternational Management Group, procuratore degli sponsor alle ginnaste: Nessuno vuole pi avere a che fare con lei. Le si pu perdonare il fatto di non essere altro che una donna che sogna di approfittare dellamerican way of life, ma purtroppo lamerican way of life non  tenero con le rovina-famiglie che non mostrano alcun rimorso Leigh S., procuratore sportivo, la trova invece ancora vendibile (quella fuga romanzesca!), una venditrice di sogni ancora eccitante, mentre Barbara B. del NY Grey Advertising rimane scettica: Per Kelloggs e Reebok  spacciata. E spiega, come Vangie H. dellagenzia J. Walter Thompson: Preferiamo che i nostri clienti abbiano immagini inappuntabili, mi dispiace. Dennis B., vicepresidente della Dave Bell Associates, una societ di produzione californiana che dalla vita di Nadia vorrebbe ricavare una telenovela, continua tuttavia a crederci  Nadia potrebbe guadagnare cinquantamila o centomila dollari a episodio. Don M., la cui societ, la Picture Perfect Inc. di New York, arriva a progettare persino un film, pensa che sarebbe bene che Nadia girasse prima degli spot pubblicitari, per prodotti famigliari, ma con un taglio sexy. Unautomobile, forse: DallEst allOvest: Ford! O un deodorante: No Sweat, per essere impeccabili in tutte le situazioni! Una celebre marca di detergenti le proporr sicuramente un contratto pubblicitario, dopo lintervista nella quale Nadia ha ammesso che la storia del suo tentativo di suicidio con la candeggina, allepoca in cui il potere rumeno la separ da Bla, era vera. La prima cosa che deve fare  mettere a tacere, pubblicamente, tutte le voci di adulterio: si potrebbe organizzare una sorta di confessione televisiva, invitando un leader religioso del suo paese  che cosa sono laggi, mussulmani o ortodossi? Non sarebbe nemmeno male se lei evitasse le battute a rischio, come le  successo laltro giorno, quando un giornalista di Rolling Stone le ha chiesto se fosse alcolizzata: Alcolizzata io? Be Non c abbastanza alcol in Romania per essere alcolizzati!
A dispetto della sua immagine sbiadita, il Servizio di Immigrazione e Naturalizzazione ha assicurato che lo status di rifugiata di Nadia non  in pericolo, per il momento.

Non sei stato il primo.

Il maestro delle fate, il boss del laboratorio delle ginnaste americane,  al centro di talk-show e interviste. Nadia ha perso il controllo, qui, vero?
Bla:  sempre stata ambiziosa, voleva arrivare il pi in alto possibile: ha sempre avuto questo lato avido.
E che cosa pensa della risposta di Nadia diffusa da un settimanale: Bla mente.  stato solo il mio secondo allenatore, e non il primo, contrariamente a quanto va raccontando in giro lui.
Bla: Cosa ne penso? Niente. Ci che mi preoccupa, invece,  che oggi, con la sua immagine, infanga la ginnastica. Mi piacerebbe che fosse ancora quella che  stata Fragile, innocente e pura. Ora la sua immagine  finita nel cesso, e questo mi fa male, mi spezza il cuore!

International Soap Opera.

Bobby C., ex attore di stand up comedy divenuto avvocato delle star (Michael Douglas, Burt Reynolds, Dustin Hoffman), ha percepito immediatamente il potenziale di Maria, la moglie tradita di P. In effetti,  stato lui a contattarla. E oggi tutti la vogliono. Larry King di People ha dichiarato:
Io lho messa sul mercato delle interviste a pagamento per garantirle uno stipendio. Vorrei essere ancora pi chiaro: con Maria cerco di creare un prodotto, perch ha enormi potenzialit  siamo quasi a Natale, e lei ha una maledetta storia da raccontare!
*
Lato A
La telecamera esplora a lungo il salotto della casa situata alla periferia di Hollywood, Florida. Nessun giocattolo sul pavimento, fiori gialli di plastica in un vaso di vetro soffiato color malva, il posacenere vuoto  poggiato su un centrino ricamato rosso e nero. Lintervistatore  un uomo di una trentina danni; quando si rivolge a Maria P., giovane donna bionda dalla faccia stanca seduta sul bordo di una poltrona scolorita, scandisce lentamente le parole. Attorno e addosso a lei, i quattro figli tra i due e i cinque anni. Di tanto in tanto si liscia i capelli con una mano, mentre fa scorrere le dita dellaltra sui bottoni della camicetta. Risponde senza esitare, con voce monocorde. No, non ha avuto pi notizie del marito dal 2 novembre, giorno in cui  partito per andare a far visita alla madre malata in Romania. OK, Maria. E lei lha rivisto o  venuta a sapere tutto in? In diretta! Lha ritrovato come ospite di un talk-show! Incredibile! E in compagnia di Nadia Comaneci, la celebre ginnasta del vostro paese!
Mio marito, artefice della fuga di Nadia Ero talmente fiera allinizio, prima, prima di Lintervistatore si china verso Maria e le prende una mano. Ho subito preparato la camera degli ospiti per lei. Pu anche andare a vederla, se vuole, la camera. Alla televisione hanno detto che  anche il suo manager. Primo piano sulle unghie tormentate di Maria, sulle mani secche che porta agli occhi nel momento in cui scoppia in lacrime, mentre lintervistatore grida: Oh, mio Dio Oh, mio Dio. Dopodich si volge verso la telecamera: La signora P. piange Si sentono dei singhiozzi.  perch durante la conferenza-stampa Nadia ha detto Maria, coraggio, non pianga: tutte le donne del paese sono con lei!
Maria P., con il figlio pi piccolo aggrappato al collo, piagnucola. Poi riprende a parlare con un forte accento rumeno: Portava persino la catenina e lanello di mio marito! Poi linquadratura stringe sul suo volto. Lei singhiozza ritmicamente mentre ripete: Come home, come home, come home! I titoli di coda della trasmissione scorrono sullimmagine muta di una Nadia estatica, il capo riverso allindietro, nellatto di salutare. Stop.
Lato B
Inizio dicembre 1989, un reporter del Los Angeles Times incontra Maria P. Il suo articolo esce in ultima pagina, nella rubrica People, ed  racchiuso in pochissime righe: Maria passa laspiratore nella sua vecchia Buick parcheggiata davanti a casa e fuma canticchiando Personal Jesus. Ha laria sollevata: dopotutto, grazie a questo scandalo ha trovato una bella fonte di reddito. A sentire i vicini, il marito le proibiva di fumare e di uscire, la metteva incinta in continuazione.
Valigia
Quando Nadia e io torniamo sui capitoli gi completati, mi stupisco che nella storia non ci sia nessun innamoramento con quegli uomini che sarebbero lopposto dei manager che molti hanno preteso di essere, come quel P. Ne segue una collera repentina, con lei al colmo dellesasperazione: Non voglio dovermi scusare ancora una volta! Lobiettivo di P. era ovviamente quello di diventare il mio manager: me lha comunicato sullaereo per New York. E io ho accettato. Perch la mia libert valeva bene quel sacrificio, capisce?
Perch, quel giorno, non mi offre la sua versione dei fatti, un ribaltamento di prospettiva degno di un telefilm, dopo la rivelazione fornita nellautunno 1990  un anno dopo il suo arrivo , in occasione della conferenza-stampa in cui ha rivelato che in realt P., in America, la teneva prigioniera e le aveva rubato centocinquantamila dollari guadagnati con le interviste. Perch non ha detto che lo conosceva da appena una settimana quando lha aiutata a fuggire? Ho raccontato che lo conoscevo da pi tempo perch mi aveva assicurato che era il modo migliore per ottenere un visto; mi aveva anche consigliato di dire che non volevo n riprendere con la ginnastica n rivedere Bla. Non mi lasciava mai sola. Non avevo nessuno a cui rivolgermi. P. e sua moglie si parlavano ogni sera al telefono. Lo scandalo ha fruttato loro molti soldi. Lui minacciava di chiudermi dentro una valigia, di spedirmi in Romania e consegnarmi alla Securitate.

Sicurezze.

Dicembre 1989
Ritrovati il 5 dicembre a bordo di una decapottabile nera. Hanno comprato lauto sabato e lhanno pagata in contanti: ventimila e trecento dollari, racconta Ken P., il concessionario Chevrolet.
Il 6, hanno lasciato il Diplomat Hotel a Hollywood Beach, dove si erano registrati con il nome di Mr e Mrs Salders  sicuramente sono usciti da una porta di servizio, perch sono riusciti a sfuggire ai reporter che li braccavano da due giorni. Il 12 dicembre la receptionist del Beachcomber Lodge and Villas riconosce lex ginnasta e avverte la stampa, ma  troppo tardi: allarrivo dei paparazzi, la camera di Mr e Mrs Fonnors  ormai vuota.
Il 13 dicembre, dalla sua camera dellHotel Pompano Beach, in Florida, P. concede alcune interviste telefoniche: Sono il suo manager e laiuter a comparire in film e spot pubblicitari. Vivono del denaro delle interviste che lui riesce a organizzarle  gli assegni sono tutti intestati a suo nome.
Cathy C., cameriera in un diner, spiega a un telegiornale nazionale che Nadia  come una bambina in un negozio di dolciumi. Mangia cinque volte al giorno, ordina una bistecca alle 7 del mattino e un cocktail di gamberetti alle 11; be, si diverte come non si  mai potuta divertire in patria Il tipo che laccompagna? Lei dipende in tutto da lui  per pagare, per parlare. Una volta, alle toilette, hanno quasi litigato.
Perez D., barman dellhotel Great Western: Nadia mi ha chiesto un daiquiri alla fragola e lha bevuto guardando Batman alla televisione. Poi, allora del notiziario,  comparsa la sua immagine, e lei ha mormorato: Non  quanto mi aspettavo; sono delusa, molto delusa.
Baristi, camerieri, addetti al garage, curiosi, receptionist dalbergo, cassiere, passanti: quanti testimoni non pagati  ovunque e sempre disponibili: anzi, ben contenti di esserlo  di quel rocambolesco processo televisivo! Gente che, quando la riconosce al ristorante, si sforza di memorizzare i cibi che mangia e in quale ordine. Gente che ricopia su un foglietto di carta il numero di targa dellauto. Gente che si dice certa di averla vista incespicare, ubriaca, in una sala-giochi, o che lha avvistata su un bus, in un supermercato, in un parco, grassoccia e sola.
Tutto si  svolto sotto lo sguardo delle telecamere, ma dopo essere stata seguita per anni dalla Securitate senza che riuscissi a identificare i miei pedinatori, per me era un sollievo vedere in faccia quelli che adesso mi seguivano.
Nadia C.

Fast Forward: resa dei conti.

1999
Lex ginnasta, invitata come protagonista della trasmissione Stade 2, indossa un tailleur da donna in carriera bianco e nero a righe sottili, ha le palpebre sfumate di un ombretto grigio talpa, i capelli corti e lisci pettinati allindietro e un paio di orecchini discreti.
Il giornalista: In ogni caso, lei  stata molto coccolata dal regime, giusto? Nadia, indispettita, in francese: Se fossi stata una privilegiata, allora perch me ne sarei scappata, abbandonando le mie medaglie, la mia famiglia? Viene interrotta da un rumeno tra il pubblico che, tutta un tratto, prende la parola. Senza microfono  lo si ode appena  le punta contro un dito, emozionato, e sembra chiederle spiegazioni (si intuisce il nome di Ceausescu). Lei farfuglia qualcosa. Il giornalista invita il testimone inatteso a raggiungerli, questi rifiuta e torna a sedersi, pallidissimo, apparentemente sconvolto. Lintervista prosegue.
Nel 1989, alcune settimane dopo il suo arrivo negli Stati Uniti, ho provato a contattare S, insomma, ho incontrato P. e gli abbiamo chiesto se potevamo incontrarla: lui ha preteso diecimila dollari, e io ho rifiutato. P. se n andato al ristorante con un altro cliente, un settimanale giapponese. Al che io lho chiamata in camera. Perch, se era davvero prigioniera, non  scesa, approfittando del fatto che in quel momento era completamente sola?
Sullo schermo, per alcuni secondi, un disegno umoristico illustra limbarazzante processo sommario intentato a Nadia C.: Non la tortureranno mica, no? recita la battuta. Poi le telecamere tornano su di lei.  agitata, e continua in francese: Arrivi in un paese di cui non conosci niente. P. mi ha detto: Se ne combini qualcuna, ti riporto in Romania! Avevo paura di di morire! Ecco perch non mi muovevo E ho gi parlato dei soldi che P. ha fatto grazie a me. Per vendermi farebbe qualsiasi cosa. Io ero prigioniera in un paese libero! (A bassa voce.) Sa Se ci fosse qualcuno disposto a Qualcuno che mi aiuti. Qualcuno che mi AIUTI. (Lultima parola, Aiuti, pronunciata a voce pi alta, riecheggia per un momento nello studio.)
Il giornalista annuisce, sorride, poi si mette comodo in poltrona. Sta per ricordare il loro precedente incontro, nel 1983, a Bucarest: Ricorda, Nadia? No? Lei mi ha chiesto del cioccolato e delle sigarette americane? Hmmm S? Be, pu venire a prenderle da me, quando vuole! Qui abbiamo tutto ci che occorre, tutto! (Risate degli altri ospiti.)

Missing in Action.

Dicembre 1989
E a questo punto, ancora una volta, per riprendere fiato, Nadia sceglie il silenzio: il 16 dicembre 1989 scompare.
Quando avrai ritrovato te stessa, dammi un segno! ironizza Bla, nel corso di un programma televisivo. Penso che prima o poi finir per imbattermi in Nadia durante un torneo di ginnastica: dopotutto, si pu permettere di comprare un biglietto dingresso, aggiunge con tono profetico il presidente della Federazione di Ginnastica americana. Il direttore di una celebre agenzia di artisti, al quale domandano quanto pu valere Nadia C. in quel momento, risponde: La sua scomparsa ne mina la vendibilit. Un po, comunque, bisogna pagarla!
Lex icona comunista si eclissa, mentre, allesterno, il processo segue il suo corso. A meno che, in realt, invece di un processo non si tratti di un servizio funebre. Quello di un mondo un tempo chiamato Blocco, protetto da una Cortina di Ferro arrugginita. Perch, dopotutto, se non lhanno certamente amato, qui lhanno pur stimato, quel despota di serie B. Quel mondo al di l del nostro, implacabilmente migliore e pi severo. Un internato delleccellenza: la disciplina, la bellezza di quei muscoli scattanti, lesplosione rosso oro della stella, limmensit del sogno  un combattimento alla pari, un corpo a corpo tra due genie di pionieri.
Operaie dagli avambracci dorati, contadine sorridenti sotto i loro fazzoletti a fiori, dotte chimiche con i capelli raccolti in uno chignon, poetesse recluse e perseguitate, sportive Oh ginnaste elastiche, oh limpide fanciulle maliziose e superpotenti. Tutto questo  terminato. Ora c la trasparenza, la perestrojka, la rivelazione che, come se avessero attraversato uno specchio incantato, tutte loro sono diventate uguali alle altre, uguali alle nostre. Puttane avide, madri miserevoli e stravolte, scialbe adolescenti convertite ai ritornelli di un pop liberale, top women e top model dellintrallazzo e del business, goffamente smaniose di lasciarsi alle spalle un mondo in sfacelo, un mondo che, quel 19 dicembre 1989, crolla con collegamenti televisivi interrotti ogni dieci minuti da promesse di un rinnovamento, di un nuovo corso pi giovane e fresco.

Esecuzione.

Eccolo, il capitolo che non avrei mai avuto bisogno di sottoporle. Quello che ci pone sullo stesso piano, dipendendo entrambe da quanto abbiamo letto e sentito, poich non ceravamo n luna n laltra.
Un giorno  il giorno in cui lei mi ha detto con la massima seriet che in Romania la consideravano un catalizzatore della sollevazione popolare che ha portato alla caduta di Ceausescu, e vedevano nella sua fuga la prova che pi nessuno poteva sopportare il regime  ho sorriso. Riassumendo, lei prima ha mandato in tilt il sistema elettronico delle votazioni delle Olimpiadi giudicato infallibile e poi ha fatto cadere un dittatore giudicato inamovibile: be, niente male! E Nadia, allaltro capo del filo, ha detto di s, fiera e felice, di una felicit quasi infantile.
A Bucarest ho incontrato alcuni degli uomini e delle donne che si trovavano a Piata Universitqti quando  partito il primo colpo darma da fuoco, nel dicembre 1989. Gente che ha dovuto strisciare per due giorni sul pavimento di casa perch le pallottole fischiavano tra i palazzi e nessuno pi sapeva chi sparava su chi. Ho conversato con una persona la cui sorella  morta a quindici anni, schiacciata da un tank.
Altri si sono presentati allappuntamento fornendo pi versioni; per raccontare la Rivoluzione, sarebbe impossibile sceglierne una sola, protestavano  avrei dovuto tenerne conto per comporre un quadro dinsieme. Ci sono stati anche appuntamenti annullati. Rifiuti infastiditi di commentare ancora una volta le celebri immagini e il noto dilemma:  stata davvero una rivoluzione o si  trattato di un colpo di stato? Quale gesto ha provocato la caduta? E lei, Nadia, l dentro. Accusata di essersene andata troppo tardi, il che dimostrava che la sua fuga era stata orchestrata dagli uomini dellentourage di Ceausescu, intenzionati a farlo cadere. Chi, se non loro, avrebbe potuto aiutare a fuggire una come lei, che era quasi lemblema del potere? I sostenitori di Nadia facevano spallucce: Pensi a quello che ha dovuto sopportare con il Reuccio  glielha raccontato?
Seduta al tavolo di un caff di Bucarest, ascolto i racconti di una giovane donna, il cui padre non ha mai cessato di opporsi ai decreti del tiranno con fermezza e coraggio. Il figlio di Cristina sorseggia una limonata: ha una decina danni e si annoia, fino a che non parliamo dellesecuzione di Ceausescu. Quando ripensa a quel film, lui prova pena. La madre sorride, imbarazzata: Su, forza: che cosa vuoi dire? Il piccolo insiste: S, mi fanno pena Nel film Ceausescu  vecchio, sembra un nonno, e anche Elena Prima di morire tremano e si tengono per mano come due innamorati.
Sono qui, Lenutza, mormora il Compagno durante il processo, incoraggiando con un nomignolo privato la moglie con i capelli coperti dal fazzoletto delle contadine  quelle stesse contadine che i due hanno cercato di sradicare dal paese. Una banale intimit di due vecchi inebetiti, strappati a un sonno durato troppo a lungo  quelle immagini sono state diffuse in tutto il mondo. Due miserabili vecchi che hanno talmente reiterato nel tempo le loro farneticazioni propagandistiche da finire per crederci, convinti fino in fondo che il male fosse il prodotto di terroristi stranieri, libici e siriani e che sia stata la stretta di mano a Malta tra Bush e Gorbaciov a determinare le sorti del paese: due capitalisti  luno in rappresentanza dellEst e laltro dellOvest  si sono messi daccordo per eliminare un vecchio ormai fuori moda.
Ragazzi miei, dovreste vergognarvi. Vergognarvi! ringhia la Compagna ai soldati che le legano le braccia davanti al plotone desecuzione: lei, lEroina, la Madre, la Scienziata, lesempio pi alto delletica, del perfetto comportamento e della dignit della donna socialista, della donna rumena, per usare la terminologia adottata dai testi ufficiali appena poche settimane prima. La Vecchia tiene tra le mani un sacchetto di plastica. Segreti nucleari? Liste di oppositori da eliminare? No, le prescrizioni mediche per il diabete del Vecchio. Mentre i loro accusatori invisibili, quelli che sono stati i subalterni pi zelanti, ora hanno fretta di farla finita  Fuciliamoli una buona volta, cos gli irriducibili della Securitate, che continuano a sparare sulla popolazione per le strade di Bucarest, si decideranno ad arrendersi!.
Ecco.  fatta. I loro cadaveri dovranno essere trasportati fino a un qualche obitorio da volontari ben piantati  un soldato campione di canoa, un altro campione di rugby, un campione di calcio e uno di hockey. Solo che i corpi, quel 25 dicembre 1989, non si trovano pi da nessuna parte: si ha un bel frugare lo stadio in cui si pensava fossero stati lasciati  sono scomparsi. Fino al mattino del 26, quando li ritrovano in un altro stadio. Chi li ha portati l? Perch? Inesattezze, approssimazioni, bizzarrie: una volta emessa la sentenza di morte, i giornalisti pensano che lesecuzione avr luogo pi tardi, lindomani, in serata. Il cameraman, nellistante in cui si sentono i colpi di fucile nel cortile, imbraccia al volo la telecamera, ma riuscir a filmare solo i due corpi esanimi, riversi a terra. Tra la sentenza e lesecuzione  trascorso appena un quarto dora.

Pronto chi parla?

Gioved 21 dicembre 1989
Lo sanno tutti. Gli uni e gli altri. Quelli che da anni danno gli ordini e quelli che li eseguono. Tutti aggrappati, ogni notte, da venerd 15, alla voce di Radio Free Europe: no, non cedono le figure ammassate nelle cavit della notte di Timisoara, congelate, che reclamano il ritorno del pastore appena condannato da Ceausescu agli arresti domiciliari perch sospettato di sermoni sovversivi.
Pi di mille su quella grande piazza, figli perlopi del Decreto 770, nati da gravidanze coatte; dispongono in tutto di tre fucili, forse quattro, eppure avanzano contro i soldati che li tengono sotto tiro. Sparate senza che ve lo ordinino, intima il Reuccio messo al corrente. Siamo in stato di guerra! Quale guerra? Sono gi morti, uccisi a bruciapelo. Se  cos, proclameremo uno sciopero, decidono i sopravvissuti.
A Bucarest lo sanno anche gli operai scelti a caso che i securisti spingono in tutta fretta: bisogna riempire lautobus per andare ad applaudire il discorso di colui che tutti chiamano lOdioso, un discorso preparato alla svelta, per affermare la propria autorit di fronte agli eventi che precipitano.
Leco dei corpi nei quali si finisce per inciampare percorrendo le strade di Timisoara comincia a far rumore, tanto che gli uomini ammassati nellautobus non possono non pensarci. Bisogna fare qualcosa. Durante il tragitto che porta al centro di Bucarest, si chiedono cosa possono fare nel modo pi discreto possibile: saltare gi mentre sono in viaggio? Convincere lautista a fermarsi? Impossibile, sono attorniati da camionette piene dei consueti accessori: militari, bandiere blu-giallo-rosse, striscioni inneggianti al Vecchio. A questo punto bisogner assistere ancora una volta allo spettacolo, per si faranno sentire: urleranno, romperanno il silenzio di circostanza con tutte le grida di paura che hanno dovuto ingoiare per anni e anni, fino a ottundersi il cervello.
Si trovano daccordo in una ventina. Grideranno: Timisoara. Sbalorditi dalla loro stessa decisione, con le viscere in rivolta, ora tacciono e guardano dal finestrino le strade vuote della capitale. Tutti gli operai delle fabbriche di Bucarest sono gi radunati sulla piazza del Palazzo. I pionieri in prima fila, circondati da membri importanti del Partito. La tribuna  protetta da schiere di poliziotti. Le guardie sorvegliano le strade circostanti. Centinaia di agenti della Securitate sono disseminati ovunque in mezzo alla folla.
Come faranno? Inspireranno profondamente prima di gridare o, al contrario, bloccheranno ogni emozione, paura, respiro  tutto ci a cui non si deve pensare? Una super Super E. Lasciare che laria sinfiltri nella bocca aperta, gonfiare laddome, fare della gabbia toracica una cassa di risonanza e, quasi inudibile in mezzo ai VIVA CEAUSESCU! di rito, lasciar filtrare un minuscolo: Ti-mi-so-a-ra, Ti-mi-so-a-ra.
Dai corpi allibiti che li attorniano sfuggono alcuni singhiozzi, un tremito, seguito da un nulla di fatto. Interruzione della narrazione ufficiale. Il Compagno, sul palco, una figura invecchiata in cappotto nero e colbacco dastrakan, ha smesso di parlare. Impietrito. Si volge in direzione della Compagna, dei dirigenti esterrefatti.
Sono solo due, ora, gli operai in azione, tra quella ventina di volontari che sullautobus hanno giurato di fare qualcosa. Due, che reggono ancora in mano la piccola bandiera blu-giallo-rossa che hanno lordine di sventolare. Ora si fanno avanti  ma dove vanno? Non lo sanno: marciano lentamente in mezzo agli sgomenti  Ti-mi-so-a-ra, Ti-mi-so-a-ra. Il Vecchio si schiarisce la voce, batte sul microfono  senza dubbio un problema tecnico , che cosa stava dicendo? Ah s, la minaccia terroristica che incombe sul paese, gli agenti stranieri venuti a seminare lo scompiglio a Timisoara La Romania condanna lag-gres-sio-ne! Ristabiliremo lordine e il Soprattutto non pensare al Muro, a Rostropovic, alla Bulgaria, la Polonia, la Germania Un colpo di mano, la trasparenza annunciata da quel russo Ora prova un senso di vertigine. Si umetta le labbra asciutte.
PRON-TO? Rivolge la domanda al vento di dicembre, percorso da grida lontane  Ti-mi-so-a-ra, Ti-mi-so-a-ra. Pron-to pron-to? Chi ? Chi siete? Chi ? Chiss. In fondo alla piazza, gli pare di scorgere un ondeggiamento nella folla; il cielo brilla, violento e gelido;  una nuova coreografia delle bambine, quelle piccoline meravigliose, o altro? La Pi Grande Scienziata del Mondo lo prende per un braccio, gli passa un testo che lui non conosce, ma che riporta la promessa di un aumento  glielo dice e glielo ridice, da vecchia maestra di scuola che non riesce pi a tenere la disciplina, a trattenere la folla PRON-TO, grida, ma lontano dal microfono, con una voce grottesca, gracchiante  Silenzio, tacete! Silenzio, adesso basta. Chi c l?. Il Vecchio simbambola, sinchioda, singhiozza: Pronto? Pronto? Pron-to? Pronto? Pronto? E quindi? Niente da fare.  finita. Limmagine si blocca, la trasmissione televisiva sinterrompe. Sul monoscopio tremolante parte una canzone patriottica.
Poi il servizio speciale riprende: sotto un cielo terso e azzurro una folla in abiti leggeri si accalca davanti alla tribuna  ce lhanno messa tutta per trovare in fretta le immagini adatte per continuare la narrazione ufficiale, costi quel che costi: sono quelle di un meeting dellestate scorsa.
*
Qual  il momento in cui si ribalta tutto? Qual  levento che trasforma quegli eterni spettatori in attori? Pochi coraggiosi gridano Ti-mi-so-a-ra e, quasi allistante, unesplosione provoca uno sbandamento nella massa: tutti scappano dalla grande piazza, si sparpagliano, voltando le spalle al Compagno senza averne ricevuto lautorizzazione  una cosa mai vista. Ma quellesplosione che cos stata? Un modesto petardo lanciato dagli operai per aumentare la confusione? Una manovra della polizia per coprire gli slogan ostili a Ceausescu? Il rumore dei tank che irrompe nei viali circostanti per far fronte ai primi oppositori, un gruppetto di manifestanti che tenta di assaltare il Palazzo? E lindomani chi si prende la responsabilit di sparare sulla folla compatta, una folla che, per la prima volta, si raduna di propria iniziativa? Quasi mille morti in pochi giorni, per una rivoluzione tuttaltro che di velluto. Impossibile immaginare che siano da imputare a pallottole vaganti, mi dicono a Bucarest. Allora da dove vengono quelle raffiche? Dalle mitiche bande di orfani, da quel manipolo di squilibrati che  ultimo sostegno di Ceausescu  sono stati istruiti fin dallinfanzia a venerarlo e a proteggerlo? Da agenti sovietici mimetizzati da turisti? Troppi turisti sono entrati nel paese allinizio di dicembre. Chi comanda i cecchini? Chi spara su chi? Tutti sparano su tutti. Perch? Perch da decenni nessuno sa pi chi  chi, nessuno sa pi di chi fidarsi.

13.95.25.

Chiamate registrate tra il 25 e il 26 dicembre al numero 13.95.25, la segreteria telefonica della televisione rumena occupata dai rivoluzionari, dopo che, nonostante lannuncio della fucilazione di Ceausescu, la televisione di stato non ha diffuso alcuna immagine in proposito.
Pronto? Sono la madre di un soldato di ventun anni (Singhiozzi.) Io, io non ho nessuna notizia. Esiste da qualche parte un elenco dei feriti? Dei morti?
Pronto? Pronto? Presentatevi almeno, voi alla televisione! Chi siete? Vogliamo le immagini dellesecuzione. Il filmato. I dettagli.
Pronto? Voglio notizie del Compagno, cio, dellex Compagno.
Pronto? Ascoltate: mio fratello  nella Securitate, non ha armi, non ne ha mai avute. Che cosa vi prende a tutti quanti quando parlate di loro come del diavolo?!  falso,  falso!
Pronto? Voglio vedere. Tutto. Vogliamo vedere tutto.
Pronto? Hanno abolito la censura tre giorni fa e voi, voi (Grida.) Perch dovremmo restare calmi e pazientare ancora? Eh? (Piange.)
Pronto? Be, allora: mia moglie  scomparsa da due giorni. Cercatela per favore. Negli ospedali, dappertutto!  certamente una una una complice! Di quei terroristi, dei securisti Distribuite a tutti il suo identikit! Arrestatela!
(Una donna, urlando, fuori di s.) Ci faremo fregare ancora una volta? Guardate che finiremo per mettere una bomba, noi donne Noi, sempre sottoposte a qualcun altro. La Romania dei corpi obbedienti  morta, signore!
Pronto? Pronto, mi sentite? Ah,  una segreteria Dal fondo del cuore, dal fondo dellanima, noi vi supplichiamo: vogliamo vedere il criminale, vogliamo giudicarlo noi stessi, non fatelo
Messaggi registrati sulla stessa segreteria lindomani, dopo la diffusione delle immagini della coppia Ceausescu morta.
Pronto, ho una domanda: perch il cadavere ha gli occhi chiari, mentre in realt li aveva scuri? Eh, perch?
(Una voce esausta.) Ascoltatemi Abbiamo dei registi. Abbiamo degli attori. Abbiamo delle una campionessa Potremmo fare un film su tutto questo periodo La vita di quel bastardo, noi
*
Corrono disordinatamente verso ledificio che ospita la televisione rumena. A migliaia, rabbrividendo per il freddo notturno, scandiscono e invocano senza posa fino allalba: A DE-V-RUL, A DE-V-RUL, A DE-V-RUL (La verit, la verit, la verit).
In Occidente la conoscono, la verit. Be, la versione romantica dei fatti ha sicuramente esercitato il suo fascino, diciamo fino al 24 dicembre 1989, la vigilia di Natale. Il popolo che finalmente si ribella, la bandiera bucata, le folle che cantano Libert, libert!, la caduta del dittatore, lesultanza per la liberazione dal comunismo, per il cammino finalmente libero, grazie alla scomparsa di norme arcaiche e liberticide, verso una societ moderna e aperta! Inebriati dagli indici dascolto, i media occidentali non badano pi tanto alle virgole e moltiplicano il numero dei morti di Timisoara  dopotutto, quale epilogo migliore, per la Storia, di quei cadaveri del marxismo-leninismo, di quei martiri esemplari di un capo di stato che la Francia ha sciaguratamente decorato qualche anno prima con la Gran Croce della Legione dOnore?
Poi, in gran fretta, sentendosi in difetto per non essere stati abbastanza attenti ai dettagli dellultima esibizione comunista, i giudici occidentali criticano la mascherata del processo e la brutalit dellesecuzione: i rumeni entrano con il piede sbagliato nella nostra bella democrazia. La Storia compromessa dalle menzogne, da quei trucchi grossolani, da quelle fosse comuni fasulle!
Verdetto: La pseudo-rivoluzione rumena  solo una favola. Una messinscena accuratamente preparata dai servizi segreti russi, complici degli americani. I rumeni, da soli, non hanno fatto molto! Gorbaciov era andato a Bucarest due anni prima per insistere su una liberalizzazione del regime, e Ceausescu, evidentemente, si era impuntato. Con la caduta del Muro di Berlino e quella dei regimi comunisti vicini, non era pensabile che il Vecchio rimanesse al suo posto. Il problema non era sapere se sarebbe caduto, ma come
E mentre prendo nota di quei segnali incontestabili,  lei che mi viene in mente: la rabbia di Nadia  a volte, una vera e propria angoscia , quando aveva limpressione che io non ascoltassi ci che mi diceva, quella che lei definiva larroganza occidentale, cio il mio modo di dipingere il blocco dei paesi dellEst in un modo tristemente caricaturale. Il mio stupore misto a imbarazzo quando, a Bucarest, mi sono dovuta confrontare con i ricordi contraddittori di uomini e donne, prendendo nota dei loro incubi. I sospiri infastiditi di Nadia di fronte alla mia riluttanza ad accettare che il laboratorio delle bambine-prodigio, quel sistema ormai totalmente screditato di addestramento delle ginnaste comuniste, lOccidente lo aveva riprodotto in modo altrettanto spaventoso quando era riuscito a mettere le mani sui suoi segreti.
I media occidentali manipolano il racconto della rivoluzione rumena, una storia molto simile a quella di Nadia  cifre, giudici e presa diretta. La Rivoluzione, quellinverno del 1989, fu lo show pi richiesto del mondo intero, lo spettacolo di una caduta allultimo respiro, paragonato con quello delle implacabili bambine che non cadevano mai.
Ma lei? Lei, che cosa ha pensato della fine di quellobbedienza collettiva alla quale ha banalmente assistito, davanti alla televisione, nelle stanze di quei motel americani che cambiava ogni ventiquattro ore, inseguita dalla stampa scandalistica? No, io e lei non abbiamo fatto parola della serie di scioperi di Brasov del 1977 e del 1987  dichiarati dagli oppositori, dagli studenti, dagli operai che prendevano in ostaggio i delegati spediti contro di loro dal Compagno  n degli immensi ritratti del Vecchio che venivano poi ritrovati carbonizzati nei canali di scolo senza che, nel paese, trapelasse nulla, o quasi, di quei soprassalti, dei piccoli gesti continuamente oscurati dai trionfi di Nadia. Che cosa ci poteva fare lei, se era una superpotenza di bambina, un fenomeno biomeccanico? E che cosha provato vedendo per la prima volta quel buco vuoto in mezzo alla bandiera, dove prima cera lo stemma dorato con la stella rossa che faceva del suo body bianco un bersaglio: Io sono qui, venite avanti, se avete coraggio? Che cosha pensato di quei giorni di dicembre in cui la Romania, finalmente, si  presa a viva forza la sua razione di libert?
Io che avevo tanto sognato la libert, ora che sono arrivata negli Stati Uniti, mi domando:  questa la libert? Sono in un paese libero, e non sono libera? Ma, allora, dove potr essere libera?
Nadia C., 1989
Il 18 luglio 2006, alle 12.01, il video della sua perfetta esecuzione di Montral  stato diffuso nello spazio dal Deep Space Communication Program, un progetto creato da ingegneri desiderosi di comunicare con eventuali forme di vita extraterrestri. Gli ingegneri hanno dichiarato che quelle immagini  una rappresentazione della bellezza assoluta  avrebbero percorso trilioni di chilometri, innumerevoli anni-luce oltre il sistema solare.
Trentanni prima, il 18 luglio 1976, nella sala-stampa del villaggio olimpico di Montral, a quegli adulti che invocavano un grazie e un sorriso, Nadia ha risposto che tutte quelle cose le sapeva fare, sicuro!, ma che le avrebbe fatte solo a missione compiuta. Missione compiuta. N Grazie n Scusate, le fanciulle si gettano nel vuoto alla velocit di una pallottola sparata da una pistola, la loro pelle  nuda: voi bambine siete venute a mostrarci le misure dello spazio, voi bambine siete epidemiche  oh, che bella avventura
Signora,
una volta, nel corso dei nostri incontri, lei mi ha chiesto una lista dei miei ricordi. Desidero oggi, se non  troppo tardi, aggiungere questo: nel 1988, un pugno di studenti coraggiosi ha fatto circolare dei volantini inneggianti alla Rivoluzione, firmati con questa frase: Non cercatemi, perch non sono da nessuna parte.
Nadia C.
...
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...
FINE.